IL CORRIERE DELLA SERA PUZZA DI STANTIO E AVARIATO MATTEO CORSINI CORSERA COUNT DOWN VERSIONE A PAGAMENTO

Roma 23 Febbraio 2013 Corsera.it di Matteo Corsini

CORSERA COUNT DOWN PER LA VERSIONE A PAGAMENTO,UN GRAZIE A 3 MILIONI DI LETTORI.

IL CORRIERE DELLA SERA IN CRISI TAGLIA 800 POSTI DI LAVORO.

Corsera Corriere della Sera.Chi vincera' la sfida? Corsera.it la prossima settimana lancia la versione a pagamento.Pronti a salire sulla Luna.Il Corriere della Sera rimasto un melting pot di news,come un giornalino di quartiere.Ormai la sfida delle news on line si vince sui megacontenuti specialistici.

Non soltanto la crisi e la miopia del management,i giornalisti del gruppo RCS Corriere della Sera,hanno anche dovuto subire l'onta di vedersi dirigere il confronto Brersani Berlusconi,dall'estraneo Giovanni Floris,il campione dei ruffiani.Uno che si schiera a sinistra,ben sapendo di piacere anche a destra.

Rcs Corriere della Sera.Come editore pubblico la lettera dei giornalisti del Corriere della Sera indirizzata ai propri lettori.Siamo solidali con le 800 persone che sono obbligate a lasciare il posto di lavoro.siamo dispiaciuti.Ma crediamo che la miopia del management abbia comportato la distruzione del vero valore aggiunto del Corriere della Sera,il suo prestigio,che purtroppo andava difeso su internet,prima ancora che arroccati nella sede di Via Solferino.L'idea che mi sono fatto e' che i giornali del secolo scorso sono ormai morti,finiti in biblioteca come ricordi.Soltanto chi ha saputo rifarsi il look e' ancora vivo.L'errore fondamentale e' stato quello di aver sfruttato per il mondo del web,lo stesso marchio utilizzato nella versione cartacea.Ce ne era un altro,quello aodesso lo abbiamo noi e il Corriere della Sera lo ha perduto.IL Corriere della Sera non ha ancora messo in opera la registrazione a pagamento e noi lanceremo la formula fin dalla prossima settimana.

Nel corso delle rivoluzioni industriali abbiamo avuto migliaia di esempi di aziende finite,singer,kodak.ecc.ecc.Nel corso di una rivoluzione industriale come quella di internet per la carta stampata,l'errore fondamentale e' stato quello di non capire che si doveva affrontare il futuro con l'idea del futuro e non con l'impressione che il passato avrebbe continuato a primeggiare.Il Corriere della Sera e' l'immagine stessa del passato e quel credito con la storia oggi puzza di stantio e avariato.Nelle lettera al pubblico, si evince che  i giornalisti non hanno ben chiaro cosa si debba fare per vincere la sfida del futuro multimediale del Corriere della Sera.E' propRio la sede di Via Solferino che deve essere abbandonata.Rimarra' un ricordo,come quello delle pagine zuppe di inchiostro del Corriere della Sera,il giornale dei secoli passati,che qualche vecchio signore leggeva seduto sulla panchina del parco.

Direttamente col pubblico. Care lettrici e cari lettori, Il Comitato di redazione del Corriere della Sera comincia da oggi, nel suo spazio sindacale, una campagna per ottenere il cambiamento radicale del piano presentato dall'amministratore delegato di RcsMediaGroup lo scorso 11 febbraio, che prefigura il taglio di 800 posti di lavoro, 640 dei quali in Italia, tra personale giornalistico e non. L'annuncio del piano aziendale ha già creato un grave danno di immagine al Corriere, un giornale che da molti anni ha i conti in attivo, resta il primo punto di riferimento nel panorama dell'informazione in Italia e gode di grande credito in Europa.

