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CORSERA CORONAVIRUS MARIO DRAGHI PROROGA STATO DI EMERGENZA FINO AL 31 MARZO 2022. AL QUIRINALE ARRIVA SILVIO BERLUSCONI IL RE DEL BUNGA BUNGA

Roma 14 dicembre 2021  by Ronaldo Patos indipendent blogger 

Ormai è chiaro che Silvio Berlusconi si appresta ad arrivare al Quirinale con tutto il suo scodazzo di accoliti e olgettine. Un revival istituzionale del Bunga Bunga, già ordinati quaranta materassi matrimoniali da allestire nella camere del grande palazzo. Per non lasciare niente la caso il governo Draghi si appresta ad estendere almeno per tutto il primo trimestre 2022 lo stato di emergenza sanitaria. E' dal 31 gennaio 2020 che l'Italia proroga questa "norma" che si utilizza al verificarsi di eventi eccezionali, terremoti alluvioni o come avvenuto in occasione della fulminea propagazione dell'infezione da Covid-19. Nel decreto che la istituisce sono previsti dei limiti temporali che saranno superati nel 2022, e per realizzarlo sarà necessario promulgare una norma primaria.

Sforare il limite dei 24 mesi - Per dilatare lo stato di emergenza nel 2022 il governo dovrà sfruttare una norma primaria. A regolare lo stato di emergenza, che viene deliberato dal Consiglio dei ministri su proposta del presidente del Consiglio, è il comma 3 dell'articolo 24 del Codice di Protezione Civile nel quale si afferma che "la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi". Nel caso dello stato di emergenza per Covid le proroghe possibili sono però finite già a luglio del 2021 e questo perché il primo stato d'emergenza fu deliberato per 6 mesi e non per un anno. In sostanza, lo stato d'emergenza è scaduto il 31 luglio del 2020, poi è stato prorogato di un anno: una prima volta fino al 31 gennaio del 2021 e una seconda fino al 31 luglio del 2021. Ed infatti per portarlo fino al 31 dicembre il governo è dovuto intervenire con una norma primaria, il decreto legge 105 del 23 luglio (che ha introdotto l'obbligo del green pass nei ristoranti, cinema, teatri, palestre, manifestazioni sportive e culturali) poi convertito con la legge 126 del 16 settembre. 


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