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CORSERA CRISI EURO DAVID CAMERON REGNO UNITO FUORI DALL'EUROPA

LONDRA 23 OTTOBRE 2012 CORSERA.IT

DAVID CAMERON HA PROSPETTATO UN REFERENDUM PER USCIRE DA EUROLANDIA.IL VENTO ANTIEUROPEISTA SOFFIA IN GRAN BRETAGNA E LA CRISI DELL'EURO NON FA CHE SPINGERE GLI EUROSCETTICI IN AVANTI NEI CONSENSI ELETTORALI,COME AD ESEMPIO IL PARTITO DELL'UKIP.ANCHE I CITTADINI DI SUA MAESTA' COMINCIANO A PENSARE CHE LA GRAN BRETAGNA SI DOVREBBE CHIAMARE FUORI,PRIMA CHE LE CONSEGUENZE DI UN POSSIBILE DISASTRO RAGGIUNGANO L'ECONOMIA INGLESE.MEGLIO TENERSI ALLA LARGA DA UN POTENZIALE CONTAGIO DEL CROLLO DELL'EURO.GLI INGLESI VEDONO VICINO L'IMPLOSIONE DELL'EUROPA,SOPRATTUTO A RAGIONE DI

QUEI PAESI CHE NON RIUSCIRANNO A TENERE IL PASSO CON LE RIFORME,I TAGLI,LE RESTRIZIONI FISCALI.LE SEMPRE MAGGIORI E PIU' STRINGENTI CONDIZIONI CHE BRUXELLES IMPONE AI PAESI MEMBRI,STANNO LOGORANDO AI FIANCHI LA PAZIENZA INGLESE E LA SOVRANITA' DEL PAESE,A CUI NON RINUNCEREBBE MAI.DIFFICILE DUNQUE PENSARE CHE L'ELEFANTE INGLESE SI POSSA INFILARE NELLA CRUNA DELL'AGO DEI PARAMETRI IMPOSTI DAL LEADER DELL'UNIONE,LA GERMANIA DI ANGELA MERKEL.

GLI INGLESI HANNO SAPUTOI SFRUTTARE LA COSTITUZIONE DEL MERCATO UNICO EUROPEO,MA RIMANENDO FUORI DAL PESO DELLA MONETA UNICA,MA SOPRATUTTO ABBRACCIATI ALLA BANCA CENTRALE BRITANNICA,CHE HA CONTINUATO A COMPENSARE GLI SCOSSONI DELLA CRISI ECONOMICA.DIFFICLE DIRE CHE SU QUESTO FRONTE SI POSSA ANDARE NELAL DIREZIONE VOLUTA DALLA GERMANIA,PERCHE' A CONTI FATTI PER GLI ALTRI PAESI DEBOLI DELL'UE,SI STA MANIFESTANDO UN SUICIDIO DI MASSA.I PARAMETRI SUI DEBITI E BILANCI POSSONO SNATURARE L'ECONOMIA INGLESE,LA SUA CAPACITA' DI REAZIONE E IL SUO DINAMISMO.PER ADESSO DAVID CAMERON HA RAGIONE,DEVE STARE ALLA LARGA E NON VUOLE CERTAMENTE FARSI RISUCCHIARE ALL'INTERNO DI UN VORTICE,CHE NESSUNO OGGI IN EUROPA SA' COME ANDRA' A FINIRE.

Negli ultimi giorni dalle parti di Londra soffiano sempre più forti venti anti europeisti. Il segretario di Stato per gli Affari interni, Theresa May, alla conferenza dei conservatori, ha paventato l’opportunità di mettere in discussione la libertà di circolazione all’interno degli Stati membri dell’Unione, attaccando uno dei cardini stessi dell’Eurozona. Il 16 ottobre ha rincarato la dose, prendendosela con il mandato d’arresto europeo. A fare da spalla alla collega, ci ha pensato il ministro della Difesa, Philip Hammond, che ha parlato della necessità “di rivedere i rapporti tra Regno Unito ed Europa”. L’intervento di Michael Gove, ministro dell’Istruzione, ha rivelato che se fosse indetto un referendum per abbandonare l’Europa, voterebbe senza esitazione a favore.

Tra i motivi dell’insofferenza britannica anti-Ue ci sono, come detto, le sempre più stringenti condizioni che Bruxelles impone ai governi nazionali. In ambito scolastico, per esempio, Gove si è trovato a fare i conti con norme che limitano l’autonomia di scelta dei presidi da assegnare agli istituti. Stesso discorso vale per il welfare, ogni riforma deve tenere conto delle direttive di Bruxelles. Insomma, tra i Tory aumenta sempre di più la fronda che vorrebbe il Regno Unito fuori dall’Eurozona. E questa tendenza è confermata anche dal crescente seguito dell’Ukip (il partito euroscettico per l’indipendenza del Regno Unito), appoggiato anche dai voti di parte dei conservatori delusi. C’è, tra i Tory, chi teme che l’Ukip possa strappare un consenso considerevole alle prossime elezioni europee del 2014. A tuto questo, poi, va unito anche il motivo più importante: l’opinione pubblica sta cambiando. Sempre più britannici cominciano a credere che il posto del Paese non debba più essere nell’Ue.

L’ipotesi che il premier Cameron possa rinegoziare con Bruxelles gli accordi di adesione, è ormai troppo lontana anche perché sarebbe quasi impossibile che Bruxelles possa concedere altri vantaggi all’Inghilterra senza ottenere nulla in cambio. “Il Regno Unito continuerà ad essere il più grande beneficiario del mercato unico”, scrive il Wall Street Journal, sottolineando come, in realtà, la Gran Bretagna ha fino ad oggi sfruttato anche i vantaggi economici offerti da Eurolandia. Se davvero Cameron volesse abbandonare l’Eurozona, dovrà fare i conti con un indebolimento inglese nei confronti degli ex-partner europei. Londra rischierebbe di diventare una succursale Usa nel Vecchio Continente, con l’inevitabile isolazionismo. In ballo ci sono gli interessi di una nazione e ma anche del mercato europeo. Prima di lasciare l’Unione, occorre fare bene i conti. Per conferma, chiedere a Grecia e Spagna.


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