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OMICIDIO SARAH.MICHELE MISSERI "UN PADRE PERFETTO." SABRINA TESTIMONE INCONSAPEVOLE DI UN DELITTO PERFETTO.

Avetrana 12 Ottobre 2010 (Corsera.it)

Il narcisismo ha tirato un brutto scherzo allo Zio Michele Misseri e forse sta attirando nella stessa trappola anche la figlia Sabrina,che ieri a Matrix,ha cambiato versione dei suoi sentimenti."Mio padre è un uomo perfetto,esattamente come l'uomo che vorrei sposare."La sfera affettiva della figlia Sabrina Scazzi,dunque inverte la rotta e lo fa a 180°,perchè a caldo dopo la confessione del padre Michele Misseri,nella sua esasperazione e prostrazione psicologica,aveva urlato dal citofono ,ai cronisti che prendevano....

...d'assalto la sua casa:"Non voglio la pena di morte per Papa',deve essere torturato giorno per giorno." Uno sfogo che chiaramente indicava uno stato d'animo quasi di liberazione,la voglia di vendicarsi per dei torti subiti.Perchè infatti condannarte il padre alla efferatezza della tortura quotidiana se fin da sempre era stato quel "padre perfetto" di cui racconta? Una "complice" incosciente dunque Sabrina Scazzi,una testimonianza a favore  delle azioni del padre,che viene dipinto come un uomo  perfetto,che mai urlava,se non in occasioni rarissime e comunque preferiva allontanarsi da casa pur di confliggere violentemente con i suoi familiari.Sabrina Scazzi ritrae la figura di un padre esemplare,così perfetto da essere considerato ideale anche come futuro marito,dunque lo scagiona dalla premeditazione,convince se stessa e il pubblico e gli inquirenti,che quanto accaduto è frutto di un raptus improvviso,inspiegabile,dunque lo scagiona in qualche maniera,perchè una perizia psichiatrica a lui favorevole in questa direzione potrebbe sottrarlo alla giustizia per temporanea infermità mentale.Quando Dacia Maraini,accusa la trasmissione televisiva Matrix di fare mercimonio della figura di Sabrina,che assiste in diretta allo scempio della figura del padre,non si accorge che Sabrina ha assunto le difese del padre,lo confina in un limbo paradisiaco di angelo custode della sua infanzia e della sua famiglia.Sabrina protegge il suo nucleo familiare,protegge se stessa dal mondo esterno che ha cavalcato la rabbia per il mostro, tanto da scagliarsi con avidità e ciniscmo contro di lei e i suoi parenti.Sabrina è consapevole,fredda,misurata nei toni e nelle risposte.Sabrina vuola cacciare da sè ogni dubbio,cancellare con forza ogni minimo sospetto sul passato della famiglia,ma sopratutto sul passato del padre.Anche quella di Sabrina,con la televisione, appare in evidenza come una sfida con il mondo esterno,è lei che ne vuole essere protagonista,accucciata sul divano parla a se stessa,al mondo,ma forse tracima dalla sua psiche devastata di oggi e forse di allora, l'idea di farsi "prendere",forse confessare anche lei,cosa sia accaduto negli anni bui della sua infanzia e in quella cantina di cui verosimilmente ha paura di scendere(una ricerca con il luminol potrebbe illuminare il corso delle indagini).Si tradisce ancora una volta in diretta tv Sabrina, infatti ha il dubbio lacerante,che qualcosa di brutto sarebbe capitato anche a lei,se avesse guardato nella cantina,se si fosse accorta del corpo senza vita della cugina.Affiorano ricordi nella mente di Sabrina? Noi non crediamo alla versione del padre impazzito impovvisamente.Noi crediamo che il pedofilo assassino convivesse con la sua psiche malata,quella che lo ha indotto a seviziare il corpo morto di una adolescente ed eiacularci dentro.

Un altro significativo episodio confligge con le parole di Sabrina,relativo al racconto di  momenti che precedono la sparizione di Sarah. La testimonianza dell'amica Mariangela Spagnoletti, che quella mattina si era recata a casa Misseri, a prendere le due cugine per condurle al mare,parla di una "Sabrina mi aspettava fuori dal portone di casa ed era visibilmente agitata."

Nella Procura di Taranto Mariangela ha confermato la sua versione dei fatti: arrivata davanti a casa Misseri per andare a mare con le due cugine, ha trovato Sabrina preoccupata perché Sarah non era ancora arrivata. Così hanno fatto un giro in auto per vedere dove fosse finita. Erano le 14.42. (Secondo la confessione di Michele Misseri, Sarah  a quell'ora sarebbe stata già uccisa). Erano in macchina quando Sabrina avrebbe tentato di chiamare al cellulare la cugina, il cui telefono ha prima squillato a vuoto e poi è risultato spento. Ma, sempre secondo la ricostruzione fatta dall'assassino, la quindicenne era già morta, il suo cadavere nascosto sotto un cartone nel bagagliaio della Seat con la quale lo zio Michele l’avrebbe poi portata in campagna e il cellulare era già privo di batteria. Come poteva quindi squillare?

