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CRISI EURO UNICREDIT AUMENTO DI CAPITALE TERP TRAPPOLA MORTALE

MILANO 4 GENNAIO 2012 CORSERA.IT DI MATTEO CORSINI

IN APERTURA CROLLA UNICREDIT IN BORSA SOTTO LA SOGLIA PSICOLOGICA DI 6 EURO.L'AUMENTO CON MAXISCONTO SI STA RIVELANDO UNA TRAPPOLA MORTALE PER I PICCOLI INVESTITORI E GLI AZIONISTI PRIVATI.TUTTO PREVISTO,TUTTO SCRITTO.

CARI AMICI LETTORI,

NON MOLLIAMO LA PRESA,PERCHE' SIAMO DIE HARD,DURI A MORIRE E QUELLA CHE CI SI RAPPRESENTA DAVANTI E' UNA VERA E PROPRIA CATASTROFE,IL DEPAUPERAMENTO DEI VOSTRI RISPARMI DENTRO IL BRUCISTORE A GAS CHE OGGI SI CHJIAMA UNICREDIT.UN VERO SCANDALO FINANZIARIO DELL'ITALIA DI QUESTO SECOLO.NON CI BASTANO PIU' LE PAROLE,NON CI CALMANO I PROGRAMMI DEI BANCHIERI,VOGLIAMO VEDERE I FATTI,VOGLIAMO VEDERE RESUSCITARE I NOSTRI RISPARMI,ALTRIMENTI TUTTO L'ESERCIZIO DI RAGIONAMENTI E CALCOLI MATEMATICI E' PURA FANTASIA,ILLUSIONE.LA CONSOB DEVE ACCENDERE I FARI SU PIAZZA CORDUSIO,PERCHE' L'ISTITUTO MANDERA' A CASA 6000 PERSONE,QUANDO FINANZIA A MANI BASSE LA GALASSIA DELL'IMPERO LIGRESTI,QUALCHE ATTIMO PRIMA CHE LA STESSA SPROFONDASSE NEL DEFAULT TECNICO.SOLDI AI FALLITI E NON AGLI IMPIEGATI.DITEMI SE QUESTA E' UNA LOGICA INDUSTRIALE.


UNICREDIT AUMENTO DI CAPITALE LA PAURA FA 40.TANTO AMMONTEREBBE SECONDO LE PRIME ..... INDISCREZIONI DE IL SOLE 24 ORE,LO SCONTO SUL TERP DELLE AZIONI DI NUOVA EMISSIONE DEL PROSSIMO AUMENTO DI CAPITALE DI UNICREDIT.UN AUMENTO DI CAPITALE AL LIMITE DELL'ESTREMO,NEI GIORNI DELLA TEMPESTA DI GHIACCIO CHE  HA COLPITO IL SISTEMA ITALIA.AUMENTO REALIZZATO IN FRETTA E FURIA,SOPRATUTTO PER VOLERE DI MEDIOBANCA,CHE VEDE IN QUESTE ORE L'ISTITUTO DI PIAZZA CORDUSIO COLPITO DA PROBLEMI ENORMI,COME IL BUCO DI FONDIARIA SAI.IL BILANCIO DI PIAZZA CORDUSIO 2011 E' UNA RAGNATELA DA INCUBO,UNA SOMMA DI NUMERI CHE NASCONDONO IL DETERIORAMENTO DEI CREDITI DAGLI EFFETTI POTENZIALMENTE DEVASTANTI PER IL FUTURO DELLA BANCA.SI TEME IL PEGGIO A PIAZZA CORDUSIO,SI TEME CHE LA DIGA SALTI,CHE L'INONDAZIONE ARRIVI.SI TEME CHE L'AUMENTO DI CAPITALE SIA UN FLOP,CHE NESSUNO SIA PIU' IN GRADO DI REGGERE ALL'ONDA D'URTO DI UNA CRISI FINANZIARIA CHE HA FATTO STRAGE DELLE PARTECIPATE NELL'EUROPA DELL'EST.SI TEME TALMENTE IL PEGGIO CHE GLI ADDETTI STAMPA STREPITNO E URLANO AL TELEFONO PER CERCARE DI SEDARE L'INARRESTABILE DILAGARE DI ARTICOLI E INFORMAZIONI PREOCCUPANTI PER LA BANCA UNICREDIT.MA IL DISASTRO E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTO,UNICREDIT HA PIU' .....

