Roma 16 dicembre 2023 by Matteo Corsini
Paolo Corsini ha il fascino di Clarke Gable e quel sorriso gattesco del papà Gualtiero. Quando ho visto in televisione mio cugino Paolo sul palco di Atreju bofonchiare sulla Schlein, ho riconosciuto in lui mio zio Gualtiero, quel gigante buono che mi portava sulle spalle ad insegnare a prendere la mira con un fucile di legno. Ho di lui ancora immagini nitide, al Castello di Tecchiena apparire da dietro un portone, il fratello di mio padre: quasi 2 metri di altezza, un faccione da normanno piantato tra le spalle e un grande sorriso quasi scavato in un volto di marzapane, una goccia d'acqua con il figlio.
Per me era il Generale con l'eskimo verde, gli piaceva indossarlo nel tempo libero sopratutto quando faeva brutto tempo. Per un Generale dell'esercito era quasi un paradosso indossare quel capo di abbigliamento che negli anni '70 equivaleva a dichiarare la propria fede politica. Mio padre lo prendeva in giro e lui si scherniva.Non seppi mai se mio Zio fosse di destra o di sinistra. Quel paradigma sul vestiario ( nella mia mente) lo aveva collocato al centro di una diatriba politica di cui forse si disinteressava.
Per Zio Gualtiero quell'eskimo verde era " utile, e comodo da indossare" .
Mi sembra di sentirlo oggi, nelle parole del figlio Paolo, la medesima sintesi e semplicità, che rende le persone uniche e meritevoli di attenzione. Ho sempre avuto grande ammirazione per mio zio Gualtiero, generale in uniforme capace di gestire quel difficile periodo perfino nella relazione di un capo di vestiario, assurto inverosimilmente a simbolo della discordia politica, della contrapposizione violenta tra militanti di destra e di sinistra.
Il generale Gualtiero Corsini era uno che invece andava al di là, un pragmatico, inseguiva le soluzioni e ti trasmetteva una grande calore famigliare. Quando il fratello di mio papà ci veniva a trovare a casa, sapevo che la mia famiglia era qualcosa di più ampia rispetto a quella che respiravo o riuscivo a palpeggiare. Io avevo uno Zio,una famiglia allargata di cui sentivo l'affetto. Era una persona semplice che distraeva la mia vita di adolescente dalle guerre furibonde che al contrario serpeggiavano nell'altro ramo della mia famiglia materna quella dei GRA, le cui immense ricchezze prevalsero nella fantasia degli altri miei zii trascinando tutti noi in una contrapposizione fratricida.Zio Gualtiero veniva a liberarmi da quei nembi grigi rasserenandomi, portandomi una ventata di gioia con quel suo sorriso da gatto sornione. Era una persona speciale.
Guardare Paolo in televisione mi ha trasmesso quella stessa medesima bonaria atmosfera di serenità.Lui sarà un ottimo leader politico come il papà è stato per me il migliore dei miei zii.
La vita frenetica di tutti i giorni, degli impegni, della forsennata corsa all'oro, alle volte ci fa dimenticare che intorno a noi c'è anche altro. Forse ho vissuto poco con Zio Gualtiero e con i miei cugini, ma tra i miei ricordi, quelli con lui sono stati sicuramente tra i migliori, quelli a cui tengo di più e che ancora oggi mi scaldano il cuore.

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