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CORSERA DELITTO VIVIANA PARISI LA DJ AMANTE DI UN SUPERLATITANTE MAFIOSO

Messina 18 agosto 2020 CorSera.it dal nostro corrispondente Bruto Osvaldi investigatore privato 

Il giallo di Caronia e l'enigma degli indizi della trama del delitto perfetto. Se Viviana Parisi fosse l'amante di un boss latitante della Mafia siciliana, si spiegherebbe il motivo per il quale, ha lasciato il cellulare a casa senza portarlo con sè. Ormai, anche sui muri sanno che i cellulari segnalano la posizione agganciandosi alle celle dei trasmettitori della rete mobile.La fascia costiera tirrenica è infestata dalle famiglie più potenti della mafia siciliana, come i Mistretta. E' plausibile che la giovane dj donna si fosse invaghita di un boss mafioso, forse conosciuto in un night club della zona, magari un amico del marito Daniele Mondello. Una relazione segreta che Viviana Parisi avrebbe deciso di troncare, ma inaspettatamente la reazione del boss è stata violenta poi feroce fino al punto di assassinarla. Tutto lascia pensare, che la crisi mistica della donna, quella comparsa nel corso del lockdown, nascondeva uno stato confusionale indotto a livello psicologico ed emotivo,  per difendere se stessa da una situazione difficile, traumatica e sopratutto pericolosa per il piccolo Gioele.

 

Molto spesso le donne in preda a patologie affettive gravi, prima di troncare una relazione, entrano in uno stato di confusione totale, manifestando i sintomi tipici di un quadro clinico psicotico.La recitazione della crisi depressiva le porta spesso anche a compiere finti atti suicidari.Questo genere femminile, recita disperazione, cerca di farsi commiserare, si fingono pazze e recitano il rosario. Una delle mie clienti, una nota truffatrice, dopo alcuni mesi di carcere, dopo essere tornata libera, adesso si finge colpita da crisi mistiche e religiose. Anche lei porta con sè il rosario e alle volte la si vede recitare il Vangelo e la domenica porta tutti i famigliari a messa. 

Niente di più semplice per un boss della mafia intimidire una donna minacciandola di rapirle il figlio o addirittura di ammazzarglielo. Viviana Parisi era in trappola, pedinata continuamente dagli uomini della cosca, capaci di intercettare eventuali pedinamenti di forze dell'ordine o del marito. Una relazione così pericolosa di cui Viviana Parisi non ha mai parlato con nessuno.

Viviana Parisi ha svoltato per Sant'Agata di Militello, dove forse era uso venisse agganciata da un auto civetta del clan, che la prendeva in consegna per scortarla nel casolare di campagna, nascondiglio del superlatitante mafioso. Forse quel giorno, il 3 agosto 2020, Viviana Parisi ha lasciato intendere ai gaglioffi del boss, che aveva deciso di interrompere la relazione. Decisione questa che le sarebbe costata la vita.

Mi rifiuto di credere che Viviana Parisi abbia ucciso e seppellito il figlio tra i rovi del bosco, per poi uccidersi. Meglio amante del boss latitante, che madre assassina. 

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