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CORSERA STOP AD AIR FRANCE MATTEO CORSINI MIR ALITALIA IL FIORE ALL'OCCHIELLO DEL MADE IN ITALY

ROMA 6 GENNAIO 2013 CORSERA.IT

ALITALIA STOP ALL'ACQUISTO DA PARTE DI AIR FRANCE.SECONDO ALCUNE INDISCREZIONI APPARSE SUL QUOTIDIANO IL MESSAGGERO,AIR FRANCE E' PRONTA AD ACQUISTARE ALITALIA,IL GIORNO SUCCESSIVO ALLA SCADENZA DL LOCK UP,CHE TIENE VINCOLATE LE AZIONI NELLE MANI DEI NUOVI SOCI DI ALITALIA,QUASI TUTTI IMPRENDITORI ITALIANI.

L'AFFAIRE ALITALIA,DICHIARA CORSINI,E' STATO UN'AFFARE PER I SOLITI NOTI E SUGLI ITALIANI GRAVA ANCORA IL PESO DELLA BAD COMPANY,CHE HA INGHIOTTITO IL PASSIVO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA.

NEL 2004 ,QUANDO CONGIUNTAMENTE AL FONDO ISTITHMAR DELLO SCEICCO DI DUBAI AL MAKTOUM,CI AVVICINAMMO AI VERTICI DI ALITALIA E PARLAMMO CON I SINDACATI,L'AVVERSIONE PER LA NOSTRA CORDATA FU EVIDENTE,EPPURE DI SOLDI CE NE SAREBBERO STATI TANTI PER RIMETTERE IN PIEDI ALITALIA.

ADESSO I SOLITI NOTI,VORREBBERO PORTARE A CASA IL MALLOPPO,LASCIANDO AI FRANCESI IL CONTROLLO DELLA COMPAGNIA AIR FRANCE.

ALITALIA VA DIFESA A SPADA TRATTA,CONTRO OGNI SPECULAZIONE.E' IL FIORE ALL'OCCHIELLO DEL MADE IN ITALY.

L’imprenditore, a capo della cordata italo-araba, traccia il Piano alternativo
Alitalia: Corsini, può diventare boutique volante del made in Italy
L'immobiliarista Matteo Corsini interviene nuovamente nella vicenda Alitalia per sottolineare che il proprio gruppo ''ha preparato un piano industriale alternativo a quello della compagnia stessa'' con l'idea di fare di Alitalia una ''boutique volante del Made in Italy''. L'imprenditore, che si era già fatto una certa pubblicità lo scorso anno con 'avance' infruttuose per Cirio e Lazio, torna ora sulla vicenda Alitalia con una nota. Un intervento in cui Corsini si lascia anche andare a un'incitazione del tifo calcistico, mutuata ormai con successo anche dalla politica: ''Forza Alitalia'', è infatti la frase di chiusura del comunicato. Il riferimento alla ''boutique volante'' prevede in particolare che ''alcune delle tratte commerciali siano compartecipate da cordate indipendenti di industriali''. L'imprenditore fa così esempi: ''Esistono alberghi di Bulgari e faremo aerei di Bulgari, esistono alberghi di Armani e lanceremo aerei e tratte Armani, ci saranno persino aerei rossi Ferrari e Giovanni Rana che preparera' personalmente tortellini nei cieli tra New York e Modena''. ''Crediamo - spiega - che il nostro progetto riuscirà a coinvolgere l'imprenditoria italiana e l'Italia intera, come fosse la nostra nazionale di calcio. Un progetto industriale dal forte appeal che magnetizzerà l'interesse del mercato e dei viaggiatori, un fascino irresistibile al quale sarà difficile sottrarsi, una strategia di marketing che vincerà la competizione dei cieli''. ''Per realizzare questo rilancio e questo sogno servono centinaia di milioni di euro e partners disponibili ad investire - prosegue la nota di Corsini - che siano trascinati in questa avventura con la massima solerzia e gentilezza. Scontri, polemiche, agguati della classe politica e dei managers contro i sindacati saranno utili soltanto a far precipitare questa grande azienda nella bancarotta''.
notizia pubblicata su http://www.travelnostop.com Mercoledì 27/09/2006 alle ore 11.13 nella categoria Territorio

 

 