Perchè Sabrina era agitata pur non avendo ancora chiamato Sarah al telefono? Poteva il ritardo di qualche minuto incuterle spavento e paura per una fine cruenta?Poteva il ritardo di pochi minuti spingerla nell'agitazione,tanto da chiedere all'amica di accompagnarla a cercare la cugina nelle strade della città?Non credo,Sabrina era agitata perchè sospettava qualcosa.La telefonata,quella che fece alla cugina Sarah,avvenne dopo,quando insieme all'amica cominciò l'affannosa ricerca in automobile per le strade del paese.Ma Sarah poteva essere ovunque anche a mangiare un gelato con una persona amica incontrata lungo la strada,poteva essere tornata indietro,avendo dimenticato a casa qualcosa di utile da portare alla spiaggia.Cosa temeva Sabrina in una cittadina come Avetrana,dove mai nulla è accaduto,dove tutti si conoscono,dove il mondo,al contrario di quanto si vuole dipingere,è quello di una qualunque splendida cittadina di provincia?Non ci sono pericoli ad Avetrana,neanche episodi sgradevoli accaduti con i turisti.La certezza che fosse accaduto qualcosa,poteva scaturire da una telefonata fatta presso la casa di Sarah,accertandosi del momento esatto della sua uscita.Ma Sabrina non chiamò mai Concetta.

Non c'è nulla di nulla in quei cinquecento metri che dividono la casa degli Scazzi da quella dei Misseri.Ma forse Sabrina aveva guardato in fondo al buco e probabilmente non vi è mai scesa per non guardare l'orrore.La sua ricerca in automobile per le strade della città,conduce nell'immediatezza della scomparsa di Sarah, le ricerche fuori dal covo del mostro,fuori dalla sua casa,fuori dalle mura domestiche.Sabrina protegge se stessa e la sua famiglia,quasi domina la scena del delitto fin da subito.

Inconsapevolmente,dunque in televisione, Sabrina racconta la sua paura,il segreto inconfessabile dell'uomo che forse l'ha depredata della sua fanciullezza.E' un confine labile,che l'avvocato,cerca di trincerare per tutta la trasmissione,recitando da teatrante consumato(anche i due legulei mediatici compaiono sulla scena dei crimini italiani più efferati ):"Il caso e' chiuso."

Ma non è così,perchè è Sabrina che lo ha riaperto,che tiene i telespettatori con il fiato sospeso,induce gli inquirenti a dubitare di lei,a scavare con forza nel suo passato.Quello di Sabrina è il volto di un attore consumato,non certamente il volto di una ragazza che è stata colpita nella  sfera sentimentale, da un delitto efferato e disgustoso compiuto da una persona che lei rispetta e ama.

Il padre Michele Misseri non è l'uomo che Sabrina dipinge,non può esserlo,perchè è nei fatti,nella testimonianza di Sarah,che noi non dobbiamo tradire,mai mettere in discussione,perchè le ultime parole della ragazza sono il suo testamento,gli indizi per trovare il suo vero assassino.Sarah aveva raccontato delle avances sessuali dello Zio e forse noi conosciamo soltanto gli ultimi episodi raccontati al suo carnefice,ma non certamente altri raccapriccianti episodi e quante altre volte si siano verificati nel corso del tempo.Non sappiamo ad esempio,se Sarah avesse convissuto con una attenzione morbosa o sessuale perpetuata nel tempo e che divenuta grande se ne volesse liberare.Possiamo infatti credere allo Zio Michele Misseri che confessa agli inquirenti che l'abbia molestata soltanto un altro paio di vole?

Chi era la sua confidente? Forse,anzi con ogni probabilità proprio la cugina,che nella sua sfera sentimentale rappresentava la protezione dal Male.Perchè lo Zio Michele Misseri si tradisce ancora una volta,quando racconta agli inquirenti che aveva molestato Sarah,soltanto in un altro paio di occasioni poche settimane prima.Noi crediamo l'abbia fatto da sempre,o almeno da molti anni.Questo spiegherebbe anche quella consapevolezza che emerge dal profondo degl volto freddato della madre Concetta,che soffre di dolore,ma anche rimurgina al passato,fotografa quegli episodi che forse aveva sottovalutato.Istinti materno,soltanto graffi nella psiche,ma al momento del delitto diventano macigni insopportabili,l'idea stessa di non aver capito cosa stessa accadendo tra sua figlia e il carnefice.

