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Fabrizio Corona oscurato dai social dopo lo scandalo Signorini: la resa dei conti con l’impero Mediaset. Riesumate anche le accuse di Mafia per la famiglia Berlusconi

Fabrizio Corona oscurato dai social dopo lo scandalo Signorini: la resa dei conti con l’impero Mediaset

I profili social di Fabrizio Corona e le puntate del suo format Falsissimo sono stati oscurati da Meta su iniziativa dell’ufficio legale di Mediaset.
La rimozione è avvenuta sulla base delle policy delle piattaforme in materia di diffamazione, tutela del diritto d’autore, dignità personale, privacy e contrasto ai messaggi d’odio.

La notizia è stata confermata dal legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa: Instagram sospeso, contenuti rimossi, notifiche per violazione di copyright. Dopo diffide e denunce, Meta avrebbe deciso di intervenire in autotutela per evitare ulteriori azioni legali.

Il caso Signorini e l’inibitoria del Tribunale

Nel suo format Falsissimo, in particolare nelle puntate “Il prezzo del successo” dedicate a un presunto “sistema Signorini” e “sistema Mediaset”, Corona aveva pubblicato contenuti tratti da trasmissioni Mediaset – da Verissimo ai programmi di Maria De Filippi, fino al Grande Fratello – alternandoli a commenti e accuse dirette.

Il 26 gennaio il giudice civile di Milano ha emesso un provvedimento di inibitoria ordinando la rimozione dei contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini, imponendo a Corona di non pubblicarne altri e di consegnare il materiale in suo possesso. La difesa ha annunciato reclamo contro l’ordinanza.

Nel frattempo, la Procura di Milano ha aperto diversi filoni di indagine: dalle ipotesi di diffamazione aggravata e revenge porn, fino a contestazioni di concorso in diffamazione e ricettazione di immagini e chat.

Corona, però, aveva ripubblicato su YouTube la puntata contestata, dichiarando di aver rimosso le immagini appartenenti ai broadcaster televisivi. Una sfida aperta, mediatica e giudiziaria.

La scossa all’universo berlusconiano

 

 

 

 

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Fabrizio Corona ha scatenato l’inferno contro Mediaset.
Ha scosso dalle fondamenta la televisione commerciale italiana per antonomasia, quella che rese celeberrimo il suo fondatore Silvio Berlusconi, vera ammiraglia della sua “discesa in campo” elettorale.

Mediaset nutriva Publitalia, e Publitalia fu la fucina dei funzionari che presero parte alla costruzione di Forza Italia.
Televisione e calcio furono strumenti decisivi nella costruzione di un consenso politico personale unico nella storia repubblicana. Berlusconi intuì che il potere mediatico poteva trasformarsi in potere politico: assunse volti noti della TV come Mike Bongiorno pagandoli a prezzo d’oro, consolidando un sistema che intrecciava spettacolo, pubblicità e politica.

Un progetto politico-mediatico che per oltre vent’anni ha segnato la scena italiana. Dopo la morte di Berlusconi, l’impero mediatico è rimasto, e il quadro politico è mutato ma non meno concentrato. L’attuale leadership di Giorgia Meloni, con percentuali di consenso elevate, ha ridefinito equilibri nei centri di potere – dalla RAI alle grandi partecipate pubbliche – in un contesto in cui l’opposizione appare frammentata.

In questo scenario, l’offensiva mediatica di Corona contro Signorini e contro il “sistema Mediaset” è diventata qualcosa di più di una polemica televisiva: è stata percepita come un attacco al simbolo stesso dell’identità berlusconiana.

Tra denuncia, spettacolo e tribunali

Corona sostiene di aver squarciato il velo su un retroscena fatto di corti, favoritismi, sudditanze e commistioni tra potere mediatico e relazioni personali.
Le sue accuse, tuttavia, si scontrano con provvedimenti giudiziari e con le regole delle piattaforme digitali.

La vicenda si colloca in un punto delicatissimo:

libertà di espressione

tutela dell’onore e della reputazione

diritto d’autore

potere delle piattaforme private nel moderare i contenuti

L’oscuramento dei profili segna una battuta d’arresto per l’ex “re dei paparazzi”, ma non chiude la partita. Il reclamo contro l’inibitoria civile sarà valutato da un collegio di giudici. Le indagini penali sono in corso.

Intanto resta la frattura mediatica: da una parte chi vede in Corona un detonatore che ha scoperchiato un sistema; dall’altra chi parla di diffamazione e violazione sistematica delle regole.

La resa dei conti tra Fabrizio Corona e l’universo Mediaset si gioca ora nei tribunali.
E nel frattempo, sui social, il silenzio imposto dagli algoritmi pesa quanto un verdetto.


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