CORSERA CORONAVIRUS LE DITA IN BOCCA AI TEMPI DEL COVID-19. TUTTI I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO QUANDO SI LEGGE UN GIORNALE, SI VA AL SUPERMERCATO O SI PASSEGGIA CON IL CANE

ROMA 28 MARZO 2020 CORSERA.IT by Dr.Matteo Corsini

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(Articolo sposorizzato da corsinicase@gmail.com Corsini Real Estate per vendere o affittare il tuo immobile in Italia) 

Le dieci regole fondamentali per evitare il contagio da Covid-19. Quali sono i principali fattori di rischio da contagio quando si legge un giornale o una rivista, o quando ci si reca al supermcato o a fare la passeggiata con un cane?

Tutte le norme i regolamenti che i DPCM non hanno introdotto per inosservanza delle norme a presidio della salute pubblica. Gli errori del Governo del Premieri Giuseppe Conte del Ministro della Salute Speranza. leggerezza spadataggine incapacità negligenza? Scegliete voi , dopo aver letto il nostro articolo. Siamo lieti che la campagna giornalistica del CorSera.it, abbia dato una spinta fondamentale per rivalutare le "certezze dei  i virologi italiani e forse di tutto il mondo , al fine di riformulare le le loro indicazioni. Come infatti abbiamo dimostrato noi del Corsera.it , le dichiarazioni dei virologi e infettivologi si sono dimostrate molte volte imprecise, altre volte banali ( lavatevi le mani dopo aver letto un giornale la peggiore in assoluto la più mediocre di tutte leggete e capirete perche')  dettate dalla necessità della propaganda governativa.

Ad esempio, lo stesso virgologo Pregliasco, adesso parla che la misura convenzionale di un metro, indicata come quella necessaria per tenere a bada il Covid-19, non sia sufficiente per scongiurare il contagio, e che sarebbe meglio tenersi ad una distanza di 1.80 e se non maggiore.Siamo stati noi del Corsera.it a lanciare un grido di allarme su questa misura convenzionale che a tutti gli effetti era isufficiente, anzi pericolosa per tutti coloro che non si trovino in un ambiente chiuso in assenza di correnti d'aria.  Noi del CorSera.it abbiamo dimostrato che l'azione del vento, delle correnti, possono determinare il contagio, sulla base della evaporazione del droplet intorno al soggetto ammalato o addirittura a quello asintomatico. Abbiamo dimostrato che se si corre in scia con un runner, si rischia di contagiarsi se non si è  almeno ad una distanza di 20 o 30 metri. Il Covid-19 contagia nella sua forma liquida ma anche illiquida, ovvero distillata nel vapor acqueo . Il coronavirus resiste nell'aria , duque, e si trasmette alla sua vittima n nebulizzato, ad effetto SpryDroplet, come abbiamo indicato noi..

I FATTORI DI CONTAGIO ALL'INTERNO DEI SUPERMERCATI.

Noi del CorSera.it abbiamo da subito detto, che sarebbe stato indispensabile emanare DPCM con l'obbligo di indossare la mascherina per tutti coloro che si recavano in un supermercato o in famracia. Questo provvedimento non è mai stato assunto dalla nostra amministrazione, con grave danno per la salute dei cittadini.

COSA SONO I GESTI ISTINTIVI DELL'ESSERE UMANO, E COME POSSONO DETERMINARE IL CONTAGIO DA COVID-19

Adesso riaffrontiamo la questione dei Gesti Istintivi Riflessi Incondizionati Gesti IMpulsivi. la gamma dei comportamenti umani non regolati dalla ragione o dalla riflessione sono tantissimi . Se analizziamo molti dei nostri comportamenti, ci renderemo subito conto che diventa letale, ad esempio, leggere il giornale senza indossare la mascherina, perchè avremo circa 8/20 volte la possibilità di contagiarci, infilando il dito in bocca, ogni volta che sfogliano una pagina. E purtropo quel gesto istintivo, lo abbiamo ripetuto per tutta la nostra vita, fin dai banchi di scuola sfoigliando i quaderni e non possiamo evitarlo.

I virologi  e gli infettivolgi più mediocri, ancora oggi, in televisione ripetono, che la lettura del giornale o di una rivista, non comporta il contagio, se subito dopo ci si lava le mani. Un ritornello di propaganda commerciale a favore dei microfoni delle televisione come la 7 , che come sappiamo è di proprietà di un editore Cairo, che deve vendere i giornali. La 7 insieme a Sky tg 24 sono tra i servizi televisioni con la maggiore responsabilità di disinformazione tecnica in fatto di msiure cautelative igienico sanitarie . Comunque i virologi e gli infettivologi, non hanno capito che l'essere umano, assume comportamenti alle volte supportati dalla ragione e dalle riflessione, ma alle volte tutto il contrario. 

In realtà in una ponderata analisi e  studio dei gesti istintivi, la lettura di un giornale si può considerare come una delle attività più contagiose che ci possano essere, se non  ci si lava le mani prima o non si indossa una mascherina durante , e questo in un rapporto di 10 a 200 di una situazione di normalità.

Gli infettivologi e i virologi, sono intervistati dalle televisionii, dai network che sono anche editori dei giornali, quindi non avrebbero mai potuto sostenere che leggere i giornali o riviste patinate senza indossare la mascherina, costituisce uno dei fattori di maggior diffusione del coronavirus.

 

PASSEGGIRE CON IL CANE , TUTTI I FATTORI DI RISCHIO. 

