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CORSERA CORRIERE DELLA SERA URBANO CAIRO A CHE GIOCO GIOCA?

ROMA 30 APRILE 2020 CORSERA.IT redazione Napoli 

Urbano Cairo contro la riapertura del campionato di Calcio di Serie A . Chi è Urbano Cairo, cosa vuole e chi lo comanda? 

Noi del CorSera.it abbiamo sempre espresso perplessità circa la reale indipendenza del Corriere della Sera rispetto al suo editore Urbano Cairo, che come tutti sappiamo , vive sommerso dai debiti bancari del suo gruppo editoriale. Cairo non vuole far ripartire il Campionato di Calcio di Serie A e il Corriere della Sera segue pedissequamente la linea del suo editore. 

Riportiamo quanto scrive il Napolista anchesso in linea con l'editore di riferimento Cairo. 

Il Corriere della Sera fa il punto ragionato della situazione calcio. Ricordiamo che il Corriere della Sera ha come editore Cairo e Cairo è capofila – con Cellino – della linea contro la ripresa. Ma il Corsera utilizza argomenti che possiamo definire di buon senso e ragionevoli.

Sottolinea come Gravina abbia scelto una linea morbida dopo le parole del ministro Spadafora. Non è andato al muro contro muro, come invece la Lazio e la Lega Serie A. Sa che la sua è una via stretta. A proposito del protocollo medico bocciato ha detto:

«Siamo pronti a integrarlo e a modificarlo recependo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, del Coni e riconoscendo la Federazione Medici Sportivi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto».

Il presidente Gravina, animato dalle migliori intenzioni e dalla voglia di scongiurare contenziosi, avrebbe dovuto prestare più ascolto ai medici del calcio e ai club, scettici su un’affrettata ripartenza.

Il quotidiano raccoglie la dichiarazione di Carlo Tranquilli, membro della commissione medica Figc, ex dottore dell’Under 21 e ex direttore dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport:

«C’è il rischio di contagio. Non mi sembra possibile far riprendere gli sport di contatto come il calcio».

Il Corriere scrive che

La Figc  è schiacciata tra l’Uefa che vuole i campionati conclusi entro il 2 agosto, le possibili cause legali dei club, un calendario stretto. Gravina ha provato ad accontentare tutti, questo è stato il suo errore in buona fede. (…) Se anche il pallone, inteso come strumento, può veicolare il virus, come si può pensare di tornare a giocare? Oltre alle difficoltà per le trasferte, gli stadi chiusi, i centri sportivi da sterilizzare, i controlli a tappeto, l’aumento degli infortuni. L’Olanda ha detto stop, come pure l’Argentina.

Il 18 maggio – conclude – non è una data certa. Se ne parlerà nel consiglio federale dell’8 maggio. «Il calcio è all’angolo».


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