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CRISI E' INIZIATA LA FINE DELL'EURO PIAZZA AFFARI TERREMOTO IN BORSA -5% THE BLACK SWAN LA SPECULAZIONE SI ABBATTE SULL'ITALIA

MILANO - Crollano Borse e petrolio, l'euro precipita e Piazza Affari stampa un calo del 5%. Sono molti gli elementi di tensione sui mercati internazionali a caratterizzare la ripresa degli scambi di inizio settimana.

L'incertezza in Grecia, dove è partita una campagna elettorale infiammata in vista delle elezioni del 25 gennaio prossimo, le aspettative per un'intervento della Bce con l'acquisto di titoli di Stato e il calo del greggio, che tocca i minimi dal 2009 sotto la soglia di 50 dollari, sono un mix che genera una corsa a vendere azioni. Piazza Affari recita il ruolo della più colpita tra le principali Borse europee, con un calo finale del 4,92%.

La moneta unica europea si deprezza sotto l'effetto combinato di due elementi: le possibili evoluzioni politiche ad Atene, con l'ascesa di Alexis Tsipras che potrebbe significare rimettere mano alla ristrutturazione del debito, e l'azione di Mario Draghi che potrebbe a breve stampare nuova moneta. La Commissione Ue prova a rintuzzare la criticità ellenica indicando, per bocca di un portavoce, che il trattato Ue dice che la partecipazione all'area euro "è irreversibile". 
L'euro chiude a 1,1927 dollari dopo aver toccato un minimo da nove anni a 1,1880 dollari, e anche in questo caso pesa l'aspettativa che la Bce possa decidere l'acquisto di bond governativi. Piazza Affari, a Milano, amplia il ribasso con il procedere degli scambi. L'indice Ftse Mib avvia la giornata in calo di un punto percentuale, recupera la parità, quindi torna ad accentuare le perdite e chiude a -4,92% poco sopra 18mila punti con il tracollo del greggio e l'andamento in rosso di Wall Street. Tra i singoli titoli milanesi riescono a tenereLuxottica e il Monte dei Paschi, mentre perde di schianto (-8%) l'Eni. Il Cane a sei Zampe soffre il taglio del giudizio da parte di Citi: consiglio di "vendere" e target price sceso da 16,5 a 13 euro per le tensioni in Libia e il continuo calo delle quotazioni del greggio. Occhi anche su Fca, che a dicembre ha registratouna crescita delle vendite Usa del 20%. Lo spread tra Btp a 10 anni e analoghi Bund tedeschi risale sopra 130 punti base, con un rendimento all'1,85%. 

Chiusura ampiamente negativa anche per gli altri indici europei: Londra perde il 2%, Parigi il 3,31% e Francoforte il 2,99%. Atene soffre particolarmente e cede in chiusura il 5,6%, ai minimi da novembre 2012. In termini di capitalizzazione, la giornata è costata 203 miliardi alle Borse europee nel loro complesso, 21 solo a Milano. Wall Street tratta in netto ribasso sul peso del crollo del greggio: alla chiusura degli indici europei, il Dow Jones perde l'1,5%, lo S&P500 lascia sul parterre l'1,3% e il Nasdaq lo 0,9%. L'indice Ism di New york si è attestato a dicembre a 70,8 punti da 62,4 punti in novembre. Il dato è migliore delle attese e il livello registrato per il mese è il più alto dall'ottobre del 2010.

La nuova pressione al ribasso sul petrolio ha fatto peggiorare sensibilmente, nel pomeriggio, gli scambi azionari: il greggio Wti, consegna a febbraio, è scivolato rapidamente ai nuovi minimi da inizio maggio 2009, passando momentaneamente sotto 50 dollari al barile (materie prime). Sorte simile per il petrolio del Mare del Nord, per la prima volta in cinque anni sotto l'asticella di 55 dollari al barile. Pesano gli eccessivi rifornimenti dei mercati, mentre la domanda è in calo; il greggio trascina giù anche il rublo russo, che scambia a quota 70 sull'euro. L'oro - bene rifugio per eccellenza - è invece in rialzo verso 1.200 dollari l'oncia.

L'agenda macroeconomica europea si è concentrata sui dati dell'inflazione tedesca: i prezzi rallentano a dicembre a +0,1% annuale contro il +0,6% di novembre e restano piatti sul mese precedente. Il dato è ai minimi dall'ottobre 2009 e sotto le attese degli analisti, che la indicavano a +0,2%. Ulteriori elementi che spingono a un intervento di Draghi, che ha recentemente speso parole importanti sul rischio di deflazione. Sempre in Germania, intanto, l'Istituto di Statistica Destatis ha mandato in archivio un anno record, il 2014, per l'occupazione: sono stati impiegati una media di 42.598 milioni di persone, 372.000 in più (+0,9%) rispetto all'anno precedente. Il numero dei disoccupati è diminuito di 77.000 persone (-3,5%) a 2,105 milioni per un tasso di disoccupazione al 4,7%. Cifre positive anche in Spagna, dove l'anno si è chiuso con circa 250mila disoccupati in meno anche se al livello "allarmante" di 4,45 milioni.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato in perdita (-0,24%) gli scambi della prima seduta del 2015, scontando nel finale la risalita dello yen con le incertezze sulla crisi politica in Grecia. L'indice Nikkei ha portato a tre le sedute negative di fila cedendo 42,06 punti, a 17.408,71. L'economia nipponica registra però la crescita della vendita di auto, nel 2014, dello 0,8% rispetto all'anno precedente. Le vendite delle mini hanno invece segnato un balzo del 7,6%. Solida crescita per l'attività manifatturiera: l'indice Pmi è risultato stabile a quota 52, lo stesso livello di novembre, segnalando una continua crescita delle condizioni operative del settore. Sopra quota 50 punti, l'indice segnala espanasione economica.

In controtendenza nel panorama asiatico Shanghai (+3,5%), che continua a correre, trainato dai titoli energetici. A questo punto - se si guarda all'ultimo semestre - il rally della Piazza della Cina continentale supera i sessanta punti percentuali e la proietta ai massimi da cinque anni.

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