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CORSERA ECONOMIA IL PRODIGIOSO EFFETTO DELLA DIFFUSIONE PANDEMICA SUL MERCATO IMMOBILIARE E LA NOSTRA ESISTENZA

Roma 27 ottobre 2020 CorSera.it a cura del dr.Matteo Corsini Fondatore e direttore scientifico EUSGU (Enciclopedia Universale delle Scienze Giuridiche e Urbanistiche )

Economia, quali sono stati gli effetti della diffusione del coronavirus sul mercato immobiliare? 

Non c'è che dire, la pandemia sta riscattando il valore del mattone, sopratutto quello ad uso residenziale. Malgrado la crisi economica e il fermo delle professioni, il vecchio e caro mattone sopravvive ancora una volta e rinasce come l'Araba Fenice. Il valore attualizzato della casa si traduce non soltanto in "bene rifugio", ma nel "buen ritiro fantasmagorico dei sogni", nell'alcova per eccellenza di ogni nostro guaio e dolore. La casa fortezza, il castello medioevale, in cui il signore delle terre e i suoi vassalli potevano difendersi dalle orde criminali che imperversavano nelle campagne e nutrire speranza di sopravvivenza. La casa del 2020, marchiata a fuoco dal coronavirus, intensifica il suo significato esistenziale, ci accoglie nella dimensione futuribile della nuova esistenza. Le quattro pareti di solido mattone, sono il vero confine tra la vita e la morte, il perno capace di fermare gli ingranaggi impazziti della società civile che non riesce a domare l'epidemia del Covid-19.

Ad oggi, arginare l'infezione del secolo, è riuscito soltanto alla partoriente del Male, ovvero la Cina, la sud Corea e al Giappone. Questi grandi paesi orientali sono riusciti nell'intento di tracciare tutti i contagi, sfruttando senza sosta i loro big data. Noi in occidente, non siamo riusciti a fare lo stesso. Negli USA , la pandemia è a detta di tutti fuori controllo, capace di generare centinaia di migliaia di morti in pochi mesi. Eppure su quel destriero, ha cercato di sedersi il baldanzoso Donald Trump, un esperto in contorsioni macchiavelliche, capace di mentire impunemente guardando negli occhi elettori e detrattori. Il mondo intero appare come una girandola impazzita e senza senso, l'interazione tra informazione, televisioni, social network e realtà, si trasforma ongi giorno, ogni istante, in ogni feritoia, per assumere le sembianze di un mostro titanico capace di inghiottire tutti noi, nella dispersione della sicurezza del prossimo futuro. Che cosa sarà del mondo occidentale? Siamo arrivati alla ripetizione di Sodoma e Gomorra? Quale Male stiamo espiando? La casa, niente altro che lei, assume la posizione originaria, fetale e liturgica, di modalità esistenziali che avanzano a singhiozzo, i cui ritmi sono dettati dai provvedimenti governativi del distanziamento sociale, e adesso rigurgiti ad intermittenza, come i lockdown parziali. Non sappiamo ancora cosa ci sarà nel nostro prossimo futuro e non sappiamo neanche se esisterà qualcosa di paragonabile a ciò che ricordiamo e identifichiamo come passato. Se dovessero prevalere i principi della storia, allora vuol dire che la civiltà umana, dovrà abbandonare le metropoli affollate un poco per volta, e riprendersi i confini della natura, conciliarsi con lo spirito e la fatica del duro lavoro dei campi. Forse il progresso ha fallito, i delicati meccanismi dell'evoluzione industriale e informatica, alla fine si sono inceppati, afffastellati l'uno sopra l'altro, come lo scontro di auto da corsa negli anelli del circuito di Indianapolis. Le metropoli moderne sono troppo piene di persone, milioni di esseri umani che vivono dentro ad un pallottoliere, hanno pregiudicato lo stesso sistema prevalente di sopravvivenza, fino a trasformarci in tanti "untori zombie" del coronavirus. Chiunque sopravvive, mangia l'altro destinato a soccombere, gli anticorpi della civiltà moderna stanno facendo di tutto per resistere alla scomparsa dell'Homo Sapiens, nello sforzo impietoso che il  sistema sanitario mondiale ha messo in opera con centinaia di migliari di medici e infermieri che lavorano alacremenete giorno e notte per salvare vite umane. Salvare noi stessi.

Ma quanti morti ci sono stati fino adesso? Quanta gente è venuta a mancare, senza aver potuto fare un passo in avanti, senza che nessuno abbia indicato loro una reale via di fuga?

Sarebbe bastato spingerli oltre i confini delle metropoli infestate  lasciandoli respirare in luoghi sicuri e immersi nel verde della campagna. Ma non si prevedono programmi governativi di ritorno alla ruralità antica del nostro pianeta, tutti sono concetrati nel vincere la guerra di trincea al coronavirus,  fin dalle prime linee dei pronti soccorso e nessuno si volta indietro per capire come salvare l'Homo Sapiens, o almeno quelli che una volta erano considerati ascendenti, i padri e le madri, flagellati dall'infenzione. In questo senso, le parole del professor Matteo Bassetti, dovrebbero farci riflettere, non vi è stato ad oggi alcun provvedimento che ha inteso mettere in sicurezza i nostri vecchi, abbimao lasciato che m orissero, colpiti senza pietà dal virus.  Nessuno ne avrà più un  ricordo, nessuno li ha potuti seppellire. Le urne con le ceneri, avranno forse collocazione all'interno delle nostre abitazioni, in quei fortilizi armati (sognate come ville di Playboy) che ci apprestiamo a vivere, accampati dentro come sardine, per cercare di sfuggire al coronavirus letale, alla pandemia del secolo, al Male dei mali, a ciò che oggi suona tetro e spietato, quasi vendicativo, di ogni nostro errore, non soltanto costruttivo del pianeta, ma nella attribuzione del significato stesso di progresso.

 

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