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RENATA POLVERINI BERLUSCONI CENA CON ABUSO EDILIZIO A FONTANA DI TREVI.

Roma 12 Maggio 2010 (Corsera.it)

La Polverini e Berlusconi hanno cenato a lume di candela a Fontana di Trevi, difronte agli abusi edilizi del Banco Popolare,nella loro sede di Via Poli 3.Chissà se i due politici si daranno da fare per impedire il saccheggio di Roma?

Quando Gianpiero Fiorani aveva bisogno di soldi per le sue scorribande politiche e finanziarie,si svegliava la mattina e sui conti correnti degli ignari clienti della sua Banca,allora Popolare di Lodi,addebitava spese inesistenti, qualche spicciolo,giusto per raggranellare qualche  centinaio

di milioni per tentare la scalata alla banca Antonveneta.Oggi quello che rimane del Banco Popolare di Lodi,è stato inglobato dal Banco Popolare,ma dello scempio selvaggio del patrimonio della banca,rimangono i fardelli e sopratutto gli uomini insediati alla loro gestione.Il caso emblematico è il palazzo di Fontana di Trevi,quello che Fiorani aveva...

....immaginato come sua reggia personale al centro storico di Roma.Un palazzo antico di origine medioevale,in Via POLI 2 e 3 ,circa 1000mq con ascensore interno,scale,cinquecento metri quadrati di terrazze,forse uno degli oggetti più belli della capitale.Il palazzo oggi è la testimonianza vivente di ogni illecita attività abusiva realizzata con l'avallo anche dei managers del Banco Popolare, su un immobile di pregio della capitale.Abusi edilizi realizzati notte tempo sul lastrico solare,per insediare le unita' esterne della termoventilazione e poi regolarmenti accatastati,senza alcun titolo abilitativo sottostante.Il palazzo stesso tagliato in due come un panetto di burro,regolarmente accatastato a firma dell'arch.Fabio Sebastiani,incaricato da un certo Marco Mezzadri,ma senza alcuna presupposto di titolo abilitativo.I prospetti esterni travolti senza alcuna autorizzazione o parere preventivo del Ministero dei Beni Culturali e ambientali,oggi presieduto da Sandro Bondi....Ma vi è di più,finita in cenere la storia di Giuseppe Fiorani e le sue ambiziose scalate al mondo finanziario italiano,i managers del Banco Popolare,decidono di riattare l'edificio a sede e sportello bancario e per raggiungere l'obiettivo non guardano certo a spese e alle normative vigenti,anzi,travolgono con ardore ogni cosa.I titoli abilitativi che non avrebbero consentito il cambio di destinazione d'uso del piano terra,vengono stravolti completamente e nell'ante operam del condono,si rappresenta una situazione di fatto diversa da quella che poi viene trasferita negli atti di compravendita.Il condono che prevedeva il piano terra come negozio,viene passato ad agenzia bancaria,modificando l'impatto urbanistico il c.d. carico ubanistico.Gli architetti incaricati non ne tengono nota,anzi si dichiarano alle maestranze come HITLER(pare abbia detto proprio così il professionista agli ignari operai) e procedono a spianare ogni cosa.Allo scopo di aumentare la superficie di vendita dello sportello bancario,i sedicenti architetti si moltiplicano(Saulle abbandona)inventanono anche una scala inesistente(neanche raffigurata negli elaborati grafici dell'ante operam della DIA) e unisce piano terra con il primo piano,violando l'art.26 delle NTA del PRG.Nessuno controlla,gli uffici pubblici accatastano e vistano lo spaventoso e illegittimo abuso edilizio.Ma si continua come nulla fosse,anzi qualche reticenza la mostra la ditta che ha ricevuto l'appalto d'opera,Curto costruzioni srl ,una ditta di Agrigento.Sono numerose le lettere che l'Ing.Calogero Curto invia ai dirigenti del  Banco Popolare ,sono 26 i punti salienti che non corrispondono alle normative neii lavori edilizi che deve eseguire.Per l'ingegnere siciliano le opere sono abusive e quanto meno si dovrebbe ottenere il parere vincolante delle autorità competenti.Ma niente le sue parole cadono nel vuoto.Il contrasto con l'Architetto Fabio Sebastiani è rovente,ma l'architetto va avanti incurante di ogni cosa.Infissi,porte,tramezzi,chiusure,tutto viene modificato e non trova riscontro sui titoli abilitativi."Ma come,sostiene Curto,noi ad Agrigento se tocchiamo una foglia veniamo arrestati e qui a Roma accanto alla Fontana di Trevi,questi della Banca aprono i solai come lattine di aringhe?"

