ROMA 27 GIUGNO 2012 CORSERA.IT
La Germania "potrebbe accettare alcune forme di mutualizzazione del debito non appena sia convinta dell'irreversibilità di un controllo europeo sui bilanci nazionali".
Sembra un'apertura, ma non lo è. Il sì agli eurobond dei tedeschi non è senza condizioni. La mutualizzazione del debito sovrano dell'Eurozona avrà la piena approvazione della Germania solo e soltanto se uno "zar" europeo vigilerà sui conti dei 16 dell'Unione.
In Germania sembra aria di schiarita sugli eurobonds.Si capisce che ormai l'aria e' stantia in Europa,che molti dei paesi UE,sono in recessione e il peso degli interessi sul debito sovrano,rischiano di rendere sterili le manovre dei contenimenti della spesa pubblica,perche' il ritorno fiscale rischia di diminuire e non di aumentare la cassa degli stati in difficolta'.Sicuramente siamo difronte ad uno spartiacque,o al Consiglio Europeo,si assumereanno decisioni importanti in questo senso,oppure si rischia la spaccatura all'interno della UE.I paesi ...
membri come l'Italia potrebbero optare per le elezioni anticipate,anche per dare una spinta al carro che ormai sembra impantanato nelle fanghiglie della speculazione contro l'euro.Insomma,a questo punto e' chiaro che i tedeschi dovranno assumersi le responsabilita' di abbandonare l'Europa in uno stato di crisi irreversibile e molti paesi dovranno abbandonare il progetto dell'Euro per non soccombere alla crisi.Credo che dunque sia giunta il momento di irreversibilita' delle decisioni che si dovranno assumere,o si rimane nell'euro o lunedi' mattina ce ne andiamo tutti.
Anche se potrebbe arrivare anche prima delle necessarie modifiche ai trattati comunitari.
Schäuble parla anche dello scudo anti-spread proposto da Mario Monti. Tra le misure a breve termine a cui Berlino potrebbe dire di sì c'è anche l'acquisto diretto di titoli di Stato tramite i fondi di salvataggio europei (Efsf e Esm).
Le dichiarazioni di Schäuble al Wsj non indicano una spaccatura nel governo tedesco, ma di certo lasciano sorpresi, viste le recenti dichiarazioni della Cancelliera tedesca, che era stata categorica nel rinnovare il suo no ad ogni costo agli eurobond. E lasciano uno spiraglio in più, mostrando forse una disponibilità maggiore della Germania a mediare sulle proprie posizioni, in favore di una risoluzione della situazione dell'Eurozona.
Nonostante la smentita del ministero delle Finanze di Berlino, che rimarca di nuovo come un cambiamento di rotta sugli eurobond sarebbe possibile soltanto in cambio di una unione fiscale europea, l'intervista lascia comunque il dubbio di un'inversione di rotta.
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