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CORSERA CORONAVIRUS SHINZO ABE DA KAMIKAZE OLIMPICO TOKYO 2020 ALLO STATO DI EMERGENZA NAZIONALE.GIUDICATE TARDIVE LE MANOVRE DI CONTENIMENTO COVID-19

Corsera.it Tokyo, 17 apr 04:47 -  - Shinzo Abe un premier kamikaze, dalle olimpiadi di Tokyo 2020 allo stato di emergenza nazionale. La follia del parco dei fiori di loto. 

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha annunciato nella serata di ieri l’estensione all’intero territorio nazionale dello stato di emergenza sanitaria già in vigore a Tokyo, Osaka, e alle prefetture di Kanagawa, Saitama, Chiba, Hyogo e Fukuoka. Il premier ha dichiarato che il governo assisterà tutti i cittadini giapponesi, indipendentemente dall’età, con un contributo in contanti di 100mila yen (930 dollari). Abe ha contestualmente approvato la manovra straordinaria di bilancio necessaria a finanziare le ingenti risorse finanziarie di sostegno economico varate dal governo per fronteggiare la pandemia di Covid-19.

L’estensione dello stato di emergenza a tutte e 47 le prefetture del Giappone, popolazione di 126 milioni di abitanti, è stata accolta positivamente dalle amministrazioni locali. “Ho deciso di porre  le prefetture in stato di emergenza per limitare il numero delle infezioni. E' necessario  limitare al minimo gli spostamenti delle persone, specie durante le festività della Golden Week (dal 26 aprile al 5 maggio)”, ha spiegato il primo ministro. Lo stato di emergenza non comporta la paralisi economica, ma causerà un danno alle attività produttive del paese.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, presenterà la manovra di bilancio addizionale per l’anno fiscale 2020 alla Dieta la prossima settimana. La manovra servirà a finanziare i pacchetti emergenziali dal valore complessivo di 108mila miliardi di yen (mille miliardi di dollari) per il sostegno all’economia colpita dalla pandemia di coronavirus. Durante una sessione di interrogazioni parlamentari che si è tenuta il 14 aprile, Abe ha dichiarato che le misure, che ammontano a circa il 20 per cento del prodotto interno lordo giapponese, sono “tra le più consistenti al mondo”. Abe ha anche dovuto difendere la risposta della sua amministrazione alla crisi sanitaria, negando sia stata tardiva rispetto a quella di altri paesi. Tra gli argomenti al centro delle polemiche negli ultimi giorni è figurato il piano per la distribuzione da parte del governo di mascherine in tessuto lavabili in alcune aree del paese, incluse Tokyo e Osaka; i detrattori dell’iniziativa giudicano inadeguate le mascherine; Abe ha replicato che la misura è tesa soprattutto a placare l’ansia dei cittadini, e che la scelta del materiale consente di lavare le mascherine e sottoporle a utilizzi molteplici.

Oltre l’80 per cento dell’opinione pubblica del Giappone ritiene che il governo dovrebbe compensare le attività economiche e commerciali del paese per le perdite incorse ottemperando alle misure di paralisi economica e distanziamento sociale volte a contenere la propagazione del nuovo coronavirus. E’ quanto emerge da un sondaggio d’opinione pubblicato il 14 aprile dall’agenzia di stampa Kyodo. Dal sondaggio, effettuato telefonicamente per quattro giorni, emerge che l’80,4 per cento dei giapponesi reputa tardivo il ricorso alla dichiarazione di emergenza da parte del primo ministro Shinzo Abe, giunta la scorsa settimana ed applicata per ora a Tokyo, Osaka e cinque prefetture del paese. Secondo l’82 per cento dei giapponesi consultati, inoltre, il governo dovrebbe risarcire le aziende e le attività produttive che hanno interrotto le operazioni in risposta alle indicazioni delle autorità centrali, che in Giappone non sono vincolanti. Il tasso di approvazione goduto dal capo del governo giapponese è calato di 5,1 punti percentuali rispetto al sondaggio analogo effettuato lo scorso marzo, al 40,4 per cento. Il tasso di sfiducia si è attestato invece al 43 per cento.