Ma subito dopo la lettura di un giornale, c'è la passeggiata con il cane, ovvero la norma che ci impone di raccogliere le deiezioni degli amici dell'uomo per antonomasia.  In  emergenza coronavirus , dovrebbe essere abolita, perchè anche qui il rischio del contagio è immenso e si può reiterare ogni volta che dobbiamo assolvere ai nostri compiti di cittadini diligenti e prendiamo una busta per raccogliere il cosidetto "stronzo " solido o illiquido che dir si voglia. Come sappiamo per raccogliere le deiezione dei cani, dobbiamo per forza di cose, prendere una bustina di plastica e aprirla. Quasi sempre , anche qui, il gesto istintivo, ci porterà ad infilarci un dito in bocca per salivarlo e facilitare le azioni di apertura della bustina.Qualora il nostro dito si fosse nel frattempo contaminato uscendo di casa ,in uno dei più classici gesti della nostra vita ( premere il pulsante dell'ascensore) , ci saremo autotrasmessi il coronavirus per un banale gesto incondizionato e senza essercene accorti.

Il rischio di contagio raccogliendo gli stronzi dei cani, con le bustine di plastica, è al secondo posto della nostra classifica di pericolosità , con un rapporto di 5 a 70 rispetto ad una condizione di normale relazione interpersonale, ovvero con mascherine e a distanza di sicurezza. Ovvero tra due persone che per lavoro potrebbero incontrarsi per parlare di un progetto o discutere un contratto. Ma seguiamo nella nostra lista , la spesa al supermercato. Abbiamo noi del CorSera.it, fin da subito segnalato che il rischio contagio all'interno dei negozi di generi alimentari era altissimo, sia per gli impiegati sia per i clienti.I DPCM avrfebbero dovuto obbligare le aziende ad imporre a tutti i cassieri di indossare mascherine e visiere protettive o occhiali anticontagio oculare, e questo ancora una volta non è stato fatto , con grave danno per la salute dei cittadini.

Dal nostro racconto si capisce benissimo quali e quante siano state le inosservanze giuridiche di un Governo presieduto da un noto e raffinato giurista il professor Giuseppe Conte. Grave inosservanza delle regole costituzionali di tutela della salute pubblica che l'azione di Governo avrebbe dovuto  e deve tutelare.

 

Inoltre , anche qui al supermercato, ci sono le bustine, da togliere dagli appositi dispensatori e subito dopo inizia la battaglia delle mani per aprire le buste, comportametno questo che ci spinge istintivamente, nella maggior parte delle volte,  ad infilarci il solito dito in bocca e con la saliva dispersa rporre fine alla difficoltà dell'apertura della busta di plastica.  

Il rischio contagio all'interno di un supermercato è nella proporzione di 1 a 200, il più alto rischio di contagio da Covid-19, sia individuale che intraindividuale. Supermercati sono dei veri e propri focolai dell'infezione. Mentre la pandemia dilagava in Italia ed era partito il lockdown, in nessun DPCM ho letto l'obbligo per gli avventori dei engozi di generi alimentari, di dotarsi di mascherine e occhiali protettivi. Siccome non c'erano nonsi poteva rendere obbligatorio. Tesi a lungo propugnata dal CorSera.it.

Nei supermercati si tende a vedere comportamenti del tutto sprezzanti di qualsiasi norma igienico sanitari di normale utilità. Come molte volte ci capita dei vedere, le persone tendono a verificare dalle confezioni le date di scadenza, controllano con le dita esercitando pressione sulla confezione o sul prodotto stesso, se la consistenza degli alimenti è quella che considerano appropriata.Poi ci pensano e ci ripensano, in un balletto di prendi e rimetti , prendi e rinfila, apri e chiudi la prota del frigo, poi riverifica la data di scadenza. E' lo shopping compulsivo, il delirio, le patologia psicotiche che si trasmettono dal nostro cervello in fumo alla pancia, al desiderio incontrollabile di mangiare tutto quello che i nostri occhi vedono, colpiscono con lo sguardo e lasciare confezioni e prodotti alimentari esausti a fine giornata negli scaffali. 

Questi comportamenti lussuriosi al lmite della masturbnazione mentale e fisica ( il popolo italiano ha un particolare affetto per gli alimenti  non si spiegherebbe altrimenti )  sono un vettore formidabile per la disperzione del Covid-19, da parte  di un contagiato o di un asintomatico in preda a convulsioni da shopping compulsivo. Dopo aver sfogato la nostra rabbia ineteriore,  istintivamente ci porteremo  il dito in bocca o nel bulbo oculare.

Anche in questo caso virologi e infettivolgi non hanno capito niente, così come molti giornalisti, la cui domanda ripetitiva è sempre la stessa  : "  Una volta rientrati in casa, le confezioni dei generi alimentari vanno disinfettate? " Certo che si, se non si è morti prima, nel percorso di rientro nella propria abitazione. Il contagio non è tanto nel considerare il periodo di sopravvienza del virus sulle superfici di plastica o di cartone, ma se un contaggiato o l'asintomatico si è infilato le dita nel naso o nella bocca o peggio nel sedere, e subito dopo ha iniziato i palpeggiamneti di rito con le confezioni o la mela o la pera o le arance esposte sugli scaffali dell'ortofrutta,  e subito dopo, ci siamo noi, gli sfigati cui il destino ha riservato la " caccola avvelenata o il germe fecale con sorpresa Covid-19 al suo interno ( siamo a Pasqua) splamata sul pacco di spaghetti Barilla,che fin dal mattino era entrato nell'orbita dei nostri desideri di condannati agli arresti domiciliari. 

  Anche qui l'attività del Governo è stata insufficiente, perchè avrebbe dovuto emanare delle regole , una sorta di pronturario per fare la spesa e colpevolmente non lo hanno fatto. 

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