CHE DIMEZZATO LA SUA PATRIMONIALIZZAZIONE DI BORSA E DEVE RICORRERE AL MERCATO PER UN'ULTIMA DISPERATA INIEZIONE DI CAPITALI,ALTRIMENTI IL CREDIT CRUNCH E' ALLE PORTE,BUSSA COME UN LEBBROSO.

UNICREDIT AUMENTO DI CAPITALE,UNA TRAPPOLA MORTALE DETTATA DALLA FRETTA.

UNICREDIT STRINGE I TEMPI SULAL RICAPITALIZZAZIONE.UNA FRETTA CHE NON SI COMPRENDE BENE,SE NON SI GUARDA AL DEVASTANTE ANDAMENTO DI BORSA DEL TITOLO,CHE DA MESI ORMAI SCENDE INESORABILMENTE,FACENDO FUGGIRE A GAMBE LEVATE PICCOLI E GRANDI INVESTITORI.CIO' CHE TERRORIZZA I DIRIGENTI DI PIAZA CORDUSIO E' PROPRIO QUESTO INARRESTABILE EMORRAGIA DI AZIONISTI,CHE HANNO PERDUTO FIDUCIA NELL'ISTITUTO E NELLA SUA CAPACITA' DI CREARE UTILI.IUN AUMENTO DI CAPITALE CHE PER FUNZIONARE DOVRA' ALLOCARE AZIONI A SCONTO DEL 40% IL CHE EQUIVALE A PIGIARE IL VALORE DEL TITOLO BEN AL DI SOTTO 3 EURO PER AZIONE.IL RIALLINEAMENTO DEL GIORNO DELL'ASTA DOVREBBE COLPIRE INESORABILMENTE IL COSTO PER AZIONE.POI CI DOMANDIAMO CI SARA' LA RIPRESA DEL CORSO AZIONARIO? SICURAMENTE A PIAZZ CORDUSIO IN QUESTE ORE SUONANO I CAMPANELLI DI ALALRME ROSSO,ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELLA PREOCCUPANTE SITUAZIONE DI FONDIARIA SAI,IL CONGLOMERATO DEL GRUPPO LIGRESTI ORMAI VICINO AL DEFAULT.UNICREDIT HA FINANZIATO IL GRUPPO LIGRESTI PER BEN OLTRE 600 MILIONI E HA CONTINUATO A FARLO PROPRIO QUANDO ORMAI ERA EVIDENTE CHE IL .....


GRUPPO DI LIGRESTI ERA IN DIFFICOLTA' INIMMAGINABILI.UN ALTRO SCANDALO DEL CAPITALISMO ITALIANO.UNA MINA SULLA CREDIBILITA' DEL MERCATO FINANZAIRIO ITALIANO E UNA MINACCIA PER I RISPARMIATORI.I FARI DELLA CONOSB SI DEVONO ACCENDERE NCORA UNA VOLTA.

CRISI EURO UNICREDIT AUMENTO DI CAPITALE.SI RIUNISCE OGGI IL CDA DI UNICREDIT PER DELIBERARE SUL DELICATO AUMENTO DI CAPITALE DA 7.5 MILIARDI.DA QUANTO EMERGE DA IL SOLE 24 ORE,LO SCONTO INDICATO SUL TERP DOVREBBE AGGIRARSI INTORNO AL 40%.UN PREZZO DA FAVOLA DUNQUE PER LE AZIONI E DIRITTI DI NUOVA EMISSIONE.MA ATTENZIONE PERCHE' UNO SCONTO COSI' FORTE POTREBBE FAR OSCILLARE IL VALORE DEL TITOLO E ROMPERNE IL PREZZO PROPRIO IN COINCIDENZA DEL GIORNO DI APERTURA DELL'ASTA.L'AUMENTO DI CAPITALE DI UNICREDIT AVVIENE IN UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DURO DEL MERCATO,MA SOPRATUTTO DI MOLTO ANTICIPATO RISPETTO ALLA DATA DEL 30 GIUGNO 2012 FORNITA DALL'EBA,AL FINE DI RISPETTARE L'ADEGUAMENTO PATRIMONIALE DEL COER TIER 1.LE ALTRE BANCHE ITALIANE CHIAMATE ALLA RICAPITALIZZAZIONE AVRANNO TEMPO FINO AL 20 DI GENNAIO PER PRESENTARE IL LORO PROGRAMMA DI AUMENTO DI CAPITALE.

