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CORSERA FINANZA ITALIA RISCHIO DEFAULT TUMORE MONTE DEI PASCHI DI SIENA LA GERMANIA CI SPINGE NEL BARATRO COME LA GRECIA

Roma 11 Luglio 2013 Corsera.it

Italia rischio default.Il debito pubblico sovrno continua a crescere a dismisura,malgrado gl interventi degi ultlimi due esecutivi.Le manovre hanno avuto come effetto quello di strangolare l'economia reale,distuggere posti di lavoro,mandare sul lastrico migliaia di imprese italiane.Il paese e' dstrutto eppure la ricetta indicata dall'Europa andrebbe nell'unica direzione possibile:quella del taglio della spesa pubblica,cosa che non si e' mai applicata.I cittadini italiani sonmo ostaggio dei parlamentari,delle due bande di lobbisti che lucrano sulle nostre spalle pagandosi pingui salari e lasciando che la nostra economia si disidrati sempre di piu'.E' una vera e propria guerra tra cittadini e politica,eppure molti di questi continuano a votare votare per una masnada di lestofanti e corrotti.L'Italia e' a rischio default,il nostro bilancio e' infetto,come e peggio di quello del Monte dei Paschi di Siena,la cui sagome oscura appare nella voragine del debito pubblico italiano.Se non si taglieranno i costi della pubblica amministrazione e per questo intendiamo anche con il licenziamento dei dipendenti pubblici,l'Italia finira' sul lastrico,andiamo incontro al default,esattamente come ha detto Beppe Grillo.

La situazione e' preoccupante e il nuovo esecutivo ....

continua a fare gli interessi della classe politica e non del paese.C'e' una sola regola che oggi si deve applicare senza mezze misure,lavorare senza dichiarare nulla al fisco,cimentarsi nella propria impresa evitando di continuare ad ingrassare la macchina dela pubblica amministrazione.Si deve lasciare che le contraddizioni della gestione politica esplodano proprio nel loro interno,fino a quando,questa classe dirigente non scomparira' e con loro i media,centinaia di giornalisti che facendo parte del circo,si adoperano a creare l'illusione della critica,che in realta' sottende al mantenimento dello status quo.Nessuno parla,tutti tacciono,ma a ottobre i nodi giungeranno al pettine e ne vedremo delle belle.Forse un capovolgimnto dello scenario economico e finanziario in Italia con una sorpresa,quella di mattoni,che torneranno a crescere,per paura che daun giorno all'altro,qualcuno si svegli decidendo che il debito pubblico italiano e' divenuto insostenibile  e dunque per ripagarlo si dovra' ricorrere all'hair cut almeno del 30%.

Soltanto quando in Italia,cominceranno a manifestarsi i fenomeni di protesta come in Grecia,allora qualcuno sara' costretto a tagliare la spesa pubblica.E' proprio quell'angolo dove l'astuta Germania intende spingerci,fino a provocare la rottura dell'equilibrio sociale.Ci sono poche alternative dunque per i prossimi mesi,perche' la vertiginosa crisi dovra' finire di avvitarsi,provocare l'inondazione delle piazze,l'esplosione della rabbia dei disoccupati,e poi allora,soltanto allora,si dovra' decidere che l'Impero della nostra Pubblica amministrazione e' un virus infetto e che l'unica cura e' licenziare i dipendenti pubblici,taglire le pensioni,i privilegi ai parlamentari,sforbiciare gli onorevoli delle regioni e delle amministrazioni locali.

Sembraun sogno ma non lo e',l'Italia e' prossima al default.

 

Chiusura di settimana in forte ribasso per Piazza Affari (Ftse Mib -1,57% a 15.430 punti) con lo spread tra btp e bund che, in corso di seduta, è tornato a toccare i 300 punti base. A pesare soprattutto la crisi politica in Portogallo ma anche per le prospettive economiche sull’Italia che restano deboli. E in serata Fitch ha tagliato il rating della Francia a AA+ da AAA, con outlook è stabile.

VENDITE PIEGANO TELECOM E UTILITY - Giornata sotto pressione per Telecom (-4,73%) dopo la decisione di Agcom di tagliare le tariffe 2013 sull’ultimo miglio. Ubs conferma peraltro il ‘sell’. Le vendite hanno anche piegato le utility come Enel (-4,71%), Terna (-2,25%), Snam (-2,02%) dopo il taglio del rating apportato da S&P’s, conseguenza del declassamento dell’Italia. Su Enel pesa poi il piano di ridefinizione del settore da parte del governo in Spagna. Flette anche Enel Green Power (-3,43%) con Fidentiis che la taglia ad ‘hold’.

CORRE STM, RESISTONO ENI E FIAT - In controtendenza Stm (+2,86%) mentre tengono Fiat (+0,43%) ed Eni (+0,38%). Il calo generale coinvolgi poi i bancari con Bpm che perde il 3,82%, Intesa Sanpaolo il 2,25%, Mediobanca l’1,38%. Fuori dal paniere principale Rcs lascia il 3,07% mentre il mercato si interroga su chi ha comprato i diritti per l’11% del capitale.Incertezza politica in Italia e crisi portoghese: quanto basta per deprimere buona parte dei listini europei. È lo spread BTp-Bund schizzato fino a 302 punti, dai 287 della vigilia (la cosiddetta quota Monti) a segnalare il preoccupante rialzo della febbre sul mercato. È salito a 335 punti lo spread tra Bonos spagnoli e Bund.

IL DOWNGRADE - Standard & Poor’s ha tagliato il rating di nove banche italiane. Si tratta di UniCredit e della sia controllata UniCredit Leasing, Intesa Sanpaolo e della sua controllata Banca Imi, Banca Fideuram, Mediobanca, Cariparma, Banca Nazionale del Lavoro e Istituto del Credito Sportivo. La decisione segue il declassamento del rating sovrano italiano da BBB+ a BBB. Secondo l’agenzia, gli stessi fattori che hanno condotto alla retrocessione dell’Italia pesano sul settore bancario. S&P ha anche messo sotto osservazione con implicazioni negative i rating di 23 istituti tra cui Mediobanca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Vicenza, Banco Popolare, Credito Emiliano, Veneto Banca, Unione di Banche Italiane, Popolare dell’Alto Adige, MedioCredito Centrale, Iccrea Holding e Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane.


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