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CORSERA OLGIATA SPORTING CLUB GIANNI ALEMANNO LUIGI BARELLI CONNECTION LA STORIA DELLA TRUFFA AI DANNI DI DI BIAGIO NEGRO E FISICHELLA

ROMA 28 OTTOBRE 2012 CORSERA.IT

GLI AFFARI DELLA LOBBY ROMANA DEL SINDACO DI ROMA GIANNI ALEMANNO E DI LUIGI BARELLI.IL CASO OLGIATA SPORTING CLUB.

LO SCANDALO I PUNTI VERDI DI QUALITA' DI ROMA FINITO CON QUATTRO ARRESTI TRA I FUNZIONARI DEL COMUNE E IMPRENDITORI VICINI ALLA DESTRA ROMANA.

OLGIATA SPORTING CLUB FONDATO DA LUIGI BARELLI,FRATELLO DEL RPESIDENTE DELLA FEDERNUOTO.

I PUNTI VERDI QUALITA'  FINITI NEGLI AFFARI DI LUIGI BARELLI,FRATELLO ...

DEL PRESIDENTE DELLA FEDERNUOTO.GLI ASSEGNI DI DI BIAGIO,IL CALCIATORE,FINITI ANCHE NELLE CASSE DELLA FINPLUS LA SOCIETA' CHE GESTISCE E PROMUOVE LE ATTIVITA' DELLA FEDERAZIONE NUOTO.IL NUOVO AMMINISTRATORE MASSIMO DOLCE SI INCASSAVA DIRETTAMENTE SOLDI IN CONTANTI.

Nell'illegittimo mondo dei Punti verdi qualità adesso entra anche la denuncia del famoso ex calciatore. Sono stato truffato, dice il famoso ex, che è Luigi Di Biagio detto "Gigi", oggi 41 anni, allenatore delle giovanili della Lazio, già centrocampista di sostanza nella Roma di Mazzone e di Zeman. Si sapeva. Chiusa l'attività, Di Biagio era stato convinto a investire ingenti somme nell'Olgiata Fitness Club, centro sportivo fondato da Luigi Barelli, fratello del presidente della Federazione italiana nuoto e iperattivo imprenditore delle piscine romane. Con Di Biagio erano entrati nel club dell'Olgiata l'ex capitano della Lazio Paolo Negro, l'ex talento della Lazio Francesco Dell'Anno e il pilota romano di Formula Uno Giancarlo Fisichella.

Lo scorso 5 aprile, esploso lo scandalo dei Punti verdi con quattro arresti tra funzionari del Comune di Roma e imprenditori della destra, Di Biagio attraverso un importante studio legale ha inviato una denuncia al sostituto procuratore Francesco Minisci, che ha in mano l'inchiesta Pvq. Il calciatore ha raccontato come nella primavera 2007 il colonnello dell'esercito Fabrizio Greco, formatore sportivo, gli abbia suggerito un investimento da 400mila euro proprio sull'Olgiata fitness club. Per lui era pronto il 15 per cento della proprietà. "Il colonnello mi aveva assicurato che l'"Olgiata" si era aggiudicata una concessione per realizzare e poi gestire un centro sportivo", scrive Di Biagio alla procura. Il colonnello aveva garantito al calciatore un ritorno di 80mila

euro "già nel primo anno di attività".

Il 23 luglio 2007 Di Biagio va all'acquisto della quota parte "negli uffici di Luigi Barelli, siti in via Donatello". Barelli jr. è titolare di quote nominali dell'Olgiata pari a 400 euro. In via Donatello amministra un'altra società sportiva, Villa Flaminia. Davanti a un notaio Di Biagio consegna al colonnello Greco e all'amministratore dell'Olgiata fitness club, Fabio Roversi, trenta assegni bancari da 10mila euro l'uno. Il colonnello, sorprendentemente, chiede al calciatore di intestare gli assegni "a me medesimo". Il trentunesimo cheque, per una cifra pari a 100 mila euro (260 volte il valore nominale), va a Luigi Barelli.

L'impianto dell'Olgiata  -  due piscine coperte e una scoperta, campi da calciotto, tennis e beach volley con sabbia riscaldata, palestra, zona benessere, tutto su un'area di 115mila metri quadrati  -  sarà inaugurato nel novembre 2010, ma in quell'occasione il colonnello Greco non porta all'ex calciatore utili, piuttosto nuovi conti da saldare. "Sai, la società è in difficoltà". Di Biagio chiede aiuto al cugino, l'imprenditore Massimiliano Suglia. Anche Negro, Dell'Anno, Fisichella (lui ha investito 150mila euro) nominano consulenti a tutela. Si scopre che l'Olgiata fitness è indebitata per 3 milioni e che non è concessionaria diretta dell'impianto, ma dipende dall'Olgiata verde srl. "Sono stato vittima di un raggiro", scrive Di Biagio nella denuncia.

A questo punto è Suglia, il cugino di Di Biagio, a muoversi. Contatta il funzionario del Comune di Roma Stefano Volpe (sarà arrestato), il quale gli consiglia di rivolgersi agli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini (saranno entrambi arrestati). Chiamati per risollevare la baracca  -  Dolce ne diventerà amministratore  - , i due si propongono come acquirenti del centro. Il passaggio di quote non avverrà mai. Una particolarità della "Di Biagio story" è che diversi suoi assegni da 10mila euro (intestati, appunto, "a me medesimo") sono stati poi incassati da società di nuoto romane  -  l'Aurelia nuoto e la Vis Nova, per esempio  -  e uno persino dalla Finplus, la società che promuove e gestisce le attività della Federazione nuoto.

Oggi il punto verde Olgiata Sporting Club, in via Cantini, è chiuso, l'Olgiata fitness è fallita dopo aver rischiato di diventare luogo di riciclaggio della 'ndrangheta (uomini del clan Piromalli hanno offerto 5 milioni per l'acquisto del centro) e sede periferica dell'ultimo calcioscommesse (inchiesta sportiva su Negro). Luigi Barelli, contattato, dice: "Sugli assegni incassati da me tutto è stato regolare, ci ho pagato le tasse. Molti dei costi che gli ex sportivi ci addebitano li hanno creati loro: cristalli alle docce, macchine per il fitness con i visori. Quando hanno preso in mano il centro sportivo, l'hanno portato al fallimento".
 

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