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FLI.GIANFRANCO FINI,SILVIO BERLUSCONI VERRA' CONDANNATO E ANDIAMO ALLE ELEZIONI ANTICIPATE.

Roma 5 ottobre 2010(CORSERA.IT)

La provocazione di Silvio Berlusconi sulla magistratura,era un segnale feroce,che divide le parti in causa,profondamente,anzi le dilania: "o con me o senza di me."Ormai è chiaro,Gianfranco Fini ha lasciato che Silvio Berlusconi aderisse al suo armistizio,per testare la sua capacità di resistenza,e adesso è scoccata l'ora di lanciare il guanto di sfida.L'armata di Futuro e Libertà passa al contrattacco e dichiara che...

....le elezioni anticipate sono dietro l'angolo.Silvio Berlusconi è cotto perchè non ha voluto farsi da parte e la sentenza del processo Mills è piuttosto chiara:l'avvocato è stato corrotto e il corruttore è uno solo.Assisteremo dunque ad una campagna elettorale mentre le sentenze dei giudici faranno a pezzi il Premier,che ha aperto la sua campagna di sfida alla Magistratura.Il futuro prossimo è dunque incerto,anzi l'Italia naviga in acque pericolose.(Corsera.it)

 

ROMA - «Non sappiamo cosa c'è dietro l'angolo. Io auspico che il governo arrivi a fine legislatura, ma dobbiamo tenerci pronti ad eventuali sorprese». Gianfranco Fini avvia ufficialmente il percorso che porterà alla nascita del partito "Futuro e Libertà". E, durante la riunione con i suoi a FareFuturo, non esclude l'ipotesi di elezioni anticipate. «Noi - dice il presidente della Camera, parlando al comitato promotore di Fli, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti - ci accingiamo a fare non un'Alleanza nazionale in piccolo, ma un Pdl in grande. "Futuro e libertà per l'Italia" non dovrà essere un partito pesante, strutturato, ma un movimento di opinione, e soprattutto, non dovrà essere percorso da gelosie, personalismi, perché siamo tutti sulla stessa barca». Fini sottolinea inoltre la necessità, in vista degli appuntamenti futuri del movimento, di non parlare delle singole associazioni che lo compongono, ma di fare riferimento sempre e solo a Fli, sia per quanto riguarda l'appuntamento di inizio novembre a Perugia sia per quello fissato a Milano a metà gennaio.

GLI ERRORI DEL PASSATO - Fini guarda avanti e promette: «Dobbiamo lavorare bene sul percorso e sulle modalità: non voglio ricommettere gli errori che ho fatto in passato. Se la logica fosse quella di colonnelli e soldati - sottolinea - rischieremmo di replicare gli errori che c'erano in An». Poi assicura che sul «territorio c'è molta curiosità e molta gente che vuole aderire. Questo è un aspetto non contestabile: dobbiamo far nascere il nuovo partito». Anche Italo Bocchino parla dell'ipotesi di elezioni anticipate: il capogruppo di Fli alla Camera afferma che «se qualcuno pensa di portare il Paese al voto allora si dovrà discutere di cambiare la legge elettorale, che non fa parte del vincolo di coalizione».

LETTA - In precedenza una maxi ressa di fotografi, giornalisti e tv davanti la sede di Farefuturo, in via del Seminario, aveva accolto Gianfranco Fini. A farne le spese anche Gianni Letta che si trovava a passare a bordo della sua auto blu. Gli uffici della Fondazione, infatti, si trovano davanti palazzo San Macuto, in una delle vie del centro storico di Roma più affollate dai turisti. E bastato poco, quindi, perché la circolazione andasse in tilt. La Maserati blu d'ordinanza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è rimasta bloccato per più di 5 minuti. Letta, sempre al cellulare, è sembrato divertito dal «fuori programma» e ha salutato i fotografi con un sorriso. Solo grazie all'intervento dei vigili urbani, l'auto ha potuto «liberarsi» dalla morsa di stampa e tv per far rientro a palazzo Chigi. Al suo arrivo nell'edificio che sta proprio davanti a Palazzo San Macuto, Fini ha dovuto fronteggiare, protetto dalle forze dell'ordine un vero e proprio assalto dei mezzi di comunicazione che hanno tentato di avere una sua dichiarazione. Quindi con l'arrivo del presidente della Camera e del capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino e degli altri esponenti della formazione finiana, ha preso il via la riunione del comitato promotore del nuovo soggetto politico.

LA GRANA - Il senatore Francesco Pontone, l'ex tesoriere chiamato in causa per la vendita della casa a Montecarlo, non ha partecipato alla riunione. È lui stesso a confermarlo, contattato telefonicamente. A chi gli chiede se questo comporterà un suo addio al gruppo di Fli al Senato, Pontone risponde: «Non comporta nulla, sono e resto del gruppo di Fli al Senato».

LE REAZIONI - Dopo la riunione dei finiani, arrivano le prime reazioni politiche dagli alleati di governo. «È risaputo che Fini non è mai stato particolarmente entusiasta della nascita del Pdl - afferma il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. - Ma dopo la sua designazione a presidente della Camera è cresciuto con tutta evidenza il suo disagio per avere scelto un ruolo istituzionale e per non essere più a capo di un proprio partito. La formazione dell'ennesimo partito è perciò una conclusione prevedibile da tempo». «Niente da dire se Fini fa il partito - dichiara invece il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi - ma il PdL non reggerà una doppia maggioranza sul governo e sulla legge elettorale. Dal bipolarismo non si torna indietro e fa specie che un Dc debba spiegarlo agli amici di destra».

PANNELLA - Nel frattempo, Marco Pannella - ai microfoni della trasmissione di Radio2 'Un Giorno da Pecora' - analizza le attuali tensioni politiche. E lancia l'allarme: «Berlusconi è uno di quelli capaci davvero davvero di tutto, lui rischia di finire a Piazzale Loreto». Il leader storico del Partito Radicale motiva il riferimento al luogo dove venne esposto il corpo senza vita di Benito Mussolini spiegando che questo avviene «quando si abolisce la democrazia e tutte le istituzioni italiane sono fuorilegge». Tuttavia, conclude Pannella, «noi da non violenti staremo attenti perché questo non accada».