Il Banco Popolare poi ,al fine di ristrutturare i costi dell'azienda,decide di vendere una porzione del fabbricato e quindi incarica l'achitetto di tagliare l'edificio in due parti,anche se le norme non lo consentono .La reggia di Gianpiero Fiorani viene dunque sacrificata alle esigenze della banca e pur di ottenere lo scopo,la ditta appaltatrice si vede costretta a chiudere porte e tramezzi,sostituire i vecchi infissi in legno,senza alcun permesso legittimo,ma come a Cinecittà,lascia gli infissi interni ad ingannare un'improvvisa apparizione di qualche vigile del Comune di Roma,assente fino adesso come abbiamo visto.Anche il Palazzo di Fontana di Trevi dunque appare come la quinta di un set cinematografico.E si prosegue perchè nel corso del tempo,gli atti di vendita perdono una particella su cui insiste metà del fabbricato e gli appartamenti(i subalterni) si moltiplicano.Come mai? Semplice,nel corso del tempo il palazzo viene acquistato da una certa Catya investment con sede nella Cayman e qualche anno dopo,Italease lo acquista dalla stessa fantomatica società,inviando nel 1993 circa diecimiliardi nelle Cayman,pensate proprio l'anno successivo a tangentopoli,quando in Italia praticamente non si vendeva nulla.Metà del fabbricato rimane in pancia,forse nello statompatrimoniale alla società venditrice una certa Edilroma 76 srl,che a tutt'oggi nella nota di trascrizione risulta esserne proprietaria.Edilroma 76 srl era finanziata dal Banco Popolare di Lodi?

Un errore? Oppure un atto volitivo,che intendeva magari ingannare i funzionari di una banca che avessero concesso finanziamenti in cambio di quelle proprietà?

I condoni edilizi sono sbagliati e nel corso degli ultimi dieci anni non ottengono le necessarie rettifiche.Inoltre al fine del rilascio delle concessioni in sanatoria,il provvedimento del Ministero dei Beni Ambientali,intima alla proprietà di ripristinare le aperture delle finestre sui prospetti laterali,cosa che puntualmente non avviene.Ma il Ministero diretto da Sandro Bondi non interviene e non verifica,omette dunque di realizzare i suoi doveri d'ufficio.Nessun parrucchiere arriva a Fontana di Trevi,non ci sono appalti,non ci sono soldi e quindi perchè faticare a vuoto?

Elusione fiscale? Inoltre le superfici dichiarate nel condono risultano di gran lunga inferiori rispetto a quelle da condonarsi.

E siccome Fiorani è Dio,anche il professionista che deposita la Dia ,un certo Arch.G Saulle, non vuole essere da meno e crea una scala interna,laddove il progetto edilizio non l'aveva mai prevista nè creata.Ma c'è di più,la scala interna prevede la demolizioni di un solaio ,si crea la fondazione per una nuova scala in cemento armato e si demoliscono mura portanti.La Dia dunque creò la scala,il collegamento,l'aumento del carico urbanistico,ma sorprendentemente,siccome gli architetti(Saulle e Sebastiani) non erano soddisfatti dello stravolgimento sistematico dell'edificio,asseverano che le opere di ristrutturazione oggetto della Dia che le opere realizzate sono conformi agli strumenti edilizi adottati e approvati,che non comportano pregiudizio alla statica dell'edificio,e dulcis in fundo nella variante della DIA,si afferma che le opere non comportano modifiche nei locali non interessati da domanda di condono edilizio e che lo stato dei luoghi e la destinazione d'uso del piano terra(agenzia bancaria) sarebbero conformi alla concessoine edilizia in sanatoria rilasciata.

Il povero e onesto Pierfrancesco Saviotti che sta cercando di rimettere in bonis il banco Popolare di Lodi,in realtà si trova con braccia e mani spezzate,l'ignavia dei manager è evidente,o forse è semplice culpa in vigilando?

redazione Corsera.it Roma

 

 


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