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GRENOBLE TRAGEDIA MICHEAL SCHUMACHER NELLE MANI DI DIO APERTA LA CALOTTA CRANICA EMATOMI ESTESI NEL CERVELLO

Grenoble 31 dicembre 2013 Corsera.it di Matteo Corsini Capodanno 2013 la tragedia di Mirabel per Micheal Schumacher il 7 volte campione del mondo l'uomo delle grandi vittorie in Formula 1° il pilota che ha schivato la morte per centinaia di gare automobilistiche e' caduto nella beffa del destino,una caduta improvvisa mentre sciava fuori pista.Una roccia ha interrotto la sua vita alle ore 11.07 di una mattina qualunque,un giorno speciale per sciare con i figli,riposare le mente,respirare l'aria della montagna,stare con Dio,come qualcuno sostiene.Quando si scia si raggiungono le vette innevate si tocca con la mano la vita,il cielo,la natura nei suoi misteri profondi. Micheal Schumacher era la',insieme ai suoi figli,laddove nessuno arriva,dove i luoghi sconosciuti dell'animo umano si riconciliano con le preghiere di Dio,il significato stesso della vita.E' un caso,il destino beffardo,il gioco della vita e della morte che trascina tutti nel suo vortice sconfinato,dove il significato non esiste,si manifesta. Micheal Schumacher con i figli nelle montagne,laddove Dio ti tende la mano,dove raccoglie i pensieri,le emozioni,l'amore per il creato assoluto.Micheal era accanto a Dio,vicino a lui,sentiva il respiro,i bisbiglio della fede,della riconciliazione con lo spazio e con la vita. Micheal Schumacher non era solo al momento dello schianto,era in quella luce celeste straordinaria che soltanto i grandi amanti della montagna conoscono,che soltanto i fedeli,i credenti possono capire,arrivare a strappare alla vita come un sogno,il segno delle cose mai viste della vita meravigliosa che qualcuno ci ha regalato.Dobbiamo pensare a questo se pensiamo a Schumacher,dobbiamo capire fin dove la vita arriva e finisce,fin dove la storia di un uomo e' gia' scritta,raccolta da mani pietose che fanno di ognuno di noi parte di un disegno piu' grande,e per questo fantastico. Micheal Schumacher era tra le mani di Dio in quell'aria fredda,piccante,profonda,che ci accarezza nei momenti piu' belli della vita. Micheal Schumacher eroe dei due mondi,campione di Formula 1°,signore delle piste da corsa.La sua vita diventa leggenda,qualcosa di ..... ancora piu' grande,forse era il suo destino,quello di scrivere la storia della Formula 1° e raggiungere la vetta del mondo,quella vera,indiscussa,quella tra le mani di Dio. Su quelle montagne c'era scritto qualcosa,su quelle montagne Micheal Schumacher cercava se stesso,il significato profondo dell'esistenza che a lui ha concesso tutto,proprio tutto,il successo,una moglie fedele e bellissima dei figli straordinari.Lassu' cercava qualcosa,desiderava arrivare,forse dove non era mai giunto vincendo le sue gare straordinarie. La sua vita e' appesa ad un filo,non sappiamo se gli sara' concesso vivere ancora,ma sappiamo che ha vissuto alla grande,e' stato un esempio per tutti,un pilota,un campione,un padre esemplare,un marito incredibile.Questo e' sufficiente per renderlo un ricordo bellissimo,adesso la sua vita e' nelle mani di Dio. Schumacher è rimasto sotto i ferri per un paio d’ore. Il professor Gay gli ha tolto la calotta cranica e ha raggiunto il punto individuato dalla risonanza magnetica. «E’ andato tutto bene. I successivi esami radiografici ci autorizzano a dire che la situazione adesso è migliore rispetto al momento del ricovero. Ed è stabile. Quella finestra ci ha permesso di prendere una decisione difficile». La prognosi rimane riservata: Schumacher è in pericolo di vita, nel suo cervello ci sono ancora tante emorragie ed ematomi non operabile, le conseguenze a lungo termine sulla mente e sul fisico sono un’incognita. Ma questa è la prima notizia positiva da domenica mattina, quando era stato ricoverato in coma dopo un incidente sugli sci. «Siamo riusciti a guadagnare del tempo», sorride finalmente Jean-François Payen, il primario di Rianimazione. Ma la situazione può evolvere di ora in ora, nel bene come nel male. Un miglioramento. Piccolo, ma sufficiente per tornare a sperare. Alle dieci di ieri sera, le condizioni di Michael Schumacher hanno avuto un’evoluzione positiva. «Siamo rimasti stupiti anche noi - spiega il chirurgo Emmanuel Gay -. Si è aperta una finestra per poter intervenire di nuovo, fondamentale perché la situazione era gravissima». L’équipe del Centro ospedaliero universitario di Grenoble che ha in cura l’ex campione ha avvisato la famiglia e proposto un’operazione per rimuovere un grosso ematoma dal centro del cervello. Schumacher è rimasto sotto i ferri per un paio d’ore. Il professor Gay gli ha tolto la calotta cranica e ha raggiunto il punto individuato dalla risonanza magnetica. «E’ andato tutto bene. I successivi esami radiografici ci autorizzano a dire che la situazione adesso è migliore rispetto al momento del ricovero. Ed è stabile. Quella finestra ci ha permesso di prendere una decisione difficile». La prognosi rimane riservata: Schumacher è in pericolo di vita, nel suo cervello ci sono ancora tante emorragie ed ematomi non operabile, le conseguenze a lungo termine sulla mente e sul fisico sono un’incognita. Ma questa è la prima notizia positiva da domenica mattina, quando era stato ricoverato in coma dopo un incidente sugli sci. «Siamo riusciti a guadagnare del tempo», sorride finalmente Jean-François Payen, il primario di Rianimazione. Ma la situazione può evolvere di ora in ora, nel bene come nel male. Al capezzale dell’ex pilota, oltre alla famiglia al completo, rimane il professor Gerard Saillant, chirurgo e soprattutto amico, che lancia un appello ai media: «Michael riceve le migliori cure possibile, come tutti gli altri pazienti del reparto. Non mettete pressione sui medici con interviste ad altri specialisti».

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