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CORSERA ECONOMIA VITTORIO GRILLI IMU NESSUN RINVIO STANGATA NECESSARIA

ROMA 29 OTTOBRE 2012 CORSERA.IT

CRISI EURO VITTORIO GRILLI MOMENTO DIFFICILISSIMO LA STANAGATA IMU NON SI PUO' PROCRASTINARE,RIMANE DATA 17 DICEMBRE 2012.IL GOVERNO DI MARIO MONTI NON ARRETRA DI UN PASSO SULLA PROPOSTA DI RINVIARE DI QUALCHE MESE L'ULTIMA SCADENZA IMU.LA RIDUZIONE DELLE TASSE E' GIA COMINCIATA,COSI' COME IL CUNEO FISCALE RIMANE UNA PRIORITA' DEL GOVERNO DI MARIO MONTI.

 «Le scadenze sono quelle previste e restano quelle» ha risposto oggi il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, a chi gli chiedeva se sia possibile una posticipazione della scadenza dell'Imu, fissata ora al 17 dicembre, dopo l'allarme lanciato ieri dai Caf. «Spero - ha detto il ministro - che i ministri che non hanno deliberato lo facciano presto, ma non è possibile spostare la scadenza, altrimenti si mettono a rischio gli obiettivi di deficit».

«La riduzione delle tasse è già cominciata». «La riduzione delle tasse e del cuneo fiscale è un obiettivo e con la legge di stabilità è iniziato questo percorso» ha detto Grilli.

«La nostra politica economica è l'unica possibile». «Riteniamo la nostra politica economica giusta e l'unica possibile da fare per il nostro Paese, considerate le fragilità e le incertezze dell'economia e dei mercati» ha detto Grilli commentando le parole di Silvio Berlusconi che criticava la politica economica del governo.

«Momento difficilissimo, serve unità». «E' un momento difficilissimo - ha detto Grilli - sia per la situazione economico-finanziaria, sia per i rapporti istituzionali e di governo che vivono un'importante fase di transizione. E' necessario recuperare quel senso di unità che ultimamente si è perso. Si è pensato che i territori potessero andare avanti da soli e i cittadini potessero andare avanti senza il loro Stato», ha detto Grilli parlando all'Aquila dove invece si assiste ad una «doppia ricostruzione, quella della città e quella di un rapporto serio, civile, di collaborazione tra cittadini, Stato e territorio senza la quale un Paese difficile come l'Italia non può andare avanti».

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