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Roma, crolla la Torre dei Conti: un morto nei lavori PNRR. Quando la sicurezza strutturale è una responsabilità culturale

Roma 4 novembre 2025 by Corsini real estate consulting dr.Matteo Corsini info@corsinire.com

Un monumento medievale trasformato in cantiere

Roma, 3 novembre 2025 —
Un boato nel cuore della Capitale. Una parte della Torre dei Conti, edificio medievale affacciato sui Fori Imperiali, è crollata nel primo pomeriggio durante i lavori di restauro finanziati con fondi PNRR.
Sotto le macerie è rimasto sepolto Octay Stroici, operaio 66enne, estratto dopo 11 ore di scavi senza vita. L’area del cantiere è stata sequestrata dalla Procura di Roma, che indaga per disastro colposo e omicidio colposo.

Il crollo ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e parte del basamento a scarpa, provocando il cedimento del solaio di copertura e il collasso parziale del vano scala.


Un simbolo fragile di storia e ingegneria

La Torre dei Conti, eretta nel 1238 per volontà di Annibaldo dei Conti di Segni, nipote di Papa Innocenzo III, era una delle più alte torri medievali di Roma, detta anche “la Torre Maggiore”.
Costruita in muratura di tufo e mattoni, ha resistito a otto secoli di terremoti, incendi e guerre. Ma non ha retto — paradossalmente — alle vibrazioni e ai tagli di un restauro contemporaneo.


Quali interventi andavano effettuati prima dell’apertura del cantiere

In un edificio di tale valore storico, ogni attività edilizia deve essere preceduta da una fase di conoscenza e consolidamento, ben più approfondita rispetto ai fabbricati moderni.
Ecco, in sintesi, quali verifiche avrebbero dovuto precedere l’avvio dei lavori:

1. Rilievo e diagnosi strutturale completa

  • Rilievo geometrico e materico con tecniche laser scanner e fotogrammetria.

  • Indagini non distruttive (NDT): termografie, endoscopie, prove soniche, martinetti piatti, sclerometriche per valutare la resistenza delle murature e individuare vuoti o fessurazioni.

  • Analisi dell’umidità, delle spinte orizzontali e dei fenomeni di degrado (salinità, distacchi, microlesioni).

2. Modellazione e verifica statica

  • Creazione di un modello strutturale FEM per analizzare i flussi di carico verticali e orizzontali.

  • Studio delle catene di equilibrio (volte, archi, contrafforti) e delle eventuali zone di spinta.

  • Valutazione di stabilità globale e locale, soprattutto dei basamenti a scarpa e delle connessioni murarie.

3. Puntellamenti e consolidamenti preventivi

  • Installazione di puntellamenti provvisori e cerchiature metalliche prima di rimuovere qualsiasi elemento architettonico.

  • Rinforzo temporaneo dei contrafforti e dei solai di copertura, con sistemi di contrasto e tiranti reversibili.

  • Vietato introdurre carichi o vibrazioni fino al completamento delle opere di sostegno.

4. Monitoraggio continuo e controllo cantieristico

  • Sensori di spostamento, inclinometri, fessurimetri, vibrometri per il controllo in tempo reale di ogni movimento.

  • Stop immediato dei lavori in caso di variazioni anomale.

  • Piano di emergenza e aree interdette, con rotazione delle squadre operative per ridurre il rischio di sovraccarico locale.

5. Supervisione multidisciplinare

  • Coinvolgimento di un ingegnere strutturista specializzato in edifici storici, di un restauratore dei beni architettonici e di un coordinatore per la sicurezza con competenze specifiche sui vincoli monumentali.

  • Nulla osta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che deve approvare ogni fase, anche temporanea, di intervento.


Un disastro annunciato?

Secondo alcune prime testimonianze, il cantiere operava su una zona già segnata da microlesioni e da un cedimento progressivo del basamento.
Il peso dei ponteggi e le microvibrazioni dei martelli pneumatici avrebbero potuto agire come innesco di un equilibrio già compromesso.

In un contesto come quello della Torre dei Conti, basta un piccolo errore per liberare forze nascoste: spinte orizzontali, compressioni eccentriche, tensioni di trazione. Le murature storiche “respirano” lentamente, ma quando si tocca un punto sbagliato, si muove tutto.


La lezione da trarre

Il crollo della Torre dei Conti non è solo una tragedia umana. È un monito tecnico e culturale.
Ogni edificio antico è un organismo complesso, da conoscere prima di toccare.
Servono diagnosi preventive, consolidamenti mirati e monitoraggi costanti, non cantieri veloci e procedure standard.

Roma è un palinsesto di secoli intrecciati: il restauro non può essere solo edilizia, deve essere archeologia della struttura.


Post Scriptum

L’area dei Fori Imperiali resta sotto sequestro. La Sovrintendenza e il Genio Civile hanno avviato controlli su tutti i cantieri in corso nei monumenti della zona archeologica.
La speranza è che il sacrificio dell’operaio Stroici spinga finalmente verso un cambio di paradigma: dal “rifare” al “salvare”, dal “demolire e ricostruire” al “conoscere e consolidare”.


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