Il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha proclamato il 7 aprile lo stato di emergenza nazionale per il coronavirus, una decisione attesa da giorni in un contesto di preoccupante aumento dei contagi in alcune aree del paese. Il decreto, che è divenuto effettivo alla mezzanotte di oggi, 8 aprile, interessa per ora le aree metropolitane di Tokyo e Osaka, e le prefetture di Kanagawa, Saitama, Chiba, Hyogo e Fukuoka. L’obiettivo principale del decreto è di “ridurre i contatti tra persone il più possibile, e preparare le strutture mediche” a un possibile peggioramento dell’emergenza sanitaria. “Vogliamo che le persone evitino di uscire il più possibile”, ha dichiarato il primo ministro giapponese, che ha colto l’occasione anche per annunciare formalmente il vasto pacchetto di misure economiche anticipato da giorni da indiscrezioni di fonti governative. Per il momento, Abe si è astenuto dall’ordinare il blocco totale delle aree più densamente popolate del paese.

“Anche se abbiamo proclamato lo stato di emergenza, non chiuderemo le città, e personalmente non credo sarà necessario”, ha dichiarato il primo ministro, che ha espresso fiducia nella disciplina dei suoi concittadini, ed ha promesso sforzi per evitare per quanto possibile il blocco delle attività economiche. Come dichiarato dal premier giapponese, le misure adottate in ciascuno dei territori soggetti allo stato di emergenza sono differenti, e commisurate all’entità della situazione sul campo. Nella capitale giapponese aumentano le misure di isolamento sociale e le chiusure temporanee di attività commerciali, ma i servizi di trasporto pubblico al momento operano regolarmente.

Lo stato di emergenza proclamato dal primo ministro del Giappone interessa circa il 45 per cento della popolazione complessiva del Giappone, e sferrerà un duro colpo ai consumi e alle attività produttive. E’ l’avvertimento lanciato dagli economisti citati dalla stampa giapponese. Alle autorità di Tokyo e Osaka, ma anche di Saitama, Kanagawa, Chiba, delle prefetture di Hyogo e di Fukuoka, verrà chiesto di imporre restrizioni alla vita quotidiana dei cittadini e chiusure di aziende non essenziali, in aggiunta alle piccole attività che già hanno chiuso a scopo precauzionale. Secondo Hideo Kumano, capo economista presso Dai-ichi Life Research Institute, un declino dei consumi delle prefetture interessate dalle misure emergenziali rischia di tradursi in un “minor rateo operativo della manifattura, specie quella destinata al mercato interno e operante nelle zone rurali del paese. “Il mercato del lavoro rischia di subire pressioni crescenti”, ha avvertito l’economista.

Il gruppo di esperti mobilitato dal governo giapponese per fronteggiare la pandemia di coronavirus ha messo in guardia ieri dal rischio di un collasso del sistema sanitario nazionale, nel caso prosegua il marcato aumento dei casi di contagio registrato di recente in alcune delle principali aree urbane del paese. Gli esperti hanno raccomandato ulteriori misure di auto-isolamento e distanziamento sociale nelle aree interessate dai focolai di infezione, per ridurre al minimo la propagazione del coronavirus. Nella loro ultima lista di raccomandazioni al governo, gli esperti hanno riconosciuto che il Giappone ha scongiurato sinora il rischio di un “aumento esplosivo” delle infezioni verificatosi in altre aree del globo, ma hanno avvertito che i sistemi sanitari di Tokyo e delle prefetture di Kanagawa, Aichi, Osaka e Hyogo sono sotto crescente pressione e che “contromisure drastiche vanno assunte il prima possibile”. Il governo giapponese ha annunciato proprio ieri la distribuzione gratuita di mascherine per il viso a 50 milioni di famiglie giapponesi.


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