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OMICIDIO MELANIA REA L'OMBRA DI UN CAPITANO NEI BOSCHI DELLE CASERMETTE

Rovigo 25 Maggio 2011 CORSERA.IT

Se immaginiamo il corpo esangue di Carmela Melania Rea,gettata nel bosco delle Casermette,priva di vita,gli occhi spenti,il cuore che si è fermato per sempre,lasciando tra i ciuffi d'erba l'amore per la sua unica piccolissima figlia e il dolore dei genitori addormentati nel sonno,le cui urla non hanno potuto ascoltare,la cui compassione non...

....ha potuto sostenere la figlia,in quegli ultimi terribili istanti della sua vita,non possiamo non domandarci la ragione per cui è avvenuto tutto questo.Avere una voglia irrefrenabile di scoprire quale devastante "segreto" possa aver spinto quel gruppo di "bestie" ad ucciderla,seviziarla con un coltello e poi tornare sul cadavere e creare la messa in scena,infilarle una siringa sotto il seno,fare scempio del suo corpo.Subito dopo ripulire la scena del delitto,senza lasciare impronte,tracce e dna di alcuna sorta.Opera di un maniaco? E poi chi ha telefonato alle autorità per far ritrovare il corpo di Melania? E' uno degli assassini che si è pentito,qualcuno che ha saputo e ha deciso almeno di far ritrovare il corpo,in tempo per trovare almeno qualche indizio?

Chi è davvero il telefonista?

Carmela Melania Rea è stata assassinata da un amante geloso? Assassinata dal marito perchè minacciava di rivelare le sue relazioni extraconiugali? Oppure Carmela Melania Rea ha attraversato il confine di un campo minato,ha avuto occasione di ascoltare informazioni riservatissime,che potrebbero ancora oggi compromettere personaggi influenti?

Ma un filo rosso ci porta in Afghanistan,alla morte "suicidata" del capitano Marco Callegaro,capocellula amministrativa dell'Italfor a Kabul,uno che trascorreva la giornata.....

a fare di conti,quelli militari.Anche la sua è una morte senz'anima,perchè la pallottola che lo ha ucciso,gli ha portato via la calotta cranica e anche le pupille degli occhi,gli ha spezzato la vita e trascinato via l'anima,chissà dove e chissà per quale recondito,oscuro,motivo.Marco Callegaro muore suicida a Kabul,dopo essere stato in licenza in Italia, per una breve vacanza a Rimini con la moglie e le due figlie adorate di 6 e di 2 anni.

Prima di morire si era impegnato a gestire meglio i fondi militari,che a suo dire venivano sprecati.Scrisse al padre "voglio far risparmiare l'Italia".Il Capitano Marco Callegaro pensava alla mensa,il cui cibo a suo dire faceva schifo.Insieme a sè aveva radunato altri colleghi,persino il suo comandante,ma aveva ricevuto il diniego da parte di tre capitani,suoi colleghi,che contrastavano con ogni mezzo la sua iniziativa e gli avevano sconsigliato di redigere e distribuire la petizione-denuncia.Una lettera che Marco Callegaro inviò ai colleghi della missione,quasi un testamento della sua vita professionale a cui era molto affezionato(riportiamo una lettera che scrisse al Giornale dei Granatieri di Sardegna).

Alcuni giorni dopo,il Capitano Marco Callegaro,capocellula amministrativa dell'Esercito Italiano di stanza a Kabul,muore suicida.Un colpo alla tempia,che porta via la calotta cranica e le pupille,squarcia il suo mondo e quello della sua giovane famiglia.Lascia i suoi affetti più cari,le due figlie e la moglie Beatrice.Una famiglia che ama profondamente,come i suoi genitori,a cui ha dedicato anima e corpo.Perchè improvvisamente si toglie la vita?

Marco Callegaro lascia anche un biglietto di commiato accanto a sè,prima di suicidarsi.Poche parole,anzi le ultime parole di dolore che un figlio lascia al mondo,alla vita che abbandona.Parole come lacrime che non arrivano mai a chi sono state indirizzate,ovvero alla madre e al padre.Al padre di Marco Callegaro,Marino,operaio in pensione,che vive a Rina di Gavello,l'Esercito italiano,nega di poter leggere le ultime parole del figlio,perchè ci domandiamo un atto così crudele e infame?

Ma c'è di più.Il corpo di Marco Callegaro non è mai stata refertato da un medico di parte,ovvero i genitori non hanno potuto effettuare alcun autopsia con un medico di fiducia.Come mai?

Il generale Battisti,che va a trovare la famiglia del capitano Marco Callegaro,riceve dal padre Marino,la raccomandazione di consegnare alla magistratura mlitare,la lettera petizione del figlio,sui disservizi della mensa a Kabul,sul costo enorme di gestione.Ma sopratutto,Marino segnala al Generale Battisti,che i fondi per la blindatura dei LINCE,non sono serviti,perchè i LINCE continuano a saltare in aria,come biscotti allo scoppio degli ordigni denominati IED.Ricoridiamo che molti dei nostri soldati sono morti per attacchi terroristici,ovvero per lo scoppio di ordigni esplosivi rudimentali,che al passaggio dei Lince hanno fatto strage.(Noi del CORSERA.IT sono anni che scriviamo sull'argomento riferendoci ai blindati Cuguar e Buffalo di produzione americana della industria Force Protection).

