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LIBIA BENGASI BOMBARDATA BRUCIA.IL CANNIBALE MUAMMAR GHEDDAFI STRAGE DI CIVILI.

Roma 19 Marzo 2011 CORSERA.IT

Qui Bengasi,di Matteo Corsini.

Bengasi bombardata.Bengasi brucia.Bengasi una città in fiamme.Ci svegliamo qui in Europa con questo orrendo incubo negli occhi,ancora una volta responsabili della nostra inerzia,della agiatezza e sicurezza in cui viviamo e che forse non vogliamo perdere.Ma questa volta è ben diverso,siamo stati noi del Corsera.it i primi a denunciare che le i pretorianoi del colonnello Gheddafi stavano facendo ....

.....strage della popolazione civile,massacrando e mutilando gli insorti e i loro familiari.Bengasi brucia,Bengasi muore,come sono morti milioni di ebrei sotto il regime nazista,come massacrate le minoranze etniche in Bosnia-Erzegovina.

Il mondo occidentale non ha ancora fatto tesoro delle stragi del passato,non siamo ancora reattivi alla macelleria dei dittatori,i nostri governanti sono dei conigli infingardi e codardi.

Siamo l'Italia,la prima nazione che doveva alzare una mano contro Muammar Gheddafi,urlare contro le sue stragi di civili insorti,nel rispetto dei diritti umani.Ma siamo stati i primi a nascondere la testa sotto la sabbia,Silvio Berlusconi a fare lo Struzzo,seguito dal nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini,l'uomo artatamente miope o che si atteggia a finto miope.Quello con lo sguardo mezzo bieco,che si finge serio,ma che non lo è affatto.Il potere ombroso di Roma,quello al cui capofila siede un certo Gianni Letta,voleva Gheddafi ancora libero di imperare in Libia,troppo importanti gli interessi del nostro paese con l'ex colonia,troppo stretti i legami con il gruppo FIAT,la Juventus, e oggi la Banca UNICREDIT di Cesare Geronzi.

Siamo stati ciechi e impotenti,nelle ore cruciali della rivoluzione pacifica libica,troppo attenti a non urtare i sentimenti e la personalità di un diattatore sanguinario,capace di imbrigliare l'Europa con le sue battute e le menzogne.

Il Mondo occidentale guarda con impotenza gli orrori della realtà e della storia,incapace di innescare una sterzata,un cambiamento.Siamo guidati da ebeti,siamo difronte ai nostri televisori a guardare che le milizie i pretoriani di un Cannibale come Muammar Gheddafi,compiano le loro stragi,infischiandosene della vita umana.Questo non è tollerabile,ancora un secondo in più.

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A Bengasi si combatte. All'indomani della dichiarazione di «cessate il fuoco» di Muammar Gheddafi e dei dubbi sollevati dagli Stati Uniti, secondo i quali il Colonnello non starebbe rispettando la tregua, le forze del Raìs sono entrate alla periferia ovest della città roccaforte dei ribelli, dove ora si sta combattendo intensamente, secondo quanto afferma l'emittente Al Jazeera. Le truppe del leader libico starebbero avanzano anche dalla costa e da sud e starebbero bombardando anche i quartieri della zona orientale della città. Fra i ribelli ci sarebbero diverse vittime. Un aereo militare, appartenente pare all'esercito di Gheddafi, è stato colpito e abbattuto dagli insorti. Il velivolo, che era passato sulla città diverse volte, è stato visto sorvolare un'ultima volta con il reattore destro in fiamme e poi schiantarsi al suolo in una palla di fuoco. Nelle immagini trasmesse dalla tv panaraba si vede chiaramente anche il pilota che si lancia all'esterno prima dell'impatto, a poche decine di metri da terra.TRIPOLI -  Le brigate fedeli a Muammar Gheddafi stanno bombardando in questi minuti anche i quartieri della zona orientale di Bengasi. Lo rifriscono testimoni alla tv araba 'al-Jazeerà. Secondo queste fonti ci sarebbero anche diversi morti e feriti tra i ribelli in città.

AL JAZIRA: "ATTACCATA ZONA OVEST Le forze di Gheddafi sono entrate alla periferia ovest di Bengasi, dove si sta combattento intensamente, secondo quanto afferma l'emittente Al Jazira, citando il suo inviato.

