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CRISI EURO LA CURA MARIO MONTI TARGET PUBBLICO IMPIEGO

ROMA 19 GENNAIO 2012 CORSERA.IT

CRISI EURO.LA CURA DA CAVALLO IMPOSTA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI CONDURRA' INEVITABILMENTE AD UN DRASTRICO TAGLIO AL PUBBLICO IMPIEGO.L'ITALIA DOVRA' INEVITABILMENTE SEGUIRE LA GRECIA NELLE RIFORME STRUTTURALI NEI PROSSIMI MESI.LA CURA DA CAVALLO NON BASTERA',PERCHE' IL PIL SI CONTRARRA' GRAZIE AD UNA DIMINUIZIONE DIABOLICA DEI CONSUMI.IMPOSTE E TASSE DELLE MANOVRE DI MARIO MONTI NON RIUSCIRANNO A RIMETTERE AL CENTRO LA BARRA DELLA NAVE.IL RIGORE GERMANICO SPINGE IN QUESTA UNICA DIREZIONE:MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI NEL SETTOR EPUBBLICO,UNA SFORBICIATA IUNELUDIBILE.IMMAGINARE DI COLMARE PARTE DEL NOSTRO DEBITO PUBBLICO CON LA VENDITA DEGLI ASSET IMMOBILIARI,IN UN MOMENTO IN CUI IL MERCATO VIENE GIU' E LE BANCHE HANNO CHIUSO I CORDONI DELLA BORSA,E' QUANTO MENO UN ESERCIZIO DI PURA FANTASIA.I TEDESCHI CI SPINGONO VERSO IL BARATRO O MARIO MONTI RIUSCIRA' NEL BREVISSIMO A TIRARE LA CORDA E DISARCIONARE IL PENSIERO DOGMATICO DEI TEDESCHI,OPPURE IL DESTINO DELL'ITALIA E' SIMILE A QUELLO GRECO,PER ABBATTERE IL DEBITO IN ITALIA C'E' UN UNICA SOLUZIONE,DECAPITARE L'IMPIEGO PUBBLICO. l grosso dell'industria tedesca resta tuttavia schierato a difesa dell'euro e dei vantaggi che ha generato per la stessa Germania. Uno studio recente della società di consulenza McKinsey stima che 165 miliardi di euro (circa il 7% del Pil tedesco) sia direttamente attribuibile alla partecipazione all'euro. Con l'economia in vistosa frenata, dal 3% del 2011 allo 0,7 previsto dal Governo per il 2012, secondo le cifre diffuse ieri, molti imprenditori tedeschi sono convinti che una scelta di sola austerità per il resto dell'Eurozona finirà per penalizzare anche la Germania. «Qualsiasi sia il costo di salvare l'euro - dichiara Frank Appel, capo di Deutsche Post - sarà comunque inferiore ai benefici che la moneta unica ha già portato e continuerà a portare alla Germania e all'Europa. Abbiamo bisogno di una valuta comune che ci consenta di competere con gli Stati Uniti e con l'Asia». Il tasso di cambio effettivo della Germania è, secondo calcoli di Nathan Sheets, di Citigroup, del 15-20% inferiore a quello che sarebbe se Berlino avesse la propria moneta. L'euro, ha detto l'ad della Siemens, Friedrich Loescher, «è estremamente importante per la nostra industria». Quanto al ritorno al marco ipotizzato da alcuni suoi colleghi, il direttore finanziario della Bmw Friedrich Eichner ritiene che «sarebbe disastroso».

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