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CORRUZIONE VILLA FULVIA MASSIMILIANO ZUCCHI ASSOLTO NON SUSSISTE IL FATTO

Roma 19 Aprile 2014 Corsera.it di Matteo Corsini Roma Massimiliano Zucchi e' stato assolto.Finisce un incubo per la famiglia i figli Alessandro e Bruno.7 anni che hanno visto una famiglia travolta da un indagine penale che aveva portato l'imprenditore capitolino in galera a Regina Coeli per 3 mesi e 3 mesi agli arresti domiciliari.Oggi possiamo dire un'infamia un atto di crudelta' senza precedenti che ha colpito negli affetti una famiglia sulle cui qualita' morali non c'e' proprio nulla da dire.E' una Buona Pasqua per la famiglia Zucchi gli amici piu' vicini si sono stretti a loro in un momento di felicita'.La giustizia prevale e questo alla fine e' un bene per loro,per noi e per la societa' italiana.Questa sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto e' uno schiaffo in pieno viso per tutti i detrattori che in questi anni voltarono le spalle al mitico Massimiliano Zucchi. A Massimiliano e ai figli un caloroso abbraccio anche da parte nostra che ci annoveriamo umilmente tra i tanti amici che non avevano mai perduto la speranza di vederlo assolto,ancora una volta protagonista della vita economica della citta'.Massimiliano Zucchi e' una persona perbene lo e' sempre stato.Questo oggi dicono le cronache dei giornali.Grazie MAX un abbraccio di cuore. «Assolti perché il fatto non sussiste»: questa la decisione dei giudici della quarta sezione penale del tribunale capitolino che hanno così deciso per l’assoluzione del proprietario della clinica privata «Villa Fulvia», Massimiliano Zucchi, per il funzionario dell’Asl Francesco Dell’Orso, e per Cosimo Dell’Aria e Giuseppe Massaro. Si chiude così, dopo un procedimento durato oltre sei anni, la vicenda che ruotava attorno ad un presunto caso di peculato e corruzione sull’accreditamento della clinica privata con il sistema sanitario nazionale. «C’è grande soddisfazione – hanno dichiarato i legali di Zucchi, i professori Fabrizio Lemme e Francesco Emanuele Salomone) nel vedere finalmente che giustizia è stata fatta dopo un calvario giudiziario durato sei anni. Questa sentenza stabilisce che villa Fulvia ha ricevuto dal servizio sanitario quanto le spettava, perché su questa vicenda si potevano dire tante cose, meno che la clinica si fosse appropriata di fondi che non erano di sua competenza». Si chiude così una vicenda complicata per la quale l’accusa aveva chiesto condanne fino a cinque anni e sei mesi di reclusione e risarcimenti (avanzati dalla Asl che si era costituita parte civile nel dibattimento) per oltre 30 milioni di euro. Pesanti le accuse che erano state avanzate dalla procura capitolina che ipotizzava nei confronti degli imputati i reati di peculato e corruzione. «Assolti perché il fatto non sussiste»: questa la decisione dei giudici della quarta sezione penale del tribunale capitolino che hanno così deciso per l’assoluzione del proprietario della clinica privata «Villa Fulvia», Massimiliano Zucchi, per il funzionario dell’Asl Francesco Dell’Orso, e per Cosimo Dell’Aria e Giuseppe Massaro. Si chiude così, dopo un procedimento durato oltre sei anni, la vicenda che ruotava attorno ad un presunto caso di peculato e corruzione sull’accreditamento della clinica privata con il sistema sanitario nazionale. «C’è grande soddisfazione – hanno dichiarato i legali di Zucchi, i professori Fabrizio Lemme e Francesco Emanuele Salomone) nel vedere finalmente che giustizia è stata fatta dopo un calvario giudiziario durato sei anni. Questa sentenza stabilisce che villa Fulvia ha ricevuto dal servizio sanitario quanto le spettava, perché su questa vicenda si potevano dire tante cose, meno che la clinica si fosse appropriata di fondi che non erano di sua competenza». Si chiude così una vicenda complicata per la quale l’accusa aveva chiesto condanne fino a cinque anni e sei mesi di reclusione e risarcimenti (avanzati dalla Asl che si era costituita parte civile nel dibattimento) per oltre 30 milioni di euro. Pesanti le accuse che erano state avanzate dalla procura capitolina che ipotizzava nei confronti degli imputati i reati di peculato e corruzione. Secondo la procura infatti gli imputati «nel corso della transazione, consegnando personalmente la somma di 250 milioni di lire (i fatti contestati risalgono infatti al 2002, ndr) illecitamente richiesta dallo Speziale per la sottoscrizione della transizione, si appropriavano delle somme di 48 miliardi di lire, oggetto della transizione e dei relativi mandati di pagamento, in realtà non dovute in tale misure a Villa Fulvia e delle quali lo Speziale, nella sua qualità di direttore generale e Dell’Orso, nella qualità di delegato alla sottoscrizione della transizione, avevano piena disponibilità». E ancora, i magistrati sostenevano che Francesco Dell’Orso «in qualità di funzionario dell’Asl Roma B, si faceva promettere e, quindi, consegnare, in distinte occasioni da Massimiliano Zucchi, in qualità di proprietario della «Giunone casa di cura Villa Fulvia» somme di denaro per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio, ed in particolare, in violazione del dovere di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione e della esclusività del servizio in favore della amministrazione di appartenenza, per mettere il proprio servizio a disposizione della struttura privata, predisponendo i ricorsi della struttura sanitaria dello Zucchi nei confronti della medesima Asl presso cui prestava il suo servizio, che faceva successivamente sottoscrivere a legale da lui stesso scelto». Si tratta di accuse pesantissime quelle formulate dalla Procura che contestava agli imputati anche «la predisposizione della convenzione della Asl Roma B con Villa Fulvia avente oggetto l’utilizzo di cinquanta posti letto della struttura sanitaria, in aggiunta ai 200 posti letto già accreditati, a spese del servizio sanitario regionale». Una vicenda assolutamente complessa che era esplosa nel 2007 con l’arresto di alcuni degli imputati e con la carcerazione preventiva che aveva lasciato in carcere Zucchi per sei mesi (a cui si aggiunsero, precisa il suo difensore, ulteriori sei mesi di obbligo di firma) e che aveva portato al sequestro di un somma che si aggirava, allora, attorno ai 48 miliardi di lire, frutto di una transazione che aveva riconosciuto alla clinica privata un rimborso per le prestazioni sanitarie rese alla stessa Asl Roma B. Stiamo parlando di quei i soldi che ora sono stati sbloccati. Vincenzo Imperitura

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