Il Capitano Marco Callegaro,capocellula amministrativa dell'Italfor,di stanza Kabul,padre e ufficiale esemplare,innamorato dei figli e della moglie,invece impazzisce e si fa saltare la testa.Come mai?

La lettera petizione di Marco Callegaro,conegnata dal padre Marino tra le mani del Generale Battisti, non viene mai inoltrata alla magistratura militare.Come mai?

Il padre Marino di Marco Callegaro,esaseprato,ad un certo punto,rilascia un'intervsita al Resto del Carlino.Il polverone che scaturisce dagli articoli,scuote anche la nuora Beatrice,che subisce pressioni da parte degli ambienti militari.Beatrice preferisce zittirsi,non parlare,non fare nulla,non chiedere la nuova autopsia,perchè teme di perdere l'aiuto economico che l'Esercito le ha promesso anche per i figli.Marco Callegaro è morto suicida e la moglie non ha diritto alla pensione,così almeno ci riferiscono.

La nuora,Beatrice la moglie del capitano Marco Callegaro,impedisce alla stessa famiglia di ottenere una nuova autopsia sul cadavere del marito,di accertare la verità,di far avviare una dovuta inchiesta,come suggerito dal marito con la sua petizione,sulle verifiche amministrative della gestione di tesoreria dell'Esercito italiano.Altra domanda a cui il Ministro della Difesa on.Ignazio La Russa e l'intero Stato Maggiore dell'Esercito dovrà dare prima o poi una risposta.

Ci domandiamo con forza,oggi,di sapere chi erano i tre capitani di stanza a Kabul,che si opposero alla verifica amministrativa della tesoreria dell'Italfor richiesta dal capitano Marco Callegaro?

Domandiamo al Generale Battisti,come mai non inoltrò alle autorità militari competenti la petizione del capitano Marco Callegaro,che riferiva sulla gestione allegra della mensa dell'Esercito?

Ci domandiamo come mai la famiglia di Marco Callegaro,non ebbe modo di ottenere una nuova autopsia,per determinare le cause del decesso e le modalità con cui questo avvenne?

Coma mai,ancora più gravemente,l'Esercito italiano,non ha mai recapitato il biglietto del capitano Marco Callegaro,quelle ultime lacrime di dolore indirizzate alla sua famiglia?

La moglie Beatrice dice di aver potuto leggere quel biglietto,ma non ne ha mai voluto parlare al suocero,mai voluto condividere quell'ultimo estremo atto di disperazione,che ad oggi rimane un mistero,anzi un segreto militare,ma che forse in realtà non è mai esistito,una finzione teatrale,come ad oggi ancora appare il suicidio del capitano Marco Callegaro,che non trova spiegazione logica.

Pubblichiamo una sua lettera inviata al giornale dei Grantieri di Sardegna,ritrovata percaso,sintomatica dello stato di salute del Capitano Marco Callegaro,la cui morte sarà onorata soltanto con il definitivo accertamento della verità.

CORSERA.IT COPYRIGHT

redattore Alessandro Granata scrivi o telefona se conosci dettagli della vita militare al numero 3316396476

 

La Lettera di Marco Callegaro scritta alcuni anni orsono.La seconda figlia era appena nata. 

Spettabile Redazione,

mi chiamo Marco Callegaro e ho prestato servizio presso il 1° reggimento

Granatieri di Sardegna come militare di leva (7° Scaglione 1993 - 32ª compagnia

Armi di Sostegno). L’attuale comandante del 1° Reggimento, col Lorenzo Gajani

Billi, è stato il mio comandante di compagnia del quale riservo un grandioso ricordo

e non mi sembra che siano già trascorsi 15 anni da allora.

Sono iscritto alla sezione Granatieri di Bologna dove risiedo e seguo con entusiasmo

gli eventi dei Granatieri in Italia e all’estero.

Dopo il congedo come militare di leva, ho intrapreso la vita militare e ho frequentato

il 179° corso dell’Accademia Militare e ora rivesto il grado di capitano del

Corpo di Amministrazione e Commissariato dell’Esercito.

La vita militare e quella privata mi hanno donato molto: l’ultima gioia la ho avuta

da mia moglie Beatrice che ha dato alla luce la secondogenita Gaia il 25 ottobre 2008.

Nella foto allegata è ritratto il primogenito Davide, nato l’11 ottobre 2004, che abbraccia la sorellina di

poche settimane.

Sarei fiero ed orgoglioso se vorreste pubblicare la foto nel giornale.

Un saluto a tutti i Granatieri in particolare ai «vecchi» commilitoni del 7°/93 con i quali abbiamo organizzato

un ri-incontro a Vicenza nel 2004 e uno a Bologna nel 2005. Viva la giovinezza!

Un cordiale saluto a tutti i lettori.


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