Michele Misseri è sicuramente un pedofilo,una personalità attratta dalla sessualità dei bambini,Sarah era ancora una bambina anche quando l'ha uccisa.Non sappiamo se piccoli banali episodi siano stati mai raccontati da Sarah alla Mamma e siano stati inspiegabilmente  sottovalutati.L'avvocato della famiglia Scazzi,fa bene a sostenere,che :"gli opinionisti e i giornalisti che hanno descritto come Concetta Serrano,la madre di Sarah,come fredda e impassibile,dovrebbero verognarsi..." Ha ragione l'avvocato, protagonista corpulento a spinta endogena del circo mediatico, a parlare,perchè sicuramente è così,ma dall'altra parte i componenti della famiglia Scazzi,appaiono in ogni circostanza,come assenti,come lontani dal delitto della figlia,ma più protagonisti a posteriori della tragedia.Loro,almeno il padre e il fratello,non esistevano nella vita della figlia,forse proprio quando lei voleva liberarsi di quella morsa "affettiva" di cui era stata oggetto all'interno della famiglia Misseri.Sarah Scazzi non è scesa in cantina se vi fosse stato soltanto lo Zio Michele Misseri,questo è certo.

Non sappiamo,dunque, se lo Zio Michele l'abbia molestata sempre,in assenza del padre e della madre,proprio confidando nella segretezza delle silenziose mura di casa.Mi fa specie, che nessuno degli attori psicologi del circo mediatico, da Porta a Porta o Matrix,ne abbia mai parlato.Eppure i casi di pedofilia parlano chiaro,le attenzioni rivolte alle vittime,avvengono in tenera età,proprio quando la testimonianza delle stesse,sarebbe poco chiara e dunque difficile nel valutarne i riscontri.La vittima giovanissima assicura al pedofilo l'anonimato e la garanzia di non essere identificato con certezza.Tutti hanno preso per buone le parole dello Zio Michele Misseri per me al contrario Sarah è sempre stata molestata dallo Zio.E strano che Sabrina non se ne sia mai accorta o sua madre.Difficile credere di non aver intuito anche dagli sguardi del padre che qualcosa non andava per la naturale relazione affettiva tra lo Zio e la Nipote.Si intende che la figlia Sabrina e la moglie non hanno alcuna responsabilità nei comportamenti del signor Michele Misseri.

La moglie,come appare evidente infatti non esiste,un'altra protagonista silenziosa,che per istinto animalesco, con un cronista che la riprende con la telecamera sul ciglio della strada, mentre torna a casa accompagnata dalla figlia,raccoglie da terra una pietra e cerca di lanciargliela.Qualcuno sta entrando nella profondità della sua vita e del suo animo.

L'unico movente che ha forse condotto Sarah alla morte è quello della vendetta e del silenzio.Sarah aveva forse scoperto qualcosa di terribile,quel segreto inconfessabile di cui nessuno vuole parlare tra le due famiglie.Un segreto che sembrava sepolto e che invece riaffiora all'improvviso,con la forza micidiale di un delitto che appare perfetto e che non lo è.Qualcuno vuole che Sarah taccia per sempre,ma quella ragazza con il viso vispo e i capelli biondi,sta urlando,anche se molti ancora dubitano di lei,come hanno fatto fin dall'inizio,fin dal macabro balletto del giorno del suo ritrovamento,in quelle trasmissioni televisive,come Porta a Porta,in primis,che con le deliziose e poetici fraseggi  della dottoressa Grazziottin,che puntavano il dito sullo scenari sociale che costruisce una bad girl,quel mondo di internet capace di tutto,dove si annidano predatori violenti.

Il caso non è chiuso,mio caro avvocato,la sua assistita tradisce se stessa,gioca con gli episodi e scagiona il padre,con cui vuole parlare disperatamente,forse sincerarsi che quel segreto tra "complici" resisterà al tempo?

E infine è certo che Sarah non sarebbe mai scesa nel buco nero della sua vita,se avesse incontrato soltanto lo Zio,perchè tutti noi dobbiamo mettere un punto fermo in questa storia,Sarah era già vittima del mostro da molto tempo, lottava per liberarsene,cercando di trovare una via d'uscita.Dobbiamo ssere coscienti di questo,se non altro per puro istinto di sopravvivenza,quello che ci tiene tutti a galla nella vita,quello che si erige tra noi e il male,che qualche volta assume anche le sembianze di quel Dio che protegge ognuno di noi.

Chi ha trascinato Sarah dentro la cantina? Chi l'ha convinta a scendere quegli ultimi gradini che conducevano all'Inferno? Quando risponderemo con certezza a questa domanda avremo trovato il vero assassino di Sarah.

 

(CORSERA.IT)

 


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