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CAMPIONATO DI SERIE A.FRANCESCO TOTTI GUASTAFESTE.INTER SCUDETTO DA PAURA.

La Repubblica.Quando ha segnato il secondo dei suoi due gol al Cagliari - un rigore battuto di piatto destro non fortissimo ma secco e deciso  -  Francesco Totti si è piazzato in mezzo all'area col dito in bocca, il marchio dei suoi 14 gol in campionato. Lo scudetto all'Inter, per ora, lo ha strappato lui: i nerazzurri se lo erano già attaccato per metà. E' stato come se il famigerato Inter-Roma delle botte in campo e dei veleni fuori fosse proseguito sempre nello stesso stadio, nello stesso campo. Mercoledì scorso Totti ne era uscito dopo aver inseguito e preso a calci Balotelli  -  un fatto che è arrivato persino sul tavolo del presidente della Repubblica - ne è riuscito quattro giorni dopo con tutto lo stadio che gridava il suo nome. Anzi l'Olimpico si era vestito con la sua maglia, proprio per sottolineare di chi avesse preso le parti nelle ultime velenose polemiche.

Già perché ad un certo punto -  alle 15'35 di questa domenica 9 maggio - il campionato era proprio finito: Cambiasso aveva segnato a San Siro il gol del sorpasso sul Chievo e la Roma era ancora ferma sul pareggio del Cagliari. Il pubblico aveva accolto l'annuncio sul tabellone con un "ohh" di stupore e anche un po' di rassegnazione. E quando nel secondo tempo il Cagliari era addirittura andato in vantaggio lo scudetto dell'Inter era ormai cosa fatta, a San Siro si preparavano giustamente a festeggiare. E nel secondo tempo le cose per la Roma erano addirittura peggiorate, visto che il Cagliari  -  così come il Chievo a Milano  -  era addirittura passato in vantaggio. Un momento storico per i nerazzurri, certamente e giustamente: ma per dire che i cinque (possibili) scudetti dell'Inter sono un'impresa che richiama i tempi del Grande Torino, dell'Inter di HH, del Milan di Rocco, della Juve di Platini e così via bisognerà aspettare un'altra settimana. Sempre che finisca come tutti immagino che finisca, visto che l'Inter ha comunque due punti di vantaggio e una partita non certo difficile da affrontare.


E comunque se nessuno pensava che ci potesse essere altro finale, che ormai il campionato avesse detto proprio tutto,  si è dovuto ricredere e togliersi il cappello di fronte alla stagione più bella e combattutta  -  anche se fin troppo avvelenata  -  degli ultimi anni.  Totti fino a un quarto d'ora dalla fine di Roma-Cagliari aveva colto tutti i pali possibile e mandato fuori le migliori occasioni capitategli. Aveva addosso la grande foga di dimostrare che non è solo quello dei calci a Balotelli e dei colpi da matto:  un rasoterra in diagonale e un rigore di destro hanno nella sostanza sconvolto l'epilogo. Il campionato non è ancora finito, perché Totti ci ha messo il suo anche oggi.

Arrivato il fischio finale la Roma ha festeggiato comunque come se lo scudetto lo avesse vinto davvero. Sulle note di "Grazie Roma" di Venditti i giocatori hanno festeggiato insieme ai loro bambini, facendo un giro di campo. Taddei da una parte e Riise e Julio Sergio dall'altra hanno addirittura rubato le macchinette elettriche di pronto soccorso e improvvisato una specie di Gp di Formula 1 sulla pista dell'Olimpico. Pubblico in visibilio e convinto che ancora non sia finita,  giocatori come se fossero al parco a festeggiare e scherzare sul prato. Probabilmente ci credono anche loro, chissà. Ranieri in sciarpa giallorossa osannatto da sessantamila persone: una bella rivincita sulla Juventus, da cui lo dividono ormai ben 22 punti.

Tutto dipende adesso dalla trasferta dell'Inter a Siena e da quella della Roma a Verona in casa del Chievo. Siena-Inter ha già sollevato molti veleni a causa del premio salvezza

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