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CORSERA WEEK-END GIORGIA MELONI DALLE BORGATE ROMANE LA SFIDA AL GATTOPARDO SICILIANO

Roma 4 luglio 2020 CorSera.it

Mi domandavo, se qualcuno cercava un leader nel centro destra, non credo che sia Giorgia Meloni: cristiana, madre, italiana e fascista, ma sopratutto coatta. Troppo coatta per tornare buona al momento della verità, sebbene sia una parte importante del popolo italiano, anche ironica, con la battuta facile. Ma all'interno del suo contenitore politico, non c'è niente di più, che una precisa linea di demarcazione tra cosa sia italiano e cosa non lo è. Di questi tempi sarebbe già sufficiente, ma non potrà esserlo per milioni di persone che muoiono di fame, senza lavoro, ormai incapaci, di sottrarsi alla crisi economica. Il paese è indaffarato a leccarsi le ferite, gli italiani devono reagire, abbandonati a se stessi, non hanno più tempo per seguire i ghirigori della politica. Matteo Salvini arranca, era al governo, adesso gioca nel ruolo dell'oppositore che spinge per andare a votare. Ma che vuol dire e sopratutto per fare che cosa? Nessuno lo sa. E' una caricatura di se stesso, nei giorni di Governo in cui da ministro dell'interno, giocava un ruolo fondamentale.

Adesso non c'è tempo, l'emergenza Covid-19 ha cambiato le carte in tavola. A nessuno interessa più della resilienza dei confini nazionali, anzi ben vengano extracomunitari forti capaci di lavorare nei campi, qui nessuno ne ha più voglia. Siamo l'Italia coloniale dell'Impero Fascista, e forse la Supernana Giorgia Meloni un pò ce lo ricorda, ma a paragone di Benito Mussolini sembra una macchietta, la nipotina con gli occhi da bue che cerca qualcosa da sciorinare al popolo italiano senza più emozioni. A Piazza del Popolo non c'era alcun leader del centro destra, se non un caravanserraglio astruso, tipo armata Bracaleone. Mancava la Bernini , Sgarbi, insomma il variopinto esercito di Forza Italia. Siamo al circo. Lasciateci riposare in pace al caldo dell'estate. La Sicilia scotta, il Gattopardo dorme.

 

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Manifestazione Roma 4 luglio 2020, centrodestra contro il governo: ma il pienone non c'è
Alza il volume dal palco Giorgia Meloni: "Non permetteremo che le mascherine diventino un bavaglio. Noi non abbiamo paura!", grida. "Hanno provato a comprarci ma non siamo in vendita e non ci siederemo per attingere alla mangiatoia". E ancora: "Con i nomi dei decreti ci si gioca al Trivial Pursuit ma se andate a guardare dentro non hanno nulla...dl rilancio ma quale rilancio!". La leader FdI passa poi al tema migranti: "L'unica attività che si rimette in moto con il Dl rilancio economico è quella degli scafisti. Ma non con noi, con noi si rispettano i confini e si fa il blocco navale. Se i cittadini vogliono fermare l’invasione, l’invasione si deve fermare, anche contro quella magistratura che non fa il bene della democrazia", dice.

E per quanto riguarda la legge sull'omofobia allo studio, per Meloni si tratta di "una deriva liberticida che non risparmia nessuno. Metteranno in galera chi è contro l’utero in affitto. Questa furia iconoclasta che non risparmia nessuno, tutti razzisti... ma l’unico razzismo è l’ignoranza che alberga nelle loro menti".


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