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CARMELA MELANIA REA OMICIDIO ARRESTATA UNA SOLDATESSA DEL 235° REGGIMENTO PICENO

Ascoli Piceno 14 Giugno 2011

Carmela Melania Rea omicidio,come anticipato dal Corsera.it da alcune settimane,potrebbe essere la droga il movente del delitto di Carmela Melania Rea.

Arrestata una soldatessa del 235° Reggimento Piceno,favoreggiamento,secondo l'accusa del clan dei Casalesi.

 Una ordinanza di custodia cautelare a carico di 11 presunti affiliati al clan dei Casalesi sono state eseguite nel Casertano dai carabinieri del gruppo di Aversa. In cella sarebbero finiti fiancheggiatori di latitanti della potente cosca casertana. I militari hanno anche eseguito perquisizioni a Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna. L'operazione rientra nelle attività dei carabinieri finalizzate all'arresto del numero uno della camorra casalese ancora in libertà, Michele Zagaria latitante da oltre 15 anni. Gli arresti sono stati eseguiti sotto il coordinamento dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. 

C'è anche una soldatessa 25enne, Laura Titta, tra le 11 persone arrestate questa mattina dai carabinieri con l'accusa di favoreggiamento nei confronti del boss Giuseppe Setola e del suo gruppo. La soldatessa è stata arrestata nella caserma di Ascoli Piceno....

, sede del 235 Reggimento Piceno, dove prestava servizio da dieci giorni. La giovane, considerata un'insospettabile, avrebbe avuto un ruolo importante nella logistica del clan prestandosi - secondo l'accusa - a fare da autista nello spostamento dei latitanti e a consegnare loro i pasti. Undici presunti fiancheggiatori del boss, attualmente collaboratore di giustizia, Emilio Di Caterino, sono stati arrestati all'alba di oggi dai carabinieri del gruppo di Aversa in base ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia coordinata dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho. Gli indagati sono accusati di favoreggiamento personale aggravato dall'art. 7 per avere agito allo scopo di favorire il clan di riferimento. Le indagini sono state avviate nel maggio del 2008 ed erano dirette all'arresto di Di Caterino inserito nell'elenco dei cento latitanti più pericolosi in ambito nazionale. Di Caterino, ritenuto il vice del capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi Giuseppe Setola, fu poi arrestato mentre da latitante si trovava a Terni con moglie e tre figli. L'attività investigativa iniziata tre anni fa ha consentito di individuare la rete di fiancheggiatori e singoli ruoli operativi e logistici che gli undici indagati avevano nel periodo della latitanza di Di Caterino. Fanno notare dalla Procura antimafia che durante l'ultimo periodo di libertà «Di Caterino aveva militato in posizion


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