GENTILI LETTORI RICEVO SEMPRE VOLENTIERI LE VOSTRE TELEFONATE E I VOSTRI SUGGERIMENTI.STIAMO LAVORANDO ALLE UTILI INFORMAZIONI CHE VI INVIATE E I DOSSIER SARANNO DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE.RICORDATE IL NUMERO DOVE CHIAMARCI 335291766.GRAZIE

MATTEO CORSINI

CORSERA.IT

Tutto pronto per l'aumento di capitale da 7,5 miliardi di UniCredit. Questa mattina il consiglio di amministrazione dell'istituto – prima dell'apertura di Piazza Affari – stabilirà il prezzo della ricapitalizzazione, che dovrebbe avere uno sconto sul terp (il prezzo teorico ex diritto) di oltre il 40% rispetto ai corsi di Borsa. Lo sconto elevato, dettato dal momento di mercato, è stato al centro dei confronti ieri fra i vertici del gruppo bancario e le due banche che guidano il consorzio di garanzia, Bofa Merrill Lynch e Mediobanca. Una volta comunicato il prezzo al mercato oggi, l'aumento di capitale inizierà senza indugi in tempi brevi, già lunedì 9 gennaio. E proprio l'imminente operazione sul capitale ha pesato ieri sull'andamento del titolo in Borsa. A Piazza Affari le azioni UniCredit hanno chiuso in calo del 2,47% a 6,33 euro, pari a una capitalizzazione complessiva di 12,221 miliardi di euro.
Il sì dei grandi soci
La ricapitalizzazione del gruppo italiano è particolarmente impegnativa, tanto che il consorzio di garanzia è stato allargato proprio prima della pausa natalizia. Alle 14 banche iniziali (Banca Imi, Bnp Paribas, Credit Suisse, Deutsche Bank, Hsbc, Jp Morgan, Société Générale, Ubs, Ing, Rbc, Royal Bank of Scotland e Santander oltre a Mediobanca e Bofa Merrill Lynch) sono entrati nell'operazione anche un'altra dozzina di istituti. Delle italiane fanno parte Banca Mps, Equita, Intermonte, Banca Akros, Carige e Aletti, fra le straniere ci sono Credit Agricole, Bbva, Nomura, Mizuho Bank, Kbw e Lloyds.
Unicredit, comunque, ha già incassato la partecipazione di gran parte dei grandi soci, anche se per alcuni si tratta di una sottoscrizione solo parziale. Nel dettaglio Cariverona, che detiene il 4,2% di Piazza Cordusio, ha deliberato di sottoscrivere la quota del 3,51%: totalmente finanziata con mezzi propri, senza vendita di diritti e senza ricorso all'indebitamento, per un impegno stimabile in circa 260 milioni di euro. Stesso discorso per la reggiana Manodori, che è attualmente azionista dello 0,79% e il cui consiglio generale ha deciso, a larga maggioranza, per una partecipazione parziale. La Fondazione aderirà finanziando l'operazione con la vendita di parte dei diritti di opzione di propria pertinenza, senza alcun esborso aggiuntivo per l'Ente. Un'operazione, quindi, "a costo zero", che porterà a una riduzione della quota della Fondazione nell'istituto intorno allo 0,50% circa. Anche Carimonte limerà la propria partecipazione nell'istituto al 3% dal 3,4% che possiede. La Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, invece, poco prima di Natale, ha comunicato di impegnarsi a sottoscrivere l'aumento di piazza Cordusio nell'ammontare di 316 milioni di euro, una cifra che corrisponde «ai diritti di opzione di propria pertinenza» e che sarà finanziata per metà attraverso il ricorso all'indebitamento. In pratica, l'Ente sottoscriverà sia per il 3,3% di partecipazione diretta nella banca sia per lo 0,88% in obbligazioni cashes. Non dovrebbe essere, invece, della partita Cassamarca (socio con lo 0,7%). Tra le altre CrTrieste, azionista con lo 0,4%, mentre sottoscriverà la propria quota per intero il Banco di Sicilia (0,6%). L'adesione alla ricapitalizzazione di Unicredit è arrivata anche dai soci libici, le cui quote sono state «scongelate» e valgono un investimento di 375 milioni di euro per il pacchetto del 4,98% in mano alla Banca centrale della Libia.
A seguito del maxi aumento di capitale, con le diverse limature alle partecipazioni annunciate è molto probabile che cambi in qualche modo il panorama della compagine azionaria e non è escluso l'ingresso di nuovi soci con quote importanti. Intanto c'è anche chi ha deciso di ridurre di molto il proprio impegno nel gruppo. I fondi Blackrock, il 27 dicembre scorso, sono scesi all'1,71% del capitale di Unicredit dal 4,024% precedente, secondo le comunicazioni alla Consob rese note lunedì scorso.

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