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CorSera Economia. E' l'Iva di Tria, nel 2021 arriverà al 26,5% (dal 22% attuale)

Milano 11 agosto 2019 CorSera.it ( redazione economica responsabile dr. Matteo Corsini 335291766)

Per evitare che salga l’imposta sui consumi servono 23,1 miliardi nel ‘20 e 28,7 nel ‘21. Eliminare definitivamente la minaccia richiede misure strutturali, che si ripetono cioè ogni anno, come altre tasse o tagli alla spesa. Per rinviare gli aumenti, come è stato fatto quasi sempre da quando sono apparsi nel bilancio come «clausola di salvaguardia» nel 2012, a tenuta dei conti, basterebbero anche misure «una tantum».

 

Resta il fatto che sono tantissimi soldi, che per trovarli servono scelte politiche forti, e che i poteri del governo che dovrà affrontare l’impresa saranno invece certamente limitati. Benché scongiurare il balzo dell’Iva sia prioritario per tutti, Quirinale compreso. Se la data più ravvicinata delle elezioni è quella del 27 ottobre, un esecutivo in carica per il disbrigo degli affari correnti, o un eventuale governo incaricato di portare il Paese al voto, avrebbero anche il compito di presentare la proposta della nuova Legge di Bilancio, attesa in Parlamento al più tardi il 20 ottobre.

Sarebbe quasi certamente una toppa, utile solo per galleggiare in attesa delle scelte del nuovo esecutivo. Il minimo indispensabile, insomma, evitando ogni scelta di carattere politico, e rispettando gli impegni europei che vogliono il deficit del 2020 all’1,8%. Se questa fosse la linea, oltre alla copertura delle spese indifferibili che si presentano ogni anno a margine del bilancio, 3 o 4 miliardi di euro, e poche altre cose, sull’Iva potrebbe esserci un intervento tampone, e molto limitato.

Con circa 5 miliardi si potrebbe rinviare la data del ritocco delle aliquote dal primo gennaio all’inizio di aprile. Dando tempo al nuovo esecutivo, che potrebbe lavorare a piene mani sul bilancio o rinegoziare gli obiettivi con la Ue, di trovare le soluzioni alternative. L’operazione non è difficile tenendo conto che sul deficit c’è qualche margine e che Quota 100 sulle pensioni e Reddito di Cittadinanza costano meno del previsto, con 3 o 4 miliardi di risparmi assicurati anche nel 2020.

Altrimenti non resta che lo scatto delle aliquote, o un loro aumento parziale, che comunque andrebbe accompagnato da altri tagli di spesa o nuove entrate per coprire tutti i 23 miliardi che servono per far quadrare i conti mantenendo gli impegni Ue.


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