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AMMINISTRATIVE 2009.PARTITO DEMOCRATICO ALLO SBANDO.NOEMI LETIZIA DA SPERANZA DI UNA VITTORIA A SIMBOLO DELLA SCONFITTA.

Roma 8 Giugno 2009 (Corsera.it) di Matteo Corsini

Tutto quello che potevano fare per autodisintegrarsi l'hanno compiuto negli ultimi anni di attività politica.I Dsnosauri ex comunisti del PCI hanno sfilacciato la loro identità,trasformata a tal punto ,che molti dei loro simpatizzanti si sono un giorno ritrovati seduti a fianco con quegli esponenti democristiani ,che per molti lunghissimi anni il loro leader Enrico Berlinguer aveva combattuto.Il compromesso storico per il quale forse lo statista Aldo Moro ha perduto la vita,si era avviluppato intorno a loro,sopra di loro,sulle spalle come una pelliccia di visone.I valori di quella gretta borghesia italiana respiravano...

....insieme ai compagni fondendosi in  quel miracolo dell'Ulivo ,che alla guida di Romano Prodi, riusciva a contendere l'egemonia politica a Silvio Berlusconi.La commistione delle costole estreme di quella sinistra radicale poi fecero da detonare, ampliando le contraddizioni nello stesso schieramento politico.

I DS cercavano di disintossicarsi dalle vecchie ideologie  senza riuscire a cogliere il senso e il profumo del capitalismo italiano che nel frattempo andava cambiando pelle,ma è come chiedere ad un rinoceronte di entrare nella pelliccia di un leone.Se consideriamo che il PD raccoglie i voti dei DS e della Margherita ci accorgiamo che gli ex comunisti hanno ottenuto un consenso elettorale simile a quello della Lega Nord e dell'IDV di Antonio Di Pietro,perdendo quella massa corporea che per lunghissimi anni gli aveva concesso di competere nell'agone politico a testa alta,anzi lanciando quelle sfide importanti necessarie allo sviluppo del paese.Ma quel paese,l'Italia dei comunisti e dei fascisti nel frattempo era cambiata senza che nessuno di loro se ne sia accorto.L'italia della cultura cinematografica ha lasciato il posto agli assetati dei reality,l'Italia della tolleranza oggi guarda sempre con maggiore sospetto alle infiltrazoini illegali degli immigrati.L'Italia dei disoccupati oggi vive grazie a milioni di piccoli imprenditori,insomma chi lavora guadagna e chi sta con le mani in mano non è apprezzato.L'Italia di chi lavora custodisce i suoi segreti e cerca di difendere il benessere maturato con molti anni di sacrificio.Lega Nord e PDL hanno saputo rispondere a queste esigenze,mentre al contrario il PD spigneva sulle posizioni ormai frutto di ragionamenti ideologici e che non hanno alcuna aderenza con la realtà.

Eppure battere Silvio Berlusconi sulla cultura trash e le forme violente e volgari dei programmi televisivi sarebbe piuttosto facile,anche se per gli italiani ognuna di queste rotelle dell'ingranaggio rappresenta una speranza.La speranza di uscire dal ghetto,liberarsi dalla povertà e dunque ben vengano giornate di follia a Villa Certosa,ben venga quello spirito goliardico di chi ama divertirsi dopo una lunga giornata di lavoro.Nessuno in Italia è più bacchettone e tutti amano divertirsi e Silvio Berlusconi ha saputo conceder lo svago delle apparenze anche all'Italia comune,agli chef,ai camerieri,ai poveracci di qualunque genere e sorte.Il parcheggiatore Apicella è diventato un divo televisivo e le trasmissioni di Mediaset macinano consensi giorno per giorno.Le borgate d'Italia si incantato a guardare Amici della Maria De Filippi.Il mondo di Arcore guarda all'uomo comune,al disperato e al disoccupato,come e meglio dovrebbe fare il PD,anzi i vecchi comunisti,i diessini che oggi rischiano l'estinzione.Poco importa se all'operaio Gino Flaminio,un jet privato scippa la moglie,il giovane imparerà così a non scippare più nessuno.Una buona lezione del padre al figlio.

Prosegue dunque l'incantesimo del Premier Silvio Berlusconi e fintanto che in Italia non nascerà un leader politico capace di proporre delle vere alternative e di illuminarsi del suo stesso carisma,nella pentola c'è sempre il solito vecchio Papi,quello che ti guarda e sorride,ti racconta una barzelletta e senza che te ne sei accorto,gli altri spettatori già ridono di te.


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