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CHARLIE HEBDO STRAGE PARIGI IN STATO DI ASSEDIO GUERRA SANTA IN TERRA DI FRANCIA NE VALE LA PENA?

Parigi 13 Gennaio 2015 Corsera.it di Matteo Corsini

La strage di Charlie Hebdo sara' forse ricordata anche come la scintilla da cui scaturì una guerra interna senza confini, la Guerra tra la Francia e i fanatici islamici .Ci domandiamo se tutto questo ne vale la pena,se la difesa ad oltranza della liberta' di satira giustifichi poi le reazioni devastanti dei terroristi delle organizzazioni criminali che vedono nella reazione l'unica investitura per la loro follia.Mi domando se dopo le morti atroci di giornalisti di redattori di vignettisti Charlie Hebdo non avrebbe dovuto al contrario osservare un periodo di lutto di silenzio di conservazione degli affetti di riparo alal speculazione alla dirompente violenza quella psicosi che pare oggi avviluppare la Francia in un carosello vertiginoso di panico paura indeterminazione del futuro.Mi domando se tutto questo abbia poi un grande senso se al contrario l'episodio della strage doveva essere ricordato con una bella e imponente manifestazione ma che la pubblicazione di nuove vignette su Maometo non sia un ulteriore motivo di contrasto di contrapposizione di focolaio di una guerriglia urbana di cui francamente nessuno ha bisogno.La Francia e' scesa in guerra contro un nemico invisibile che fa della propaganda la sua arma migliore nella reazione violenta a cio' che considera blasfemo provocatorio la sua ragione di esistere.Mi domando se Charlie Hebdo fosse uscito listato a lutto senza vignette provocatorie ma memoria indistruttibile per le vittime di una violenza assurda ingiustificata che umilia l'essere umano lo calpesta ne ferisce l'anima profondamente.Mi domando se tutto questo ha oggi una valida ragione di esistenza di resistenza ad un fenomeno patologico come il  fanatismo religioso che dovrebbe essere sedato lasciandolo cadere nel vuoto reagendo duramente con il lavoro repressivo dell'intelligence non altro.La Francia e' investita ormai in una Guerra Santa che non ha confini perche' si ...

combatte tra francesi all'interno del paese senza che nesusno potra' mai capire da dove effettivamente arriva il pericolo,perche' il fanatismo religioso e' come un incendio si alilmenta gettandosi benzina sulle fiamme.La Guerra Santa di Francia sconvolge il mondo lo tiene in allarme ne procura incertezza panico paura delirio si trasforma da aggressione in minaccia permanente in olocausto di un'intera nazione che oggi ha paura di mandare i suoi figli a scuola.Dove sta il pericolo adesso dove si annida? Puo' essree ovunque sopratrutto dove si getta benzina dove non si comprende che

 forse un passo indietro e' possibile logico forse un atto responsabile perche' il fanatismo non si combatte provocandolo ma influendo sulle ragioni del suo esistere.La Francia e' in guerra la sua soceita' destabilizzata forse i terroristi hanno raggiunto uno scopo ancora maggiore di quanto si erano prefissi.Aldila' di ogni ragione di ogni logica di ogni fondamentle difesa dei diritti di cronaca di satira ci dob biamo porre la domanda se tutto questo alla fine portera' a qualcosa.Tutto il mondo sa che il fanatismo religioso e' una piaga che va debellata ma questo si accende perche' qualcuno lo interroga lo chiama allo scoperto in un verto senso lo fa esistere con maggiore forza evidenza.Da adessom in poi anche l'incendio di un cassonetto dell'immondizia nei viali di alberati di Chance Elisee diventeranno un atto terroristico degno di essere portato alal ribalta dalla stampa di tutto il mondo.La Francia si appresta a vivere giorni difficili forse il lutto il silenzio e l'azione sottotraccia dei servizi segreti e' la reazione migliore che non quella di chiamare alla Guerra Santa terroristi di ogni razza e provenienza che provocheranno altri morti altro allarme altro terrore.

Matteo Corsini

Potrebbero esserci ancora sei terroristi in fuga - Le nuove minacce di Al Qaeda non fanno che aumentare la tensione in un Paese in cui nessuno si illude che l'offensiva del terrore sia un capitolo chiuso. C'è infatti almeno un complice, un altro elemento di mistero che si aggira in libertà. Ma fonti di polizia citate dall'Associated Press evocano "fino a sei" terroristi legati alla cellula jiahdista ancora alla macchia: uno di loro sarebbe stato avvistato alla guida di una Mini Cooper registrata a nome di Hayat Boumeddiene, la compagna del killer Coulibaly. 

 

Il Primo ministro Valls: "Massima allerta su tutto il territorio" - E' l'ora degli interrogativi, delle polemiche, delle prese di distanza e del lancio di nuove strategie di sicurezza. Ma è ancora tempo di proteggersi nella Francia colpita al cuore, come il primo ministro Manuel Valls ha spiegato: "Il piano Vigipirate resterà in vigore al suo livello più alto", ha detto infatti riferendosi al dispositivo normativo che innalza la protezione del territorio e dei cittadini in caso di rischio. 

Edifici pubblici, scuole e giornali "pattugliati" - Restano le pattuglie davanti agli edifici pubblici, alle scuole e soprattutto ai giornali, che si continuano a considerare nel mirino del terrore. Il governo, lungi dallo smobilitare, schiererà diecimila militari in più per proteggere "tutte le istituzioni che possono essere obiettivo di attacchi, in particolare le sinagoghe, le scuole confessionali ebraiche ma anche le moschee", dove sono saliti a cinquanta gli atti anti-islamici dopo l'attacco a Charlie Hebdo.

Paura soprattutto nelle scuole ebraiche - Un capitolo a parte per le scuole ebraiche. Dopo il terrore, molti genitori hanno esitato a riportare i figli questa mattina a scuola. La Federazione delle scuole ebraiche di Parigi ha spiegato che "la maggior parte degli istituti sono aperti, ma alcuni direttori hanno deciso di restare chiusi fin quando non avranno una protezione adeguata davanti al portone". 

A questo ha già pensato Bernard Cazeneuve, ministro dell'Interno, che ha annunciato proprio davanti ai genitori di una di queste scuole che tutti i 717 istituti ebraici del Paese saranno protetti da poliziotti e gendarmi adibiti a questa specifica missione.


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