CORSERA CORONAVIRUS BERLUSCONI, CAIRO, RAI, VIOLAZIONE ART. 36 TESTO UNICO SERVIZI MEDIA AUDIOVISIVI E PRESCRIZIONE DPCM D.L. 25 MARZO 2020 n.19

ROMA 31 MARZO 2020 CORSERA.IT BY DR. RENATO CORSINI & THE STREET LAWYER

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#IORESTOACASA- IL GOVERNO INTERVENGA SULLE PUBBLICITA’ TELEVISIVE CHE ISPIRANO INCONSAPEVOLEMENTE COMPORTAMENTI NON CONFORMI ALLE SEVERISSIME MISURE DI DISTANZIAMENTO SOCIALE. 

Il D.lgs. 31.7.2005, n. 177 (in supplemento ordinario n. 150 alla Gazzetta Ufficiale, 7 settembre n. 208) – Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici all’art. 36, bis rubricato “Principi generali in materia di comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche” dispone, tra l’altro, che: “le comunicazioni commerciali audiovisive:… 3) non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza…”.

Vi è dunque un obbligo per le emittenti televisive di controllare il contenuto delle pubblicità, dei trailer che vengono messi in onda e ciò non solo a tutela dei minori (in merito ai quali sussistono specifiche disposizioni molto restrittive anche i termini di fasce orarie di rispetto nonché di prodotti quali le bevande alcoliche) ma anche di tutti gli utenti. 

 

Come noto le misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19. (da ultimo D.L. 25 marzo 2020 n.19 .in Gazz. Uff., 25 marzo 2020, n. 79) hanno alla loro base il principio del c.d. distanziamento sociale, volendosi garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata (almeno un metro e mezzo) ritenuta adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio.

Proprio in quest’ottica con i diversi interventi governativi, tramite D.P.C.M. (poi di fatto riassorbiti nel D.L. del 25.3.2020 sopra citato) si è imposto ad esempio il divieto di riunioni o assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico e si è arrivati fino al punto di sospendere tutta una serie di attività (ad esempio:  di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonchè di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti ovvero attività commerciali di vendita al dettaglio) ad eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità, tuttavia da espletare “con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio”.

Ora, nel mentre il governo ci spinge con forza a restare a casa ed appunto a non muoverci se non per motivi di stringente necessità e sempre nell’assoluto massimo rispetto del principio del distanziamento sociale, ci si accorge come in televisione si diffondano con assoluta normalità messaggi pubblicitari che, in via indiretta, non sembrano essere compatibili con le severe misure e soprattutto con le finalità cui tende la normativa emergenziale da COVID-19.

Basti pensare alla pubblicità che vede protagonista l’Antonella nazionale (Antonella Clerici) che nell’esaltare la qualità dei prodotti alimentari di una catena di supermercati, con il suo sorriso smagliante facendo il verso, al contrario, di un notissimo ritornello musicale “vengo anche io…. si tu si” invita gli utenti a recarsi nel bellissimo “store” dove si vedono una bella famiglia con genitori e figli, una mamma e una figlia, commessi…e tanti avventori  ridere, cantare e scherzare.

Tutto bello….tutto giusto…..tranne il fatto che l’Antonella nazionale abbraccia gli uni e gli altri, la famiglia cammina tra gli scaffali senza mantenere alcuna distanza e la mamma e la bambina cantano a distanza ravvicinatissima e nessuno, proprio nessuno (inclusi i commessi) utilizza dispositivi di protezione personale quali mascherine, guanti per toccare i prodotti. 

E così, ancora, i buonissimi e notissimi biscotti, crema latte, che fanno tanto ingolosire i nostri bambini e adolescenti sono oggetto di una promozione pubblicitaria che ci invita a farci coraggio dicendoci “insieme si vince” mentre sullo sfondo di una intera squadra di basket giovanile si abbraccia e fa festa.

Eppure, se non sbagliamo quando la Joya argentina mise KO la mai doma Inter, con un gol capolavoro che entrerà negli annali del calcio, venne giustamente fustigata di critiche dai tanti opinionisti e testate giornalistiche per non aver saputo trattenere la sua gioia, per l’appunto, correndo ad abbracciare i suoi festanti compagni di squadra. Così il Corriere commentava:  “Emergenza coronavirus Baci e abbracci….Tutti vicini, anche in tempi di Coronavirus, nello spogliatoio dell’Allianz Stadium per festeggiare la vittoria sull’Inter. Così come in campo i giocatori non si sono trattenuti da esultanza molto ravvicinate dopo i gol di Ramsey e Dybala che hanno permesso alla squadra di Sarri di battere 2-0 l’Inter, negli spogliatoio dello stadio è stata una festa grande a base di contatti molto ravvicinati. Forse troppo”. Era il 9.3.2020, Tra quei baci e abbracci dei giocatori della Juventus, c’era quello “infetto” e inconsapevole di Rugani. Neanche qualche giorno e anche il fantasista argentino della Juventus, tra altri compagni, risulterà positivo al Corona Virus (poi uscendone senza esiti negativi).

Le critiche levatesi contro quell’atteggiamento collettivo erano giuste. Le disposizioni normative anti- COVID-19 che impongono il distanziamento sociale erano già state emanate e i comportamenti dei campioni dello sport professionistico sono un catalizzatore irrefrenabile per milioni di appassionati che li seguono. Il rischio emulativo è molto alto, anzi altissimo. Mentre ora, il mantra, la regola è quella di dover stare l’uno lontano dall’altro (almeno fisicamente).

Se così è, se il Premier, avv. Conte, ci ha detto che “è necessario cambiare le nostre abitudini” (conferenza stampa del 9.3.2020) allora, come si può vincere la battaglia contro COVID-19 se nel mentre si cerca di convincere, con le buone e le cattive (attraverso sanzioni amministrative e fianco penali), gli italiani a rimanere a casa e a mantenere  la distanza di sicurezza interpersonale nei pochi minuti nei quali, per necessità, debbano uscirvi, se poi nelle televisioni (della cui visione in questo periodo gli italiani abusano…dovendo stare per l’appunto a casa) si permette la messa in onda di pubblicità che, come i festosi giocatori della Juventus, involontariamente, suggeriscono, ispirano, stimolano gli utenti a tenere condotte, atteggiamenti e  comportamenti del tutto opposti a quelli severi e giusti che vengono imposti agli italiani per sconfiggere  la micidiale pandemia che ci ha colpito ?

Il Governo, il Ministero della Salute, anche tramite l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, devono, a nostro modo di vedere, necessariamente intervenire. 

Le pubblicità sopra segnalate, e le tante altre similari, sono del tutto lecite e saranno anche bellissime, ma la loro trasmissione non è affatto opportuna in questo tragico periodo e sotto certi profili appare porsi in contrasto con i “Principi generali in materia di comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche” ed in particolare con l’art. 36, bis del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che vieta pubblicità che possano suggerire l’adozione di “comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza” degli utenti.  

Siamo in guerra contro un nemico invisibile e micidiale. Al supermercato ci si deve andare solo quando strettamente necessario, e indossando i dispositivi di protezione personale (ove se ne abbia la disponibilità) ma soprattutto mantenendo la distanza di sicurezza. E’ fatto obbligo agli esercenti a cui è permesso esercitare l’attività di carattere essenziale per la cittadinanza garantire la sicurezza dei cittadini.

Al supermercato tutti insieme, abbracciati, ballando e cantando ci andremo, spero, più in là. Ora non bisogna mollare la presa.   #IORESTOACASA #ANDRATUTTOBENE

The Street lawyer

 

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