Venerdi' 16 Ottobre 2026
HOTLINE: +39 335 291 766
  • Home
  • Finanza
  • PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA GIORGIA MELONI CARLO NORDIO La PEC che cambia tutto FORCOM–Unimarconi, quando una liquidazione...

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA GIORGIA MELONI CARLO NORDIO La PEC che cambia tutto FORCOM–Unimarconi, quando una liquidazione per “dissesto” diventa un caso penale

Roma 26 dicembre 2025 by Cristiana Fallaci Copyright CorSera.it 

C’è una data che segna un prima e un dopo nell’affaire FORCOM–Università Guglielmo Marconi.
È il 22 giugno 2024.
Quel giorno una PEC indirizzata alla Prefettura di Roma e al Ministero dell’Interno – autorità tenute per legge a ricevere notizie di reato – mette formalmente in discussione la versione ufficiale che ha portato alla liquidazione del Consorzio interuniversitario FORCOM, ente pubblico partecipato da 13 università, per presunto dissesto finanziario.l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (ente fondatore), l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Cassino, l’Università degli Studi di Camerino, l’Università degli Studi di Udine, l’Università degli Studi di Foggia, l’Università degli Studi di Sassari, oltre ad altri atenei pubblici italiani e partner universitari internazionali, posto improvvisamente in liquidazione per presunto dissesto finanziario.

Da quella PEC nasce un fascicolo penale oggi iscritto presso la Procura della Repubblica di Roma (Proc. Pen. n. 33261/2024 NRG PM 124).
E da quel momento, una vicenda presentata come “atto amministrativo dovuto” assume i contorni di un caso giudiziario complesso, con ipotesi di reato che vanno dai delitti contro la pubblica fede fino alla truffa aggravata.

La liquidazione “per dissesto”

Il 9 ottobre 2023, il Consorzio FORCOM viene posto in liquidazione.
Nel verbale di scioglimento, redatto con atto pubblico notarile, si afferma che il Consorzio versava in stato di dissesto finanziario e che avrebbe mantenuto:

“un equilibrio finanziario solo in ragione del sostegno dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi”.

È questa frase il cuore dell’intera vicenda.

Secondo la versione ufficiale, senza il sostegno economico dell’Ateneo privato, FORCOM non avrebbe retto.
Secondo quanto portato all’attenzione delle autorità, questa rappresentazione sarebbe radicalmente falsa.

Il nodo dei flussi mai rientrati: circa 100 milioni di euro.

Nella ricostruzione depositata agli atti, emerge un elemento che ribalta completamente la narrazione del dissesto: i flussi di cassa che avrebbero dovuto rientrare a FORCOM e che non sono mai stati corrisposti.

Per oltre vent’anni, l’Università Guglielmo Marconi avrebbe infatti goduto gratuitamente di palazzi ad uso ufficio di elevatissimo valore, utilizzati come sedi operative e amministrative, acquistati da Pianeti Verdi S.p.A., società indicata come braccio immobiliare del Consorzio FORCOM, finanziata – secondo la ricostruzione – con risorse riconducibili allo stesso ente pubblico consortile.

Secondo i calcoli richiamati nella documentazione, applicando valori locativi di mercato coerenti con immobili direzionali di pregio nel centro di Roma, i canoni non percepiti da FORCOM nel periodo considerato si attesterebbero nell’ordine di circa 100 milioni di euro.

Una cifra che, se confermata, escluderebbe in radice l’ipotesi di dissesto e porrebbe invece il tema opposto:
? un ente pubblico progressivamente privato delle proprie rendite, mentre un soggetto terzo ne beneficiava senza corrispettivo.

La PEC del 22 giugno 2024: la contestazione formale

È proprio questo il punto sollevato nella PEC del 22 giugno 2024, con la quale si chiede alle autorità di verificare i motivi e le cause degli “infondati motivi” dichiarati a fondamento del dissesto.

La contestazione è chiara:
l’Università Guglielmo Marconi non sarebbe il soggetto che ha sostenuto FORCOM, bensì un soggetto che avrebbe beneficiato in modo continuativo del patrimonio immobiliare del Consorzio, senza che i relativi flussi economici tornassero all’ente pubblico proprietario delle risorse.

Ne deriverebbe una conclusione diametralmente opposta a quella riportata nel verbale notarile di scioglimento.

Dalla PEC all’indagine penale

La segnalazione del 22 giugno 2024 non resta lettera morta.
Nel aprile 2025, presso la Stazione Carabinieri di Roma Trionfale, viene resa formale dichiarazione nell’ambito del procedimento n. 33261/2024 NRG PM 124.

L’indagine prende in esame, tra le altre cose:

la veridicità delle attestazioni contenute nell’atto pubblico di liquidazione;

la rappresentazione del dissesto finanziario;

i rapporti economici tra FORCOM, Pianeti Verdi S.p.A., Fondazione Marsilio Ficino e Università Guglielmo Marconi;

i ruoli e le responsabilità dei soggetti apicali coinvolti.

Le ipotesi di reato al vaglio della Procura

Nel fascicolo vengono richiamate ipotesi di reato che includono:

artt. 81 e 368 c.p. (delitti contro la pubblica fede);

art. 483 c.p. (falsità ideologica in atto pubblico);

truffa aggravata, in relazione agli effetti pregiudizievoli che la rappresentazione del dissesto avrebbe prodotto.

In questo contesto compare anche il nome di Veruska Bellandi, dirigente apicale dell’Università Guglielmo Marconi, indicata – nell’ipotesi accusatoria – come soggetto che avrebbe concorso agli effetti dannosi derivanti dalla rappresentazione del dissesto, con particolare riferimento alle conseguenze prodotte dalla PEC del 22 giugno 2024.

Si tratta, è bene ribadirlo, di ipotesi oggetto di accertamento, non di responsabilità accertate.

Il conto che nessuno aveva mai fatto

La domanda che ora si impone è semplice e devastante:

può un consorzio pubblico essere liquidato per “mancanza di fondi” mentre decine di milioni di euro di rendite potenziali non rientrano nelle sue casse?

È questa la domanda che la PEC del 22 giugno 2024 ha imposto alle istituzioni.
Ed è questa la domanda che oggi la Procura di Roma sta esaminando.

Da questo momento, la vicenda FORCOM–Unimarconi non è più una questione amministrativa.
È diventata un caso giudiziario nazionale.


Comments (0)

DI' LA TUA SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

Per commentare gli articoli è necessario essere loggati a Corsera Space. Fai log in oppure, se non sei ancora un utente della Community di Corsera, registrati qui.