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UE .ALMUNIA LA CRISI ECONOMICA E IL NUOVO FEUDALESIMO FINANZIARIO.

New York 4.3.2009(Corsera.it)di Matteo Corsini in collaborazione redazione di Pavia .

 

La crisi economica sta vivendo il suo acuto più vasto e terrificante. Le borse mondiali continuano a scendere,come le code impazzite perdute nella fuga impazzita dalle  lucertole della finanza. Il capitalismo avanzato,quello che stiamo imparando a conoscere,non fa sconti a nessuno,anzi aumenta la divergenza tra classe ricca e quella povera. Il nuovo capitalismo è come un nuovo feudalesimo in cui il signore del Castello fortificato e munito di armi riesce a imporre la sua legge prima ancora che quella del sovrano,che in questo caso dovrebbero essere le autorità monetarie e i Governi.

 Eppure come dimostra l’attività furente di alcuni hedge funds, molte aziende sane sono colpite più e meglio di quelle finite sull’orlo del fallimento,perché la strategia è quella di acquistarle a basso costo e arricchirsi sulle disgrazie altrui,sulle paure ,il terrore mediatico ormai in campo da mesi a livello globale. All’interno di questa coltre medievale le autorità   intervengono alla cieca come dimostra il caso di AIG,alle volte senza ben sapere quale sia la drammaticità dei bilanci delle aziende che si sono prefissati di assistere. Qualcuno prima di loro le ha colpite facendo ma bassa dei loro patrimoni e poi sono svaniti nel nulla,come nella mastodontica truffa perpetuata da Bernard Madoff anche ai danni dei suoi stessi correligiosi ebrei.

 

Ricette economiche dunque per arginare la crisi non esistono,se non quelle prodotte dall’amministrazione Obama che è costretta ad iniettare quotidianamente soldi nei principali istituti al collasso,come AIG o Citigroup e Bank of America. IL succo equidistante tra le varie autorità è dunque quello di produrre moneta e iniettarla nel sistema per combattere la deflazione che condurrebbe alla bancarotta milioni di famiglie. Alla  base le priorità nazionali come quelle a cui

deve attenersi la Federal riserve Americana quella per intenderci di Humphrey e Hawkins del 1978  ha due obiettivi principali promuovere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

Ma se vediamo oltre il vicolo cieco della crisi finanziaria attuale ci accorgeremo che quando appariranno i primi timidi raggi di luce le nostre monete non avranno il ben che minimo valore rispetto a quello di oggi, perché immettere moneta sul mercato significa anche svalutarne il potere di acquisto.

Le autorità monetarie dunque stanno giocando la loro unica e ultima partita per fronteggiare questo dramma collettivo,un virus endemico protagonista di queste battute iniziali del nuovo millennio.

Ma il principale sforzo comune che le autorità devono mettere in campo e perseguire è un maggiore e drastico controllo su queste signorie finanziarie che barbaramente e senza alcuna pietà incidono e colpiscono nel ventre mollo delle società quotate riducendole a brandelli. Ricordiamo infatti che uno degli aspetti terrificanti di ogni speculazione borsistica è l’incenerimento della fiducia degli investitori per quelle aziende che hanno visto crollargli tra le mani.Motivo sostanziale che potrebbe congelare la loro ripresa o forse impedirla per sempre.

 

Gli errori di Almunia.

Ecco perché quando il commissario Joaquin Almunia parla in veste ufficiale del pericolo crack dei paesi dell’Est europeo,senza che la UE abbia intrapreso significativi provvedimenti per sostenere l’attività degli istituti di credito operativi in quelle aree,determina la drammatica perdita della capitalizzazione di borsa di quegli stessi istituti,costringendo migliaia di risparmiatori alla fuga.

Atti di inaudita irresponsabilità che hanno costretto lo stesso Almunia a smentirsi poche ore dopo aver compreso il terremoto provocato.

Da questi fatti si comprende benissimo come i Governi siano in ambascia e poco coordinati tra di loro per intraprendere la strada utile di contrastare gli effetti speculativi del sistema mediatico che rilancia come una palla di una giostra infernale ogni virgola e ogni punto dei discorsi dei principali protagonisti,riducendo in poltiglia ogni bersaglio che si trova nel loro raggio di azione.

Forse la crisi fa vendere i giornali,la drammaticità del momento evoca il quotidiano insopportabile dei periodi post bellici,come qualcuno all’interno di questa amalgama trovi forse giovamento alle sue frustrazioni,compiacendosi di vedere altri soffrire.

 

In conclusione le nuove signorie finanziarie di questo nuovo capitalismo si nutrono come parassiti delle imprecisioni dei nostri governanti,mordono alle giugulari come vampiri i titoli in borsa ad ogni soffio di vento,ad ogni notizia negativa,proprio perché non esiste un’idea comune e coordinata della gestione della crisi. Un pericolo immanente maggiore  degli asset tossici .

 


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