QUIRINALE.MANOVRA ECONOMICA.UN GIORNO COME ALTRI.CADE ANCHE LE MONDE.

Roma 30 Maggio 2010 (Corsera.it)

Il testo della manovra economica è al Quirinale in attesa della firma del Capo dello Stato,mentre Silvio Berlusconi,il Presidente del Consiglio italiano ha già firmato.Cosa si attende dunque? La prassi vuole che il Presidente della Repubblica analizzi i testi già firmati dalla Presidenza del Consiglio,forse Berlusconi intendeva con le sue prime dichiarazioni(il testo è all'esame di Napolitano) ,dare esempio di virtuosismo diplomatico e assoluto rispetto del primo cittadino? Crediamo di sì,perchè quando Silvio Berlusconi vuole imporre qualcosa agli altri,certo non attende nessuno,neanche il Capo dello Stato.Quello che vediamo è un giorno come altri,in cui la crisi economica deve essere affrontata istituzionalmente.Berlusconi ha paura del momento,forse per la ...

.....prima volta nella sua lunga carriera politica,teme che la frittata gli si rovesci addosso,anche perchè gli ingredienti sono i suoi,Giulio Tremonti ci mette soltanto una pezza.Se non fosse per la pochezza dell'opposizione,che ha messo in campo quel Pierluigi Bersani,talmente brutto e privo di fascino,che non riesce ad attizzare neanche le vecchiette,Silvio Berlusconi oggi ne avrebbe da passare delle belle.Il momento è delicato,la crisi economica graffia le tasche degli italiani e se le condizioni attuali saranno confermate a breve,per l'Italia saranno momenti difficili.Qualora nascesse oggi un eroe popolare,giovane e grintoso,intenzionato a spazzare via questa nuova nomenclatura,avrebbe vita facile,anche perchè quelli della Lega Nord,hanno fatto di tutto per assomigliare più ai vecchi democristiani che non a quel movimento popolare rivoluzionario che voleva stroncare i privilegi della politica.Da Paragone in poi,gli uomini della Lega Nord,occupano i posti di potere e nel territorio,sono dentro alle Province,ecco perchè eliminarle per loro rappresenta un guaio,come mantenere in vita decine di loro militanti professionisti?

Senza eroi del popolo,senza una persona disposta a sacrificarsi per i cittadini italiani,quel Silvio Berlusconi ha la vita facile,circondato dai suoi YES MEN,che sono disposti a cerchio,nell'anfiteatro della scenografia da lui voluta e costruita.Anche Gianfranco Fini sarebbe spazzato via dall'antieroe,magro delle sue mediocri vedute politiche,quelle che cercano di garantirsi un futuro istituzionale,ma sono somme che vivono di equilibri precari e non certo del ben volere delle masse.Chi saprà infervorare i lavoratori? Chi saprà infilare il dito nella piaga di questa crisi economica e farne un'ideale nuovo viaggio nel futuro?

Esiste quest'uomo nuovo disposto a caricarsi sulla schiena questo enorme fardello di contraddizioni e di odio che si muove nelle viscere della politica e della società,pronto a saltarti addosso?

Silvio Berlusconi ha paura,e invia il testo del DDL al Colle,facendo ben sapere a tutti che attende una conferma da parte del Presidente della Repubblica,salvo che i fatti lo smentiscano il giorno dopo,per dovere e procedura amministrativa.Tende le mani verso l'opposizione Berlusconi,perchè sarebbe spazzato via dai tumulti della Piazza.

In Francia cade Le Monde,la testata è oberata dai debiti.Nessuno legge i giornali ormai,tutti guardano le news via web e le testate tradizionali sono infarcite di commenti dei professionisti del giornalismo,che forse sono anche queste forme desuete dell'informazione,mentre oggi l'interesse è quello di ascoltare voci nuove.

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ROMA - "Il testo della manovra economica, già firmato dal Presidente del Consiglio, è ora al Quirinale in attesa della valutazione del Capo dello Stato". Lo comunica una nota di palazzo Chigi che corregge quanto affermato in precedenza da Silvio Berlusconi il quale, ai cronisti che gli chiedevano se avesse firmato il provvedimento, aveva risposto: "E' all'attenzione del capo dello Stato. Viene firmato quando il Colle darà la sua valutazione". Ma quella di cui parla il capo del governo sarebbe una procedura in verità non proprio ortodossa poiché, di prassi, al Colle giungono testi già firmati dal premier. Tant'è che ambienti del Quirinale fanno sapere che Napolitano sta esaminando la manovra trasmessa già firmata dal presidente del Consiglio. Come vuole la "regola".

Le parole pronunciate in mattinata da Berlusconi suscitano subito le critiche del leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Non si può coinvolgere Napolitano su un provvedimento di cui ancora non si hanno le linee definite, tirandolo dentro in questioni politiche. Mi auguro che il presidente raddrizzi queste affermazioni improvvide". Poi l'ex pm  lancia l'allarme: "Temo che le tensioni possano sfociare in un'autentica rivolta sociale".

Parole pesanti arrivano dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Che ai microfoni di Sky Tg24 definisce la manovra come il "frutto amaro e ingiusto di due anni di bugie e menzogne e di una politica economica dissennata che ci ha portato fuori binario nella spesa corrente, che ci ha ridotto gli investimenti e quindi abbassato la crescita e che non ha tenuto i conti a posto come si è visto. E adesso si ripropone una strada che per noi è sbagliata". Bersani parla di "uno spettacolo inverecondo, non si sa bene cosa il Consiglio dei ministri abbia approvato" e di una situazione "ai limiti estremi del quadro costituzionale". Tutto questo avviene, spiega, perché ci sono "delle differenze, per dirlo con un eufemismo, delle risse penso, dentro al governo e quindi vedremo carte cambiare in questi giorni. Vorrei sapere se ci sono ancora le norme che raddrizzano le procedure della Protezione civile, tanto per fare un esempio dei dieci che si potrebbero fare". E poi Bersani lamenta il fatto che "non si spieghi perché dobbiamo fare questa manovra. Non è mica una grandine questa manovra qui... Dire che è l'Europa che ce la chiede è una falsità, l'Europa ci chiede i conti a posto ma se i conti non sono a posto è tutta una responsabilità del governo".

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