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LIBIA L'ITALIA ENTRA IN GUERRA BOMBARDAMENTI MIRATI

Londra 26 Aprile 2011 CORSERA.IT di Matteo Corsini

LE FACILI DEMOCRAZIE DA ESPORTAZIONE.

L'Italia ha deciso di entrare in Guerra,congiuntamente con le forze della NATO,ha autorizzato che i nostri aerei militari,possano bombardare il suolo libico contro bersagli ben definiti,mirati.

Conosciamo oggi,dove finisce il confine della democrazia,dove iniziano i regolamenti internazionali,dove una grande democrazia come gli USA,possono intervenire e ledere i diritti altrui,anzi determinarli.Sappiamo oggi cosa sia la Guerra Giusta,su cui il dibattito è acceso da secoli,sappiamo che la nostra assomiglia molto di più a quella...

....romana,che ad una vera e propria scelta di valori di sicurezza e di rispetto politico delle altre nazioni.Quando si assume che un leader,come Muammar Gheddafi,diventa ostacolo per qualsiasi relazione commerciale e internazionale,allora si decide di spazzarlo via,senza alcun riguardo per le limitazioni all'ingerenza militare su un territorio,che imporrebbe la sovranità politica del proprio Stato,anche se questa è regolata dalle modalità politiche di una dittatura.Ma qui stiamo ragionando in astratto,in teoria,secondo principi innati,che sono quelli afferenti i diritti fondamentali degli uomini,come quello della libertà.

Bombardando la Libia,ci si viene da chiedere se corriamo dietro la democrazia o dietro il petrolio,se il mercato industriale e commerciale cerca un'ennesima via di sviluppo,ancora vergine,oppure siamo invitati alla distruzione del suolo libico in nome della violazione di quei  principi fondamentali,che regolano quasi tutte le Costituzioni del mondo?

Dove è il confine del bene e del male tra le rovine di Misurata o di Bengasi?

E' chiaro che ormai il regime di Muammar Gheddafi,malgrado gli sforzi diplomatici del nostro Governo,è dstinato alla sua rovina,alla fine,contro ogni volontà del RAIS.Non c'è alcun futuro per il leader libico,che probabilmente morirà sotto le macerie del suo bunker,o si avvelenerà o griderà vittoria dentro le aule di un tribunale,che dovrà giudicarlo per i crimini commessi contro l'umanità.

Ma noi oggi parliamo anche di una speranza,per quei popoli del nord Africa,ancora sotto il giogo dei regimi militari e politici,anche se non sappiamo quale sarà il loro futuro ,poichè la libertà potrebbe anche rivelarsi un veleno letale,capace di contrapporre interessi diversi e farli implodere.

Non c'è infatti dubbio,che le rivolte militari,le ribellioni,le rivoluzioni,conducono al potere sempre i gruppi leader armati,lo è stato per Cuba lo sarà sempre.La democrazia,le bombe della NATO,uccidono il nemico,il dittatore e dall'altra parte favoriscono la scalata al potere di un leader politico anonimo,di un gruppo di cittadini libici,pronti a qualsiasi cosa pur di sedere ai posti di comando.

L'idea della democrazia Occidentale,nella sua forma più neutra e teorica,è quella di poter condizionare l'ascesa al potere di un potentato politico,di una gerarchia di uomini funzionale a costruire la Democrazia.Vediamo cosa accade in Afghanistan,o almeno quello che fino ad oggi si è tentato di costruire,malgrado le bande dei predoni e dei trafficanti di droga,siano ancora operativi,anzi padroni di terre sconfinate.

Si costruisce la parvenza di una democrazia,ci si convince che la morte dei nostri militari,abbia portato qualcosa nel mondo,contribuito alla edificazione del Palazzo della Democrazia,ma in realtà nelle vie di fuga di questa prospettiva,sappiamo come le organizzazioni mafiose e criminali,prolifichino a tutto spiano,come germi pronti a divorare qualsiasi cosa.

La Finta Democrazia Moderna,oppone alle più sofisticate costituzioni,la visione orrenda della guerra del Pane ,come a Napoli,dove la Camorra impera,spadroneggia,sul suolo di quella che dovrebbe considerarsi una nazione libera e democratica.

Ma sappiamo che non è così,sappiamo che l'Italia è un paese ad altissima densità criminale,dove Mafia e Camorra imparano,come costole e propaggini del potere politico,e che ne condizionano le sorti.

Il Paese della Guerra del Pane,oggi è impegnato nel bombardamento della Libia,vorrebbe esportare insieme agli USA,modelli di sopravvivenza culturali,come questa inspiegabile democrazia,il volto orrendo delle grandi ricchezze della Guerra del Pane,il brillante gruppo industriale Mediaset e la dipendenza dell'Informazione italiana ai grandi gruppi di potere industriali italiani.

Strano il caso degli Esportatori di Democrazia Italiana,quando da anni viviamo nelle barbarie di una democrazia difesa da un manipolo di magistrati e qualche sporadico caso di giornalisti liberi.Il resto è la Vergogna Nazionale,un caso di Democrazia Mafiosa e Camorristica,unico nel suo modello nel mondo Occidentale.

Dobbiamo ancora fare i primi passi in una vera Democrazia e vogliamo esportarla con le bombe.Eppure siamo noi il paese occupato,siamo noi il paese senza democrazia,siamo noi il paese dove i cittadini votano una lista elettorale,non scelgono il proprio rappresentante politico.Cerchiamo Muammar Gheddafi sotto le macerie dei suoi bunker,ma forse vestito di bianco si aggira nei nostri palazzi,luoghi simbolo di una democrazia fatta di carta e pane cotto nei forni della Camorra.

CORSERA COPYRIGHT

 

MILANO - Silvio Berlusconi ha dato il via libera al bombardamento della Libia da parte degli aerei italiani. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio lo ha annunciato in una telefonata al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il quale ha espresso «grande apprezzamento dopo la decisione dell'Italia di autorizzare missioni aria-terra contro obiettivi del regime libico». I due leader si sono trovati d'accordo sul fatto che «una pressione supplementare è necessaria per rafforzare la missione di protezione dei civili» in Libia.

POSIZIONE ITALIANA - Si tratta comunque di una modifica della posizione italiana, in quanto il 15 aprile in Consiglio dei ministri Berlusconi era invece orientato a escludere il coinvolgimento italiano nei bombardamenti della Libia. Ma negli ultimi giorni, come ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è maturata in seno al governo la considerazione di cambiare la natura della missione «perché la situazione a Misurata è diventata terribile». Dopo il vertice a Berlino e una serie di incontri, prosegue La Russa, «Berlusconi ha avviato una riflessione che è sfociata nella decisione comunicata a Obama». Il ministro riferisce inoltre che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, era stato avvertito prima che fosse diffusa la nota ufficiale