In vista del consiglio di amministrazione di RcsMediaGroup, previsto per i primi giorni di marzo, il Cdr sollecita azionisti, amministratori e management a riaprire il confronto. E ribadisce con forza che è inaccettabile un piano centrato sul taglio del costo del lavoro. Stupisce che si voglia colpire al cuore il Corriere, punta di eccellenza dell'intero gruppo.

L'architettura finanziaria del piano si basa sull'aumento del margine di redditività del gruppo, dall'attuale 4% sul fatturato fino al 10%, da raggiungere nel 2015. Per cogliere questo obiettivo, sostiene l'azienda, è necessario tagliare 100 milioni di euro, di cui 80 direttamente sul costo del lavoro. Questa impostazione non è affatto obbligata. Tutti gli altri numeri del piano, a cominciare dal fatturato, si mantengono costanti nel triennio. Il margine cresce per ricompensare gli azionisti, chiamati a sottoscrivere l'aumento di capitale e per rassicurare le banche con cui andranno rinegoziate le principali linee di credito (l'indebitamento totale del gruppo è pari a 870 milioni).

Facciamo i conti.
1) Il Cdr propone di capovolgere questa impostazione. Negli ultimi cinque anni di esercizio (2007-2011) gli azionisti hanno incassato dividendi per 107 milioni. Ebbene ora gli azionisti, a cominciare da quelli raccolti nel patto di sindacato, sono chiamati a fare la loro parte: aumento di capitale adeguato alla necessità di sostenere il rilancio del giornale, senza contropartite immediate.

2) Le risorse finanziare dovranno essere indirizzate verso investimenti nelle aree della carta e del digitale, con l'obiettivo di aumentare i ricavi del gruppo nel triennio . Se 180 milioni di investimenti non bastano, se ne dovranno stanziare di più. Se ci sono azionisti che non sono in grado di reggere lo sforzo per difficoltà legate alle loro aziende, dovrebbero lasciare spazio a nuove forze. Il Corriere del futuro non può essere gestito con una logica di conservazione e di rendita. Il prestigio che comporta essere azionisti del Corriere va bilanciato da un impegno alla stessa altezza.

3) Il Cdr invita il management a cogliere le nuove opportunità che offre la trasformazione del mondo dei media: web, i-Pad, smartphone, video e altro. Il tempo non è più una variabile indifferente. È necessario elaborare in fretta progetti concreti, in stretto contatto con la direzione editoriale del Corriere, ma anche con quelle professionalità che all'interno del giornale sono in grado di valutare le sfide (e le insidie) offerte dalla trasformazione digitale. Questo è il settore che per il futuro dovrà garantire incrementi di fatturato e redditività, ma il piano aziendale non indica con chiarezza come la storia e l'autorevolezza del Corriere dovranno essere declinate sulle nuove piattaforme, né viene sciolto il nodo dell'offerta Internet a pagamento. Dobbiamo confrontarci con concorrenti che hanno avviato più celermente di noi il processo di innovazione e con un mercato globale che ci espone, in contemporanea, alla concorrenza dei grandi aggregatori di notizie e dei piccoli produttori di contenuti digitali ad alto tasso di specializzazione.

4) il Corriere deve restare in via Solferino 28, un bene unico e irripetibile del patrimonio culturale italiano.

Bersani-Berlusconi a Corriere Tv. "Non c'era bisogno di Giovanni Floris per la conduzione. Nella redazione esiste più di un collega in grado di ricoprire quel ruolo".

Lettera al direttore.
Caro Direttore, con sorpresa abbiamo visto oggi che, per il confronto Bersani-Berlusconi, Corriere tv si è avvalso della conduzione del giornalista Rai Giovanni Floris. Siamo convinti che nella redazione del Corriere esista più di un collega in grado di ricoprire quel ruolo. Siamo altresì convinti che, mentre l'azienda colpisce l'identità del Corriere, vada fatto ogni sforzo per valorizzare le professionalità interne.

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