BENGASI BOMBARDATA Il centro di Bengasi è bersaglio di un intenso bombardamento di artiglieria, dice l'emittente Al Jazira, che cita un suo inviato. Granate d'artiglieria, dice l'emittente, sono esplosi anche nella centrale Gamal Abdel Nasser Street. Anche la BBC riferisce di notizie secondo le quali le forze di Gheddafi stanno avanzando nella periferia della città. L'inviato della tv britannica a Bengasi riferisce di aver sentito spari provenienti anche dal mare.

AL QAIDA ATTACCA TRUPPE DI GHEDDAFI I militanti di al Qaeda hanno attaccato le forze armate del colonnello Muammar Gheddafi che stazionano a ovest di Bengasi, secondo quanto riferito da un militare citato dalla Jana, l'agenzia ufficiale libica.

AL JAZIRA: "BENGASI ATTACCATA DA SUD" Al Jazira riferisce che l'esercito di Gheddafi attacca Bengasi dalla costa e da sud. La tv panaraba ha anche mostrato le immagini dell'aereo delle forze governative abbattuto nel cielo della città. L'aeroplano, probabilmente un Mig-23, prende fuoco in volo e precipita a terra, provocando una nuvola di fumo. Si vede chiaramente anche il pilota che si lancia all'esterno prima dell'impatto, a poche decine di metri da terra.

GOVERNO LIBICO: "ATTACCHIAMO PER AUTODIFESA" Il governo libico ha detto che le sue forze armate sono sotto attacco a ovest di Bengasi e hanno risposto per autodifesa. Lo riferisce Al Jazira. «Le bande di Al Qaida hanno attaccato le unità delle forze armate libiche ferme a ovest di Bengasi», si legge in una dichiarazione riportata dall'agenzia ufficiale Jana. La dichiarazione accusa i ribelli di usare «un elicottero e un aereo da combattimento per bombardare le forze armate libiche, in flagrante violazione della no-fly zone imposta dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite».

MINISTRO LIBICO: "TREGUA CREDIBILE" «Il cessate il fuoco è reale, credibile e solido». È quanto ha affermato il ministro degli Esteri libico, Moussa Koussa, in un'intervista alla radio dell'emittente 'Bbc'. «Siamo disposti ad accogliere gli osservatori appena possibile», ha aggiunto, riferendosi alla possibilità che la comunità internazionale invii i suoi osservatori per verificare sul terreno l'effettiva interruzione delle operazioni militari contro gli insorti da parte delle truppe del colonnello Muammar Gheddafi.

MIGLIAIA IN FUGA Sono diverse migliaia gli abitanti di Bengasi che fuggono dai quartieri occidentali della città, occupati questa mattina dalle brigate fedeli a Muammar Gheddafi. Secondo la tv araba 'al-Jazeera', i civili di quei quartieri stanno scappando verso la parte orientale di Bengasi ancora in mano ai ribelli.

NATO PRONTA ALL'ATTACCO Almeno cinque navi, sette basi e cacciabombardieri in grado di distruggere le postazioni antiaeree quando scatterà la 'No fly zonè sulla Libia: è questo - escluso ogni intervento di uomini o mezzi via terra - il contributo messo a punto dall'Italia, che intende partecipare «fino in fondo» alle operazioni militari. «Non ci limiteremo a dare le chiavi di casa nostra ad altri perchè ne facciano quello che ritengono più opportuno», ha detto in Parlamento il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Insomma, non solo basi. L'Italia, ha infatti sottolineato La Russa nelle sue comunicazioni alle Commissioni riunite di Camera e Senato, dispone di «una forte capacità di neutralizzare radar e ipoetici avversari» in Libia «e su questo potrebbe esserci una nostra iniziativa: possiamo intervenire in ogni modo», ha detto. «L'Aeronautica militare è a disposizione per evitare che la popolazione civile subisca bombardamenti». In serata anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito il concetto: «la violazione della no fly zone - ha detto - farebbe scattare l'attacco a postazioni radar, o a postazioni militari di contraerea» e, dovendo svolgere questo compito, «i mezzi italiani non sono da meno degli altri». Si tratta di quella che tecnicamente viene chiamata capacità SEAD, cioè 'soppressione delle difese aeree nemichè: è ciò che l'Italia ha già fatto con i raid aerei in Kosovo e che potrebbe apprestarsi a ripetere in Libia. Questa volta non con la Germania, come avvenne nei Balcani, ma insieme ad altri Paesi dotati di 'assettì idoneì, Usa e Gran Bretagna in testa. I Tornado Ecr di stanza a Piacenza sono pronti da giorni.

Secondo La Russa, l'attuazione di una 'no fly zonè «com continua su Leggo.it

 

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