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CORSERA MARO' INDIA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL'ITALIA APERTO CONFLITTO DIPLOMATICO

Roma 31 Marzo 2013 Corsera.it di Renato Corsini

Acta est fabula,la commedia e' finita.Gli atti di ostilita' del Governo e delle istituzioni dell'Unione Indiana nei confronti dello Stato Italiano e del Governo, ravvisano reati penalmente perseguibili dal nostro ordinamento giurisdizionale anche in relazione alla convenzione di Vienna e alle norme del diritto internazionale genralmente riconosciute.I reati ascrivibili sono: pirateria, truffa, sequestro,di persona,minacce,estorsione,violenza privata,occultamento delle prove,violazione della extraterritorialita',con conseguente attentanto alla sicurezza dello Stato italiano e alle disposizioni sull'inammissibilita' della pena di morte.

L’ Unione indiana ha formalmente aperto un conflitto diplomatico con l’Italia. Una dichiarazione di guerra con atti ostili culminati con la sospensione unilaterale dell’immunità diplomatica dell’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini. Un provvedimento senza precedenti in violazione della convenzione di Vienna sulle relazione diplomatiche. Imprevedibili gli effetti tra i due Stati. Le ostilità partono da lontano con l’intento di ledere la sovranità dell’Italia con atti illegittimi per il profilo internazionale penalmente rilevanti per il nostro ordinamento giurisdizionale. Appare necessario a questo punto l’intervento del Parlamento. Il governo riferisca sugli sviluppi della situazione in atto e per l’adozione dei provvedimenti da adottare nei confronti del governo di New Delhi. La linea da seguire opponendo fermezza alle pretese di uno Stato postosi fuori dalle regole generalmente riconosciute e codificate da accordi internazionali. Non si possono sottovalutare gli effetti della recrudescenza nei rapporti diplomatici. A rischio quelli dell’interscambio commerciale la presenza molto attiva in India delle aziende italiane di primo livello. Investimenti e lavoro ricchezza non trascurabile per il governo alle prese con problemi occupazionali e di distribuzione del reddito preoccupanti. Decelerazione dello sviluppo economico. A farne le spese  è l’India più che l’Italia. Un insensato nazionalismo alimenta le ostilità. La pressione dei media e dei partiti di opposizione ....

influisce negativamente sulla magistratura e ne mette in evidenza la carenza oggettiva di indipendenza dal potere politico. La questione della giurisdizione a decidere sul fatto ascritto ai due marò non è stato ancora risolta. E’ la prova che l’ordinamento giurisdizionale indiano non è indipendente.

L’Unione Europea in questa vicenda sembra che si stia muovendo in ritardo per colpa dell’inanità del ministro degli esteri la scialba Catherine Ashton. Le pruderie degli inglesi nei confronti dell’ex impero. La dimostrazione che la UE è disarticolata prevalendo la frammentazione dei rapporti bilaterali nel settore della politica estera. La ricerca di una soluzione amichevole è rigettata dal governo indiano. Ma se deve essere guerra e guerra sia. L’Italia non può sottrarsi nella difesa della sua sovranità. Alle ostilità occorre rispondere con fermezza ribattendo colpo su colpo. E’ indubbio che i rapporti bilaterali devono essere rivisti. Il governo italiano se il governo indiano dovesse insistere nelle provocazione non ha altra via d’uscita che rompere i rapporti diplomatici e adottare provvedimenti di ritorsione. La questione non è più circoscritta all’accertamento della giurisdizione competente a giudicare i fatti accaduti in acque internazionali relativi alla morte violenta di due pescatori. Ha travalicato quel confine.

I fatti finora accaduti rilevano il profilo penale per il nostro ordinamento giuridico. Sequestro di persona commesso dalla polizia giudiziaria dello Stato del Kerala raggirando con artifizi la buona fede del comandante del mercantile battente bandiera italiana per farlo uscire dalle acque internazionali. Sostanzialmente  il reato è la truffa. Sequestro di persona commesso con l’uso della forza e minacce nei confronti dei due fucilieri in missione all’estero con sottrazione delle armi in dotazione. Reato di pirateria che si è formalizzato con l’arresto e la detenzione da parte del Tribunale del Kerala. Il reato si è realizzato nel momento in cui la polizia ha tradotto con la forza i marò dal mercantile  disarmandoli di fatto. Il Tribunale del Kerala ha conseguentemente avviato un  procedimento penale senza averne la giurisdizione costringendo i marò alla detenzione sottraendoli i passaporti. Si è così palesato un procedimento in violazione dei diritti degli imputati della certezza del giudicato. Abuso di autorità e nullità di tutti gli atti conseguenti. Sussistono glie elementi di fatto e di diritto per chiedere i danni anche in relazione alla pretesa di una cauzione di 800.000 euro per l’ottenimento della libertà provvisoria del primo viaggio di rientro in Patria.

Il culmine degli atti ostili con rilevanza penale riguarda la perdita o sospensione dell’immunità diplomatica dell’ambasciatore d’Italia. Violenza ad un rappresentante di uno Stato estero aggravata dalla manifesta volontà di ledere la convenzione di Vienna allo scopo di impedirne l’attività. C’è materia per un intervento della procura della Repubblica di Roma.

Renato Corsini.


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