Roma 14 luglio 2022 CorSera.it
E' morto Eugenio Scalfari uno dei miti del giornalismo italiano , fondtore di Repubblica venduto per 70 miliardi all'Ing. Carlo De Benedetti, che fece del giornale l'epicentro dei suoi interessi politici e industriali. La nascita di Repubblica ribaltava gli assetti dell'informazione italiana , detenuta dai giornali dei grandi potentati industriali italiani da Fiat a Pesanti. Eugenio Scalfari ottenne un successo subitaneo, creando un format simil Lotta Continua, per dimensioni e grafica. Repubblica si imponeva negli ambienti della sinistra e divenne primo o secondo quotidiano insieme al leggendario Lotta Continua, negli anni di piombo.
Era un'altra società, i tumulti sociali erano all'ordine del giorno, le rivendicazioni, l'arrivo delle Brigate Rosse. Nelel città italiane si respirava piombo e morte, l'incapacità dello Stato di fronteggiare fenomeni sconosciuti e molto radicati in alcuni ambienti della società italiana.Era la guierera dei rossi contri i neri, di un sistema politico culturale che aveva origini dal fascismo , la monarchia e i comunisti. Una polveriera che ogni giorno illustrava la storia d'Italia con il sangue delle vittime e degli scontri tra manifestanti e glie stemisti di Autonomia Operaia. Venti di guerra, confini dello scontro sociale. La Repubblica arrivava al momento giusto per raccontare la cronaca di tutti i giorni secondo altre prospettive, che fecero breccia in grand parte dei lettori dei quotidiani. Eugenio Scalfari leggeva i fatti con una lente di ingrandimento posizionata verso gli interessi della classe operaia, dei lavoratori in lotta. Ebbe l'intelligenza di mettersi al servizio della concretezza, sfidando all'epoca poteri forti e di ogni genere, con cui dopo, sepsso finì per andarci a braccetto, diventando egli stessi un esponente di spicco e rinomato. La vendita de la Repubblica all'ingegner Carlo De Benedetti mise fine alla gloriosa avventura del quotidiano.

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