Roma 5 febbraio 2026
by dr.Matteo Corsini scrittore e antropologo autore della Teoria dei Codici Universali Copyright 2025
ANTROPOLOGIA CULTURALE
Il paradosso di Fabrizio Corona
Come il potere mediatico trasforma l’icona in mostro
Fabrizio Corona
Il meccanismo del capro espiatorio mediatico
Nell’ecosistema digitale contemporaneo, l’icona nasce dalla trasgressione.
Il sistema mediatico crea il personaggio, lo amplifica, lo monetizza.
Quando però la figura diventa incontrollabile — quando sfugge alla regia — il sistema attiva il meccanismo di neutralizzazione.
L’oscuramento social, le azioni legali, la pressione reputazionale non sono solo strumenti giuridici: sono atti simbolici.
L’icona viene trasformata in “mostro”.
Questo processo è antico quanto la società stessa:
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prima esaltazione,
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poi messa alla gogna,
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infine espulsione simbolica.
René Girard parlava di meccanismo vittimario: la comunità si ricompatta sacrificando un individuo.
Mediaset


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2. Il paradosso del potere mediatico
Un grande gruppo televisivo commerciale costruisce per decenni un immaginario popolare fondato su:
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trasgressione controllata
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gossip
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spettacolarizzazione della vita privata
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erotizzazione soft del potere
Quando uno dei suoi ex protagonisti usa gli stessi codici contro il sistema, il conflitto diventa simbolico.
Il potere deve decidere:
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inglobare
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ignorare
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reprimere
La repressione produce spesso l’effetto opposto: mitizzazione.
L’archetipo dell’eroe inseguito
L’episodio dell’inseguimento (vero, falso o costruito mediaticamente che sia) funziona come mito visivo.
L’immaginario collettivo associa immediatamente la figura inseguita al ribelle:
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Che Guevara
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Braveheart (interpretato da Mel Gibson)
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Il codice è sempre lo stesso:
Potere centrale
contro
Individuo carismatico perseguitato
Che sia realtà o narrazione secondaria conta meno dell’effetto simbolico.
3. Il “Falso Sé” nel teatro digitale
Donald Winnicott parlava di False Self:
un’identità costruita per adattarsi alle aspettative esterne.
Nel mondo social il meccanismo si moltiplica:
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il personaggio diventa brand
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il brand diventa caricatura
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la caricatura diventa bersaglio
Quando il sistema difende la propria immagine con forza eccessiva, può produrre un effetto boomerang:
l’opinione pubblica percepisce un eccesso di controllo → e l’oggetto del controllo si trasforma in martire.
Non è una questione di verità giudiziaria.
È una questione di codice narrativo.
4. Il Codice Universale della Persecuzione
Nel tuo impianto teorico, Matteo, potremmo definirlo così:
Codice P-7: L’Eroe Perseguitato
Struttura archetipica:
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Figura carismatica
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Conflitto con il potere
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Tentativo di silenziamento
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Reazione popolare
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Mitizzazione
Se le visualizzazioni esplodono, significa che il mercato simbolico è pronto.
Non importa il dettaglio (una Mini, una deputata, una lite):
ciò che conta è la struttura narrativa attivata.
5. Il rischio del potere: l’effetto Streisand
In sociologia dei media esiste un fenomeno noto come “effetto Streisand”:
tentare di censurare un contenuto può amplificarne la diffusione.
Nel capitalismo dell’attenzione, l’interdizione genera curiosità.
La curiosità genera viralità.
La viralità genera leggenda.
Conclusione antropologica
Il punto non è stabilire:
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chi ha ragione
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chi ha torto
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chi deve smentire cosa
Il punto è comprendere il meccanismo narrativo collettivo.
Quando il potere appare compatto e difensivo,
l’individuo colpito viene percepito come simbolo di libertà.
Quando il sistema sembra tremare,
l’icona diventa mito.
La storia non giudica le intenzioni.
Giudica le strutture.
E la struttura che stiamo osservando è antica quanto l’umanità:
il popolo ama chi viene inseguito.

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