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CORRIERE DELLA SERA.CASO RUBY EMILIO FEDE FAVORI ALLE PUTTANE. SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA.

Milano 4 Novembre 2010 (CORSERA.IT)

Emilio Fede, sbattuto in prima pagina dal Corriere della Sera,come un delinquente,indagato di favoreggiamento della prostituzione,un reato da schifo per un padre di famiglia.Strano a dirsi che noi del Corsera.it,il cugino minore,fin dalle prime battute della vicenda Ruby e delle strampalte confessioni della Nadia Macrì,abbiamo sempre sostenuto l'assoluta innocenza del simpaticone direttore del TG4 Emilio Fede,giornalista di parte,siamo concordi,ma....

.....persona del tutto mite e perbene.Il Corriere della Sera,cugino maggiore, ha pubblicamente massacrato il collega Emili Fede,direttore del Tg4,pubblicando in prima pagina, una notizia bufala,come quella dell'inchiesta sul caso Ruby rubacuori,le squillo della Milano d'alto bordo, che lo indicavano come uno degli indagati per .......favoreggianto della prostituzione.Inimmaginabile pensare,soltanto pensare che Emilio Fede si possa mai essere prestato a situazioni simili.Corsera.it difende,il Corriere della Sera affonda un fendente ignobile ad un collega rispettabile.Perchè?

Cade in Italia l'ultimo balurdo del giornalismo libero,Il Corriere della Sera usato come una clava contro Silvio Berlusconi,colpisce senza remore anche un collega come Emilio fede,accusato in prima pagina di essere indagato per favoreggiamento della prostituzione.Scivola sulla buccia di banana.Lo stesso direttore del Corriere Ferrucio De Bortoli deve ingoiare la furibonda reazione di Emilio Fede e scusarsi pubblicamente,ma è troppo tardi.

CORSERA.IT COPYRIGHT

 

ASCA) - Roma, 2 nov - Emilio Fede, direttore del TG4, annuncia una querela contro il quotidiano di via Solferino in merito al caso Ruby. ''Dire che e' un accanimento e' superfluo. Dire che il minimo di garantismo dovrebbe portarvi ad un maggiore rispetto delle persone presunte implicate di reati, e' dire poco. Potrei anche fare riferimento al mio ruolo di direttore, soprattutto, di giornalista. Quindi di un vostro collega. II problema grave e' ben altro e lo vedrete presto. Lo vedrete in sede penale. Io, fino ad oggi, non sono stato informato di una indagine nei miei confronti. Il favoreggiamento della prostituzione e' un'accusa non grave, gravissima. E voi - ogni volta che alla vicenda in generale vi riferite - trovate il modo per ricordare che sono un indagato, forse lo saro', forse no. Voi intanto vi siete portati avanti. Per primi. E in prima pagina. Credo inutile portarvi a riflettere che questo mi ha creato un danno morale e professionale enorme. Un danno soprattutto alla mia famiglia. Ne risponderete penalmente'', tuona Fede in una lettera al direttore del Corriere della Sera.

''Di questo non ho dubbi, ma purtroppo non basta a riparare il danno. Il ridicolo del ridicolo e' che nel breve articolo riferito alla cena al ristorante Giannino - sulla quale per cortesia verso il collega vi ho riferito - avete trovato anche il modo di scrivere '...una quindicina di ospiti tra cui Emilio Fede indagato per favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby'. Aggiungendo all'offesa anche un'altra non verita': io con il caso Ruby non ho nulla a che vedere. Io di avvisi di garanzia non ne ho ricevuti.

Auguratevi, comunque, che lo riceva.

Ve lo auguro con tutto il cuore. Perche' altrimenti, dovessi chiamare gli avvocati di tutto il mondo, vi porto in tribunale. Cosa che non ho mai fatto verso un collega. Ma voi colleghi lo siete soltanto perche' iscritti allo stesso albo professionale''.

La replica del direttore Ferruccio De Bortoli: ''Caro Emilio, il Corriere ha dato la notizia e riportato la tua versione.

Io mi auguro che l'avviso di garanzia tu non lo riceva mai.

Ma se abbiamo sbagliato, chi scrive se ne assumera' personalmente e pubblicamente l'intera responsabilita'''.


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