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CORSERA GRAN BRETAGNA BORIS JOHNSON SCARICATO DA JOHN LAMONT, IL TORY SCOZZESE DECISO A METTERE IN GINOCCHIO LO SFRONTATO PREMIER INGLESE LEADER DEL PARTITO CONSERVATORE

Londra 6 giugno 2022

Alla fine ai deputati ribelli si è unito un membro junior del governo, il Tory scozzese John Lamont, che ha annunciato il voto contro BoJo e si è dimesso dal ruolo di assistente della ministra degli Esteri, Liz Truss.

In precedenza Boris Johnson ha rivolto un ultimo appello ai deputati della sua maggioranza chiedendo loro di rinnovargli la fiducia nel voto sulla leadership interna al partito di maggioranza (da cui dipende anche la sua permanenza a Downing Street a capo del governo). Il premier ha scritto una lettera a ciascuno dei parlamentari conservatori e li ha poi affrontati faccia a faccia in un confronto teso subito prima di uno scrutinio che le previsioni indicano possa vederlo vincitore, ma non senza un'opposizione tale da lasciarlo ancora a rischio.

"Oggi - ha detto BoJo - abbiamo la chance di mettere fine a settimane di speculazioni mediatiche (sullo scandalo Partygate che lo ha visto coinvolto) e di tornare a portare avanti questo Paese, da subito, come un partito unito" e nel rispetto delle promesse elettorali fatte. Questo "è il momento di mettere un punto e poi concentrarsi su ciò che davvero conta" per gli interessi del popolo britannico e i destini dello stesso Partito Conservatore, ha aggiunto, richiamando i il successo elettorale ottenuto sotto la sua guida nel 2019 dai Tories ("il più grande degli ultimi 40 anni"), la soluzione "della lunga crisi post Brexit", le sfide affrontate di fronte al Covid come propri meriti e come ragioni valide per chiedere la conferma del sostegno alla sua leadership dinanzi ai problemi attuali del Regno Unito e del mondo: dal caro vita alla necessità di contrastare "l'aggressione" della Russia di Vladimir Putin all'Ucraina.

   

Urne chiuse e scrutinio in corso nell'ambito del voto indetto in seno al Partito Conservatore britannico in seguito scandalo Partygate sulla leadership di Boris Johnson: che in caso di sfiducia dovrebbe passare la mano a un successore interno alla forza di maggioranza da eleggere in una consultazione separata e poi lasciare a questo (o questa) anche la poltrona di premier.

 

Il risultato è atteso alle 22 italiane.


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