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NEW YORK SVENTATO ATTENTATO.BLOOMBERG,POTEVA ESSERCI UNA STRAGE.

New York 2 Maggio 2010 (Corsera.it)

Oggi è una giornata mielosa,quasi primavera,aria calda estiva.A times Square gli artificeri della Grane Mela hanno disinnescato una bomba,collocata all'interno di una Nissan Pathfinder,notata da alcuni passanti perchè tralasciava uscire del fumo nero.La miccia stava bruciando e in pochi minuti il potente ordigno avrebbe causato il caos nel cuore pulsante della metropoli americana.

continua

Ricostruzione de La Repubblica.

NEW YORK - Un'autobomba a Times Square, nel cuore di New York, un'automobile carica di esplosivo pronta a esplodere. New York come Bagdad, New York come Beirut, l'incubo dell'11 settembre che ritorna con il fantasma che finora mai aveva preso forma per le strade della Grande Mela: l'autobomba. Migliaia di persone evacuate, il cuore della città che ha smesso di pompare per sei, sette, otto lunghe ore. Un'evacuazione cominciata lentamente alle sei e mezza del pomeriggio ed è proseguita per tutta la sera, per tutta la notte.

Chiusa Times Square, chiusa Broadway, chiuse le porte d'ingresso dei maggiori teatri. Il terrore che torna nella capitale del mondo e la polizia che ancora non sa dare una risposta. Di più. La ricerca affannosa di altri, probabili ordigni che prosegue per tutta la sera, per tutta la notte, le sirene della polizia e dei vigili del fuoco che si inseguono per tutta Manhattan. E dopo una serata caldissima di voci e indiscrezioni e paura, il New York Police Department che certifica: era un'auto bomba, c'era dell'esplosivo che doveva esplodere e non è esploso, "failed device", il dispositivo non ha funzionato. E' un'autobomba, conferma la polizia, "crude", cioè rudimentale, ma è un'autobomba. Terrrorismo? Gli investigatori, come sempre, non si sbilanciano. Ma cosa, se no?

Paura genera paura. Nelle stesse ore il panico si diffonde sul volo tra Chicago e Philadelphia costretto ad atterrare dopo il ritrovamento di un "messaggio sospetto". Quanto basta per riaprire le ferite e le paure dell'11 settembre: quel 9/11 (come si dice qui: prima il numero del mese, settembre, e dopo quello del giorno) di 9 anni fa.

L'allarme scatta intorno alle sei e mezza del pomeriggio quando alcuni testimoni vedono del fumo uscire da una Nissa Pathfinder parcheggiata all'angolo tra la 44esma strada e la Settima Avenue. E' il cuore della Broadway dei teatri: la gente e i turisti sono già in fila per lo show rivelazione della stagione, "Next to Normal", i più fortunati negli ultimi giorni hanno intercettato anche il suo produttore, Elton John. Ma è tutto un altro tipo di spettacolo quello che va in scena in piazza. Qualcuno dice di aver visto un tizio fuggire dall'auto, un potentissimo Suv, che viene lasciato con i lampeggianti accesi. Arriva la polizia, il fumo fa paura, viene chiamata la squadra antibombe. Il cuore di New York è isolato, nessuno si può avvicinare, i turisti si riversano nelle vie laterali.

Arriva il robot degli artificieri, l'imagine del braccino metallico che si avvicina alla Nissan con le frecce che lampeggiano diventa la nuova icona della paura. La sentenza è bruciante: su quell'auto ci sono gasolina, propano e una polvere scura, ci sono dei fili che sembrano bruciacchiati, forse c'è un timer, le testimonianze divergono. I controlli dicono che la targa è falsa: apparterrebbe a una vecchia Ford. C'è anche qualche turista che dice di avere sentito un'esplosione intorno alle sette. Fuggi fuggi, gettati all'aria i tavolini dei bar che ormai servono all'aperto, in questa New York che ieri ha sfiorato i 30 gradi, estate piena con due mesi di anticipo.

Proprio nel cuore dell'inverno, alla vigilia di Capodanno, un altro allarme aveva bloccato Times Square per un pomeriggio intero: ma si trattà di un flaso allarme, l'auto sospetta era stata lasciata in divieto di sosta e nulla più. Stavolta no, stavolta purtroppo è diverso. Migliaia di turisti bloccati fuori dagli hotel: il caos.

L'allarme si diffonde per tutta la città ma a Washington ancora frenano: Barack Obama proprio nelle stesse ore sta festeggiando l'annuale serata dedicata ai corrispondenti della Casa Bianca. Si ride, si scherza, c'è il comico Jay Leno a fare da mattatore, lo stesso Barack improvvisa un divertentissimo show. Ma la situazione si fa d'improvviso più seria: nessuno si precipita a parlare di attentato ma quando la polizia parla di esplosivo non si può più fare finta di niente. Il precedente è Londra 2007: macchina imbottita di esplosivo. Un altro attentato fortunatamente fallito. In tv gli esperti di terrorismo avvertono: in questo caso solitamente ci potrebbe essere qualche altra bomba piazzata da qualche altra parte. La situazione è così tesa che intorno all'una di notte di New York il sindaco Michael Bloomberg decide di indire una conferenza stampa con il capo della poliza. E negli stessi minuti l'allarme viene rilanciato dalla stessa Casa Bianca. Tocca al press secretary Robert Gibbs rilasicare una dichiarazione secondo cui il presidente "si congratula" per l'ottimo lavoro svolto dalla polizia di New York e informa che il suo consigliere per la sicurezza John Brennan lavorerà sul caso. Vuol dire che l'Fbi è già allertata: i federali sono già in azione.

La paura è tornata a New York: dieci attentati sventati dopo l'11 settembre. Ancora pochi giorni fa l'afgano Najubullah Zazi ha confermato che nel settembre scorso aveva cercato di fare saltare in aria New York per celebrare l'anniversario di Ground Zero. Fu fermato prima che riuscisse a mettere in azione il piano: lui e altri tre che si fanno saltare carichi di zainetti esplosivi proprio nella metropolitana di Times Square.

L'incubo è tornato. Un'autobomba. Nove anni dopo.


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