Il violento nubifragio che si è abbattutto sulla capitale ieri ha investito anche il piano Cimoli per l'Alitalia. La richiesta di un «prestito ponte emesso o garantito dallo Stato» ha incassato una secca bocciatura dalla Borsa e la presa di distanza di alcuni esponenti del Governo, dal vicepremier Gianfranco Fini al ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione. La Ue ha acceso i riflettori, mentre spunta l'interesse di investitori privati per l'aviolinea: il fondo texano Tpg e l'immobiliarista romano Matteo Corsini.
Azioni e bond in picchiata. Le azioni Alitalia hanno perso il 7% a 0,2210 euro, con scambi per oltre l'1,5% del capitale sociale. Il valore di Borsa della compagnia è sceso a 900 milioni circa. I bond convertibili 2002-2007 sono arretrati dell'1,85%, da 68,14 al prezzo di riferimento di 66,879: quotano cioè il 33% circa in meno del nominale.
Incertezze sul prestito. «Ci deve essere un piano di risanamento e rilancio vero, cosa che non è stata fatta fino ad ora», ha detto Corrado Passera, l'amministratore delegato di Banca Intesa che nei giorni scorsi si era dichiarato disponibile a mettere soldi se il piano industriale è «credibile». «L'ipotesi del prestito ponte da sola non è risolutiva. Ma nulla è da escludere», ha osservato Fini. «L'importante è che tutto vada all'interno di un contesto di risanamento e di rilancio industriale, nella cornice dell'accordo fatto con i sindacati».
«Cimoli è un manager di grandi qualità e sa bene che lo Stato non può ricapitalizzare Alitalia. Quindi i denari per una eventuale ricapitalizzazione vanno ricercati sul mercato», ha rilevato Buttiglione. La strada insomma è in salita per il prestito, che potrebbe aggirarsi sul miliardo di euro e dovrebbe essere garantito dallo Stato. C'è poco tempo per organizzarlo e la Ue ha chiarito che sarebbe un aiuto di Stato. Alcuni consiglieri dell'Alitalia, che il 20 maggio dovranno approvare il progetto di bilancio 2003, hanno fatto presente al presidente e a.d., Giancarlo Cimoli, che per firmare il bilancio in serenità, riconoscendo la «continuità aziendale», il prestito dovrebbe essere pronto prima del 20 maggio o, ipotesi estrema, prima dell'assemblea del 23 giugno.
Occhi texani, immobiliaristi romani. Da ambienti politici della Casa delle libertà trapela che il fondo Tpg (Texas Pacific Group) avrebbe puntato gli occhi su Alitalia. Azionista anche della Ducati Motor Holding di Bologna con il 33,5% e già nella Piaggio & C. di Pontedera con l'8,5%, Tpg è specializzato nella caccia ad aziende in difficoltà. Il suo vangelo è ristrutturare, rilanciare, rivendere. Con un corollario: lucrare laute plusvalenze.
Appartiene alla categoria dei «fondi avvoltoio��, dotati di grande appetito, molta liquidità in pancia, sempre a caccia di prede. Ma Tpg punta anche ad aziende in salute: pochi mesi fa si è proposto alla famiglia Benetton per acquistare il controllo di Autogrill. Tra le operazioni non riuscite ci sono il progetto di acquisto di Seat Pagine gialle l'anno scorso, del gruppo Gate Gourmet dalla Swissair in liquidazione nel 2002, della Elsag Bailey Process Automation dalla Finmeccanica nel 1998. Nel palmares di Tpg anche l'investimento nella Continental: dall'aviolinea texana provengono i tre superconsulenti ingaggiati dall'Alitalia nel 2003 come dirigenti, guidati da Greg Brennemann.
Secondo il sindacato Sult c'è una proposta avanzata al Governo da «un istituto finanziario estero», interessato «all'acquisizione del gruppo Alitalia o di una sua partecipazione». In seguito a queste voci è uscito allo scoperto l'immobiliarista romano che opera a Londra, Matteo Corsini. Sostiene di essere «il promotore di una cordata italo-araba» e di aver manifestato interesse al governo per diventare «partner del Tesoro» nell'Alitalia. Un anno fa Corsini disse che voleva comprare Cirio e Lazio. Ma il tentativo, di cui non furono mai esplicitati i dettagli, abortì. «L'intenzione è creare una newco italiana e garantire che Alitalia resti italiana. Ho contattato palazzo Chigi, Tremonti e i sindacati, oltre all'Alitalia. Abbiamo dei partner con un budget illimitato», ha detto all'Ansa.
All'erta i sindacati, che ravvisano nel piano-spezzatino proposto da Giancarlo Cimoli «la volontà di smembrare l'Alitalia e di liquidare la compagnia di bandiera scaricando dall'azienda 10mila lavoratori di terra», ha osservato Antonio Amoroso, della segreteria nazionale della Cub Trasporti.

Dal Sole 24-ORE

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