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25 APRILE ELEZIONI EUROPEE .DARIO FRANCESCHINI : SILVIO BERLUSCONI FUORI DALLA TANA.

Roma 19.4.2009 (Corsera.it) di Matteo Corsini

Non ho mai dato molto credito a Dario Franceschini ma questa fiera battaglia  sul 25 Aprile mi fa cambiare in parte idea.In effetti l'affondo sembra pressochè superficiale,ma per Silvio Berlusconi nasconde una insidia che fino ad oggi nessun altro leader della sinistra gli aveva fatto soffrire,quella dello spartiacque definitivo con la destra italiana.Se Silvio Berlusconi calcherà le scene dei palchi per le manifestazioni  del 25 Aprile ,rischia che una fronda destrista interna al PDL si gonfi dal Monte Bianco all'Etna ,lasciandolo sbatacchiare da solo .La questione della fondazione della Patria italica è un profilo nevralgico,che rimette in buona luce anche quei comunisti tanto vilipesi dal Presidente nei suoi lunghi anni di battaglia politica.Dario Franceschini ha capito dal padre partigiano che si può essere accusati di essere stati comunisti,ma insieme si deve evidenziare che parte di questa gente ha fatto l'Italia,anzi nessuno mai potrà togliere lo scettro della liberazione dal nazifascismo a questi giovani eroi.Che poi abbiano ecceduto,le circostanze erano dalla loro parte.Per la prima volta da quando ha agguantato la palma del segretario del Partito Democratico,Dario Franceschini ha messo a segno un punto formidabile e forse anche da KO.Se Silvio Berlusconi non riuscirà ad interpretare esattamente l'umore della base del partito,potrebbe ritrovarsi massacrato un pò ovunque durante le elezioni europee ,anche a discapito di una crisi politica,in cui allora Gianfranco Fini gli scipperebbe la scena.

Dunque quel Dario Franceschini che sembra scemo e che Giulio Tremonti ha uccellato sul PIL in una memorabile puntata di Ballarò,esce allo scoperto e si gioca la carta della salvezza,immolandosi sulla croce a difesa della nascita dell'Italia repubblicana,quella sorgente unica e indiscutibile che neanche la Lega Nord di Umberto Bossi potrà mai sottrargli dal palmo della mano,ora e adesso che è stato l'unico politico italiano a tirarla fuori,alzandola in cielo,gettandola contro tutto e tutti i nemici ....

della Patria.Su questo terreno sdrucciolevole non possono correre i cavalli di razza di Alleanza Nazionale ,anzi il colpo ad effetto gli ha messi allo scoperto,echeggiando nell'agone politico come una randellata a tutti i nostalgici fascisti.Dario Franceschini ribatte il chiodo proprio su quella costruzione ideologica che per lungo tempo Berlusconi ha utilizzato come una clava per demolire il tentativo di trasformismo dei DS,gli ex comunisti.Adesso Dario Franceschini muove la lancia con orgoglio,e questa diventa quasi lo scettro del Re che qualcuno dovrà immaginare come sottrargli.Insomma il ferrarese diventa leader davvero di una grande platea di fondatori della patria,rimette in carne il dna di questo paese,succhia alla radice la linfa vitale che serve ad un partito per diventare grande,anzi immenso.Questa onda lunga,questa ritrovata fiducia della propria identità,dopo il 25 Aprile potrebbe sortire un sortilegio funesto per il Premier,che rischa di enfatizzare,riportare alla ribalta, insomma ritrovarsi addosso come merda le responsabilità storiche del fascismo nella distruzione del paese e i cui discendenti sono asserragliati nelle fila del Popolo delle Libertà a cominciare dalla scopa Alessandra Mussolini.

Il bivio della strategia ideologica è dunque arrivato,tra qualche giorno il fasto delle fanfare dei Bersaglieri e le doppiette dei partigiani scenderanno in piazza a milioni e milioni per ricordare una volta per sempre che questo paese nasce dalla liberazione del nazifascismo,dalla diffidenza all'autoritarismo e dalla irritazione per ogni personalismo.Da quel momento in poi Dario Franceschini avrà aperto una breccia nel cuore solitario di Silvio Berlusconi,lo avrà riacciuffato nel profondo del suo animo e della sua storia politica,lasciandolo solo difronte alla responsabilità di aver imbarcato tanta e larga parte di quella popolazione che ha creduto nella sottomissione dei propri avversari politici a nche fino a trucidarli.Dario Franceschini porterà dalla sua quell'emblema mistico e contagioso che rappresenta l'orgoglio di questo paese,la Resistenza,il suo carattere indomito e indipendente,quella cruda e fiera volontà di camminare avanti senza ostacoli e senza padroni.

Silvio Berlusconi si veste di nero o in maglione nero perchè nel suo immaginario di marketing televisivo immagina di colpire nell'inconscio collettivo,come un Duce redivivo,ma forse ha seppellito la sua identità,anzi qualcuno gliel'ha tolta con un preciso colpo di mano.

Sembra banale ma questa storia del 25 aprile ancora una volta potrebbe cambiare il corso della storia e affondare nel pantano delle paludi ferraresi quella che fino ad oggi sembra l'inarrestabile avanzata di un leader inventato alla storia.Il rigurgito di ogni pagina scritta con il sangue da quei partigiani riaffiorerà in ogni angolo d'Italia,divorerà lo spazio tra il passato e il presente e la sentiremo,ascolteremo quelle grida di vittoria,quell'incedere senza esitazione dei nostri nonni e dei nostri padri che non hanno mai esitato difronte all'autoritarismo,alle negligenze della democrazia e con forza hanno reso giustizia di ogni dittatura.Sentiremo quelle grida che inneggiano alla libertà di pensiero,di stampa e di fede religiosa.Sentiremo le urla di strazio di quella gente che ha perduto tutto e gli affetti più cari,ma non si è mai arresa.Sentiremo quel gorgoglio della storia che furente scende nelle anse dei suoi fiumi,battezzati dagli eventi della storia,tra le montagne per inondare di libertà e vittoria ogni angolo della terra italica. Sentiremo anche tra le montagne dell'Abruzzo quel canto, un ruggito di leoni che rende questo paese unito e unico nelle sue disavventure.Sentiremo l'orgoglio di una nazione legata per sempre ai suoi partigiani,sentiremo urlare violento come il sibilo del vento quel sangue perduto e sacrificato che segna ognuno di noi,che fa crescere i fiori,fa respirare il mondo,ci inebria di gioia di essere italiani.

Matteo Corsini

Corsera.it


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