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ROMA STEFANO RICUCCI FINITO SUL LASTRICO SOTTO SFRATTO LA STORIA DEL FINANZIERE CHE AMAVA ANNA FALCHI

Roma 29 Novembre 2014 Corsera.it Stefano Ricucci l'odontoiatra di Vallombrone pare sia finito sul lastrico da mesi non paga la pigione per il suo appartamento di 200 mq in Via di Porta Pinciana con vista sul Villa Borghese.Stefano Ricucci il finanziere d'assalto amico di Emilio Gnutti autore di scalate mirabolanti tra le aziende dei salotti buoni del ghota dell'imprenditoria italiana come RCS Corriere della Sera e' ridotto in miseria colpito da un'intimazione di sfratto.L'uomo dal cuore d'oro che amava la bellissima Anna Falchi che per lei diede la piu' grande festa mai vista nel cuore di Porto Ercole a bordo del suo panfilo di 50 metri fuochi d'artificio che illuminarono una calda notte di stelle,oggi e' povero in canna.Da casa sua ogni giorno fa la spola con Palazzo del Drago nel tentativo di ottenere indulgenza dall'avvocato che intende sfrattarlo dalla lussuosa dimora del quartiere Ludovisi.Il portiere racconta al cronista "Stefano non sa piu' cosa fare ,alle volte mossi da carita' gli prepariamo noi qualcosa.Ha l'aria distrutta la barbara incolta e parla da solo.Gesticola e dice qualcosa di incomprensible "mannaggia a Cesare mannaggia a Cesare m'ha fregato m'ha fregato" . Figlio di un autista di autobus e di una casalinga, nasce a Roma. Compie i suoi studi all’Istituto odontotecnico George Eastman di Roma e, al termine dei quali, si mette in proprio con uno studio a San Cesareo. La carriera di immobiliarista comincia, secondo quanto ha raccontato lui stesso, all’inizio degli anni Ottanta, in occasione del varo del piano regolatore di San Cesareo, una piccola zona che era appena diventata comune autonomo: su un terreno della madre e grazie a un prestito del padre costruisce un modesto centro commerciale, lo vende e guadagna 186 milioni, ottenendo così il capitale iniziale da cui è partito per costruire il suo impero immobiliare, sempre basato sul meccanismo dell'acquisto e rivendita di terreni e immobili.[1] Vende sulla carta, deposita in banca, chiede fidi bancari, compra di nuovo e così via. E, fido dopo fido, si lega alle banche che lo finanziano, alle quali inizia a vendere sportelli bancari. Grazie a questo meccanismo fa crescere il suo gruppo che controlla con la lussemburghese Magiste. Le banche a cui si lega sono soprattutto due: la Banca Agricola Mantovana dal 1995 e poi la Banca Nazionale dell’Agricoltura a partire dal 1998. Nel biennio 1998-1999 realizza una fortunatissima performance borsistica puntando gran parte delle sue fortune sui titoli di Olivetti e della controllata Tecnost. Nel 2001 la Magiste International arriva a possedere immobili per 500 milioni di euro che rivende in gran parte a Generali Immobiliare e ad una immobiliare controllata da Emilio Gnutti, conosciuto in quell’occasione. Grazie all'intesa con il finanziere bresciano, nel 2001 entra nel capitale di Hopa e nel consiglio di amministrazione. Sempre grazie a Gnutti conosce diversi imprenditori e banchieri, tra cui Gianpiero Fiorani, coetaneo con il quale si instaura sin da principio una grande intesa. Sposatosi per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con Linda Maria Imperatori, cugina di Gianfranco Imperatori, ex vicepresidente del Banco di Sicilia nonché ex presidente di Mediocredito, nel 2005 convola a nozze con l'attrice Anna Falchi, dalla quale si è separato consensualmente nel 2007; ha un figlio, Edoardo, nato nel 1993. Tentativo di scalata a RCS[modifica | modifica wikitesto] A fine 2003 supera il 2% del capitale di RCS, società editrice del Corriere della Sera, dandone regolare comunicazione alla Consob. Nel maggio 2005 arriva a controllarne il 13.5%: questo inconsueto tentativo di scalata preoccupò i membri del patto di sindacato che controllava RCS, desta scalpore nell'opinione pubblica e monopolizza l'attenzione dei media per tutta l'estate di quell'anno. Ad agosto il gip Clementina Forleo sequestra tutte le azioni Antonveneta acquistate da Fiorani, Ricucci e dagli altri. L’intervento dei magistrati fa scendere il valore delle azioni e diminiusce la garanzia che Ricucci aveva offerto alle banche. Il 19 gennaio 2007 è stato decretato dal Tribunale di Roma il fallimento per la Magiste International.[2]È pendente presso la Suprema Corte di Cassazione ricorso per la revoca del fallimento. Il 28 dicembre 2007 ed il 2008 Magiste International sa e Magiste Real Estate spa hanno versato circa 106 milioni di euro all'erario italiano al fine di sanare le posizioni fiscali riguardanti gli anni compresi tra il 2001 e il 2005.[3] Il 31 ottobre 2011 il tribunale di Milano ha confermato a Ricucci la condanna in primo grado a 3 anni e sei mesi più 900.000 euro di multa per la scalata BNL-Unipol.[4] In riferimento alla scalata BNL a dicembre 2013, la Cassazione ha assolto Ricucci in quanto il fatto non sussiste.

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