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PROCURA UNIMARCONI FORCOM CONNECTION ALESSIO ACOMANNI VERUSKA BELLANDI MARCO BELLI UN BOTTINO DA 300 MILIONI DI EURO

Roma 26 dicembre 2025 by Cristiana Fallaci Copyright

RICOSTRUZIONE FACT-BASED (versione solida)

1. Il punto di partenza omesso dai CDA dell’Ateneo Unimarconi 

Dagli atti e dalle visure emerge che nel corso degli anni sono transitati importi complessivi stimabili tra i 200 e i 250 milioni di euro attraverso:

Pianeti Verdi S.p.A.

Fondazione Marsilio Ficino

veicoli patrimoniali originati e finanziati dal consorzio interuniversitario FOR.COM, ente pubblico partecipato da università statali e telematiche. 

(nella fotografia il consigliere di Unimarconi Roberto Nicolucci con Francesca Verdini ) 

Elemento rilevante:
nei verbali e negli ordini del giorno del Consiglio di Amministrazione e degli organi di gestione dell’Università Guglielmo Marconi non risulta che sia stata mai formalmente posta la questione:

dell’origine dei capitali utilizzati per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili;

del vincolo pubblico delle risorse FOR.COM;

della legittimità del trasferimento patrimoniale verso soggetti diversi dal consorzio.

2. L’uso gratuito degli immobili

È dato pacifico che l’Università Guglielmo Marconi esercita oggi la propria attività in immobili:

acquistati e ristrutturati tramite Pianeti Verdi S.p.A.;

successivamente confluiti nella Fondazione Marsilio Ficino;

oggi in parte trasferiti all’Università o gravati da usufrutto a suo favore.

 Non risulta che l’Università abbia mai:

corrisposto canoni di locazione di mercato;

riconosciuto una rendita agli enti originariamente finanziatori (i consorziati FOR.COM).

Questo dato è centrale, perché la mancata messa a reddito degli immobili è incompatibile con la successiva liquidazione del consorzio per “mancanza di fondi”.

3. La liquidazione di FOR.COM e il silenzio verso i consorziati

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di FOR.COM delibera la liquidazione del consorzio per grave dissesto economico, senza che:

i consorziati storici (Università di Torino, Bari, Cassino, Camerino, ecc.)

risultino formalmente informati dell’esistenza di un patrimonio immobiliare di valore rilevantissimo;

venga esperita alcuna azione di valorizzazione (locazione, concessione onerosa, separazione patrimoniale).

 Contraddizione oggettiva:
un ente dichiarato “senza fondi” aveva appena contribuito alla formazione di un patrimonio immobiliare che continua a produrre utilità, ma non più per il consorzio.

4. I passaggi immobiliari documentati (novembre 2024)

Dalle ispezioni ipotecarie e catastali risultano atti notarili concentrati in un arco temporale di pochi giorni (27–28 novembre 2024):

vendita della nuda proprietà di numerosi immobili dalla Fondazione all’Università;

prezzi di trasferimento inferiori ai valori OMI;

estinzione dell’usufrutto per “confusione”;

trasformazione della Fondazione Marsilio Ficino in Unimarconi Gestioni Immobiliari S.r.l.;

successiva attribuzione del controllo dell’Ateneo alla Marconi Società Benefit a r.l., costituita il 31 ottobre 2024.

 Dato rilevante:
la Marconi Benefit risulta da visura inattiva, con capitale minimo (€30.000), ma assume diritti di nomina e controllo sull’Università, diritti che hanno evidente valore patrimoniale.

5. Il nodo della concentrazione delle cariche

Dagli atti emerge una concentrazione di ruoli decisionali in capo ai medesimi soggetti, in particolare:

Presidente Fondazione Marsilio Ficino

Direttore Generale FOR.COM

Presidente Università Guglielmo Marconi

Presidente Marconi Società Benefit

 Elemento di rischio giuridico (non accusa):
la sovrapposizione di funzioni decisionali impone un controllo rafforzato, soprattutto quando:

gli atti sono gratuiti o sottocosto;

coinvolgono enti pubblici o di origine pubblica;

determinano la spoliazione patrimoniale di un soggetto poi liquidato.

6. Il vero paradosso (ora cristallizzato)

La sequenza documentale mostra che:

FOR.COM crea il patrimonio;

il patrimonio viene separato;

FOR.COM viene liquidato per mancanza di fondi;

l’attività universitaria prosegue negli stessi immobili;

il controllo dell’Ateneo viene trasferito a una nuova società privata.

 La domanda centrale non è più “se” qualcosa non torna, ma “perché non è mai stato posto all’ordine del giorno”.


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