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CORSERA CORONAVIRUS CROLLO PETROLIO WTI, EFFETTO CONTANGO, COME USCIRE DALL'EURO SENZA FARSI MALE E TORNARE A VIVERE NEL PAESE DEL BENGODI. I FALSI MANTRA DELLA PROPAGANDA EUROPEISTA

ROMA 21 APRILE 2020 CORSERA.IT by dr.Matteo Corsini Cobra environment ltd London

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CROLLO WTI PETROLIO, EFFETTO CONTANGO, COME USCIRE DALL'EURO SENZA FARSI MALE E VIVERE NEL PAESE DEL BENGODI. LE ISOLE CANAGLIA.

.Il prezzo dle petrolio WTI è crollato del 305% andando a finire sotto zero, vale a dire che i produttori pagano chi se lo va a prendere per portarselo via. Quello del prezzo delle materie prime e dei beni energetici è sempre stato uno dei mantra della propaganda europeista e sostegno indeclinabile del sistema finanziario sotto l'egida della moneta unica " Fuori dall'euro non sarete più in grado di pagare la benzina per le vostre automobili " . Sarebbe bastato accelerare l'uscita dal lockdown, sfruttando l'effetto contango ( acquisto a zero del petrolio e vendita a prezzi stellari con la ripresa)  per far ripartire la macchina industriale prima degli altri, approfittando del prezzo del petrolio ai minimi storici. Un countdown ad una velocità ultrasonica, in questo momento ci avrebbe consentito di switchare dall'euro alla lira senza alcuna temuta svalutazione con tutti gli altri indici di riferimento economico praticamente a zero.Nella scala degli indici dei prezzi, non esiste più ad esempio il settore turistico alberghiero, croceristico, navale, trasporto. Se non c'e' mercato non c'è svalutazione o iperinflazione, che potrebbe ingenerare l'impossibilità da parte delle famiglie o dei pensionati di apporviggionarsi di "legname " per la propria caldaia famigliare.

I generi alimentari per adesso avrebbero tenuto, con qualche variazione al rialzo per  frutta e verdura,ma anche qui con l'esercito in campo per la raccolta, eviteremmo il peggio. Esercito in campo per frutta e verdura con un premio di indennità.Doppiare il corso dell'euro con la lira, adesso sarebbe stato come il Bengodi, per riallineare le imposizioni fiscali, snellire le tasse, sopratutto quelle societarie, iva sui trasferimenti. Lo switch euro lira avrebbe necessità di una forte riduzione dell'impatto IVA dal 22 al 9% , dalle imposte dirette con una flat tax generalizzata al 12%. Le società straniere nei primi cinque anni al 7% . Idrocarburi a zero, listino prezzi alberghi, ombrelloni sdraio, ristoranti si sarebbero potuti rimodellare con una ragionevole diminuzione del 30% , rendendo la nostra offerta competitiva anche con le"Isole canaglia " della Grecia, quelle che non usano carte di credito , ma soltanto contanti in valuta pregiata, dolalri, franchi svizzerri e sterline o yen. Ditemi quale altro parametro ho tralasciato che renderebbe impossibile lo switch del secolo, Euro lira, ritorno al futuro, rimettendo in gondola i veneziani a 300 mila lire l'ora. L'emissione dei nostri titoli di Stato sarebbe coperta da investitori stranieri attratti da rendimenti alti , così come si poteva agire con la Banca d'Italia in assorbimento delle emissioni meno dinamiche. Ridiventeremmo un paese d'oro, pieno di turisti e un mercato immobiliare alle stelle.Ma cosaì non è, assistiamo alla corsa delle partite iva ad indebitarsi con l'Unione europea, l'anticamera del collasso finanziario dell'Italia, l'ingresso della Trooika e il dominio dei paesi del Nord sul nostro territorio. Così sarà, molto presto. Senza la riduzione dei prezzi di offerta, la defiscalizzazione a 360 gradi del sistema tributario , non saremo mai più un paese competitivo e moriremo asfissiati. Guarare per credere. 

 

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Strade vuote, aerei a terra e fabbriche chiuse. La domanda evapora e le quotazioni del petrolio Wti crollano ai minimi storici: girano per la prima volta in negativo e chiudono in calo del 305% a -37,63 dollari al barile. Si tratta di una caduta mai vista dal 1983, quando sono iniziate le rilevazioni. Un tonfo che mostra come i tagli alla produzione decisi dall'Opec+ non siano adeguati perché non riescono a tenere il passo con il crollo della domanda.

Il crollo della domanda dovuto ai lockdown Con i lockdown imposti nelle maggiori economie per contenere il coronavirus la domanda di petrolio è crollata e a nulla sono finora valsi i tagli alla produzione decisi dall'Opec. Tagli che, fin dall'inizio, sono apparsi inadeguati: 9,7 milioni di riduzione a fronte di una domanda attesa calare circa tre volte tanto. "Nessuna riduzione della produzione può essere abbastanza veloce e profonda guardando alla dinamica dei prezzi", mettono in evidenza gli analisti, osservando come al di là della seduta nera, i prezzi del Wti e del Brent avevano già perso più della metà del loro valore nel 2020 con il coronavirus e la prevista recessione.

Nessuno però si sarebbe mai immaginato un lunedì così nero per il greggio. Mai da quando sono iniziate le rilevazioni i prezzi del Wti sono scesi così in basso, appesantendo l'intero settore energetico a Wall Street, dove Exxon perde il 4,72% e Chevron il 4,20%. Tremano le società dello shale americano: con i prezzi ai livelli attuali il rischio è quello di un'ondata di bancarotte e del crollo di un settore che ha 

ontengono le perdite i contratti per giugno, luglio e agostoI contratti per giugno, luglio, agosto e settembre contengono invece le perdite lasciando intravedere l'attesa di una ripresa della domanda con le maggiori economie che si muovono verso la normalità. Il contratto per giugno perde l'11,07% a 22,26 dollari, quello per luglio il 5,71% a 27,74 dollari.

Il fenomeno del "contango"Il calo dei prezzi insieme all'attesa di una ripresa dell'attività economica in autunno si è tradotto nel fenomeno di mercato chiamato 'contango', in cui i prezzi delle commodity sono più alti per il futuro di quanto non lo siano per il presente. Una delle maggiori scommesse della storia basate sul contango risale al 1990 quando Phibro, divisione di Salomon Brothers, aveva fatto scorte di petrolio a basso prezzo parcheggiandolo in cisterne e autobotti poco prima che l'Iraq invadesse il Kuwait e le quotazioni del greggio schizzassero.

L'architetto della scommessa, Andy Hall, era diventato famoso per aver ricevuto 100 milioni di dollari per un giorno di lavoro. In molti guardano al ricordo di Hall e si augurano di trovare lo spazio necessario per parcheggiare il petrolio acquistato sotto sotto zero per rivenderlo, fra uno o due mesi, a prezzi stellari.


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