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DEFAULT A PIAZZA AFFARI BANCA ETRURIA MONTE DEI PASCHI DI SIENA UN VIRUS MUTANTE CHE HA CONTAMINATO LE CASE DEGLI ITALIANI

Si è appena chiusa l’ennesima giornata-Caporetto per le banche italiane in Borsa: Mps -7,88%, Mediobanca -5,01%, Carige -4,99%, Ubi a -5,85%, Banco Popolare -5,80%, Bpm -9,81%, Intesa Sanpaolo -5,06%, UniCredit -6,48%, Bper -7,52%. Un crollo che, come quasi sempre succede, ha pesato sul listino di Piazza Affari (-3,49%) essendo i titoli bancari e finanziari la componente più importante dell’indice FtseMib. Questa è una specificità tutta italiana, che nei momenti più delicati e incerti innesca un circolo vizioso: chi vuole allontanarsi dall’Italia vende le banche, perché sono le più esposte al debito pubblico italiano; e chi teme le banche, esce dall’Italia («avoid Italy», raccomandava a inizio gennaio un report di JpMorgan sul sistema bancario europeo).

Analisi e valutazioni finanziarie a cura del dr.Matteo Corsini.

Non c'e' dubbio che il crollo del settore bancario italiano e' principalmente legato al deterioramento dei  crediti inesigibili, anche del settore immobiliare.Non c'e' dubbio che l'accordo per la banca leggera, realizzato tra il nostro Governo e la Commissione europea, non fa altro che accendere i fari sulla situazione insostenibile del nostro settore bancario.Non c'e' dubbio, che l'accordo in extremis cercato da Matteo Renzi, assomiglia moltissimo al tentativo di salvataggio che negli Usa, nel corso della prima crisi finanzairia legata ai mutui subprime,venne precluso alla banca d'affari Lehman Brothers.Quell'accordo fallito trascino' il mondo finanziario a livello planetario in un inferno, nella centrifuga di una  crisi che esplodeva in tutta la sua dirompente forza d'urto.L'accordo sul Gacs, come viene denominato, non e' altro che 

la mano dello Stato italiano che si allunga per garantire i crediti inesigibili,   un attimo prima che l'intero settore bancario italiano crollasse sotto il default.

Siamo difronte ad una nuovo crash  finanziario di dimensioni spaventose ,almeno tre volte la voragine Lehman Brothers, capace di accartocciare  l'intero comparto bancario italiano come sotto una pressa..L'accordo Gacs,ha difatti avuto come effetto il dirompente crollo dei valori di tutti i titoli bancari italiani.L'accordo tra Governo italiano e Commissione europea ha avuto un solo significato scongiurare che tutte le banche italiane finissero di portare i libri contabili in tribunale.

Se qualcuno si chiede da dove arriva la similitudine con la vicenda Lehman Brothers e' presto detto : in quell'occasione la banca d'affari americana era esposta su prodotti derivati, il cui sottostante erano i milioni di contratti denominati  "mutui subprime".  Quella bolla speculativa era fondata su carta straccia, finanza virtuale,in poche parole sul nulla.Un gigante d'argilla che poggiava i suoi piedi nel  mercato immobiliare, la solidita' percepita del mattone.

Dai mutui subprime al collasso del settore bancario italiano e' un passo.Quel virus mutante alimentato dai mutui subprime americani ha finito per divorare nel corso degli ultimi 8 anni i bilanci delle banche italiane,che poggiavano la loro fortuna proprio sulla bolla speculativa immobiliare dell'ultimo decennio.Miliardi di euro concessi per creare quei mostri del real estate che nel corso del nuovo secolo imperversavano in lungo e in largo per lo stivale.Miliardi finiti nelle societa' dei Coppola dei Mezzaroma dei Ricucci e di altri avventurieri.Finanza banche politica hanno alimentato la folle corsa al mattone che non dimentichiamo venne dopo il crollo della bolla speculativa delle societa' internet.

Nei bilanci delle banche italiane la maggior parte dei crediti inesigibili sono anche finanziamenti del mercato immobiliare .La sua crisi ha determinato il fallimento di molte societa' finanziarie di molte societa' di leasing e il dissesto dei bilanci delle principali banche italiane.Se il mercato immobiliare non sale,tutte le banche e gli imprenditori finanziati per decenni sono a rischio fallimento.L'accordo tra Governo Renzi e Commissione europea sui crediti inesigibili sulla costituzione di una bad bank,non fa altro che certificare  l'impossiblita' di recuperare quei denari ,dimostra qualora ce ne fosse ancora stato bisogno,che il sistema bancario italiano e' crollato e' in default e che per evitare il collasso del sistema come nel caso di Lehman Brothers,non c'era altrra soluzione che garantire parte di quei crediti inesigibili.L'accordo tra Governo Renzi e Commissione europea e' stato il salvataggio prima del cataclisma un' ancora di salvezza prima del naufragio.

.La crisi del settore bancario italiano, testimonia l'ulteriore fatto che non vi potranno essere spunti al rialzo per il mercato immobiliare italiano,minato ormai alle sue radici per via del fallimento del comparto bancario.

Malgrado i segnali positivi delle ultime settimane del 2015 ,ancora una volta dobbiamo fronteggiare una cristi sistemica della nostra economia, che difficilmente potra' ridare sfogo al settore.

Se facciamo i dovuti paragoni, ci accorgiamo come i crediti inesigibili del sistema bancario italiano, sono almeno tre volte il buco creato dai prodotti finanziari in default della banca d'affari Lehman Brothers.Siamo difronte allo stesso scenario, sopratrutto alla mutazione di quel virus di prodotti finanziari infetti , che nel corso della crisi finanziaria del 2008 travolse l'intera economia mondiale, spingendo al collasso centinaia di banche americane, con la conseguenza che il mercato immobiliare venne polverizzato in poche ore.Quello stesso virus, oggi mutato in una forma ancora piu' velenosa e devastante, ha finito per infettare il sistema bancario italiano.Non sappiamo se ci sono antitodi,vale a dire se le aggregazioni di piu' banche riuscira' a creare una banca sana,nutro dei forti dubbi.Se due incapaci e due ladri si mettono insieme continueranno a rubare a prestare soldi agli amici politici .Il virus mutante dei mutui subprime galleggia nell'aria e' quel tanfo fetido che dalla Banca popolare dell'Etruria e' entrato nelle case di tutti gli italiani.che sgomenti guardano i soliti ladri far festa seduti sugli scranni del Parlamento.

In questa fase il mercato sembra essere poco convinto dell’accordo, che pure è politicamente importante, raggiunto martedì sera tra l’Italia e la Commissione europea sulla «bad bank leggera» che ha preso la forma (e il nome) di una garanzia pubblica sulle sofferenze (in sigla, Gacs). Un meccanismo complesso che dovrebbe aiutare le banche a vendere gran parte di questi 200 miliardi di euro lordi di crediti inesigibili, per liberare così capitale e poter indirizzare più risorse ai prestiti all’economia reale. 
Il dubbio più forte del mercato è sul prezzo che le banche pagheranno per comprare la garanzia pubblica e, da qui, sulla convenienza piena del ricorso alla garanzia pubblica, in particolare per le banche più cariche di sofferenze come Mps e Banco Popolare. Il governo ha spinto per una soluzione, anche minima, sulle sofferenze perché sa che quel fardello da 200 miliardi di euro (che pure si riducono a poco più di 80 miliardi netti, se si considerano gli accantonamenti e le svalutazioni) assomiglia, per certi versi e con le dovute proporzioni, a quello che per i mercati rappresenta il debito pubblico quando si valuta il nostro Paese.

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