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SILVIO BERLUSCONI FREDERIC MITTERAND.CONCORRENZA SESSUALE ISTITUZIONALE.

Parigi 10 Ottobre 2009 (Corsera.it)

Silvio Berlusconi a puttane,Frederic Mitterand a omosessuali e ragazzi efebi thailandesi.La storia istituzionale,almeno il porcilaio immondo della sessualità istituzionale oggi si riempie di un'altra pagina orrenda,disgustosa,degna di una Sodoma e Gomorra irrefrenabile,dove le palpitazioni e i pruriti sessuali si rincorrono come l'eco di una campana impazzita.Puttane e turismo sessuale,come se i Signori della politica dovessero sempre intingere il pene in una vagina o in un ano sporco di povertà.Le istituzioni giocano e si pavoneggiano con i derelitti della terra,ne provano forse compiacimento,soddisfano gli istinti biechi della sessualità impazzita,forse per eccesso di potere.Dirompente campanello di allarme di una follia senza numeri,senza regole,accecata di onnipotenza.

Vomitiamo insieme cari lettori.

segui tutta la storia all'interno.

Il guaio è che questa volta non è una licenza poetica, estro e capriccio della fantasia narrativa. «La mauvaise vie» di Frédéric Mitterrand è uscito quattro anni fa: 190 mila copie, un buon successo per le ancora opimi edizioni francesi. I commenti? trionfali: «ben scritto», e giù a dargli dell’illustrissimo delle patrie lettere, i critici, a questo tetrarca così noiosamente mediocre.

Nel libro è evocata l’infanzia, felice, del futuro ministro della Cultura e l'affermazione orgogliosa della sua omosessualità. Ma quello che conta oggi, politicamente e non per le antologie, sono poche righe dionisiache, il racconto di un viaggio in Thailandia: «Ho preso l’abitudine di pagare dei ragazzi... certo ho letto quello che è stato scritto sul commercio dei ragazzi di qua...so che c’è del vero, la miseria ovunque, la prostituzione generalizzata, le montagne di denaro che rende quando ai ragazzi non arrivano che le briciole...ma questo non mi impedisce di ritornarci. Tutti questi riti di fiera di efebi, di mercato di schiavi mi eccitano enormemente».

Anche il più angelico dei lettori costringerebbe questa prosa in una orribile sintesi: turismo sessuale. Da sentirsi rabbuffare dentro. Anche per la insolente mancanza di rammarichi. Anzi. Per quattro anni nessuno glielo ha rimproverato, lo hanno nominato ministro della Cultura che in Francia amministra uno degli spicchi più devoti del mito nazionale. Per ipocrisia, per autocensura verso il potente, l’intellettuale. Bel colpo quello di Marine Le Pen a ricordarlo, colpo che squinterna e spaccia. La figlia del leader del Fronte nazionale era invitata alla trasmissione televisiva «Mots Croisés», tema «crimini sessuali».

Dopo aver invocato castrazioni obbligatorie, con l’aria lesta e sorniona, ha aperto il libro di Mitterrand e ha cominciato a leggere. Voilà: il vaso era scoperchiato. Il partito socialista, attraverso il suo aggressivo portavoce Benoît Hamon, ha cercato di trarre profitto da queste private lussurie: «Mentre la Francia si impegna con la Thailandia a lottare contro il turismo sessuale, ecco qua un ministro che spiega che ne è un consumatore».

La prima replica di Mitterrand è stata allo stesso tempo arrogante, tardiva e sbagliata: «Se il Fronte nazionale mi trascina nel fango lo considero un onore», ha sibilato un po’ spiritato, facendo l’orgoglioso e il distratto. Con questa scorciatoia ha resistito nemmeno 24 ore. Ieri sera è andato in televisione, telegiornale della rete privata France 1, il confessionale dei politici francesi, per spiegare e spiegarsi. Non c'è riuscito, ha offerto una impressione penosa: untuoso, bizantineggiante. Alla domanda precisa: è vero quello che ha descritto nel libro? Ha ammesso di aver pagato per rapporti sessuali ma con adulti consenzienti: «Non bisogna confondere l'omosessualità con la pedofilia».

Finale biblico: «Chi è senza peccato getti la prima pietra». Ha preso vigore soltanto quando la conduttrice ha chiesto se pensava di dimettersi: «Mai. Ho la fiducia del presidente e del governo». Basterà? Fréderic Mitterrand è uno dei virgulti del giardinetto di sinistra innaffiato da Sarkozy; anche se la sua appartenenza alla gauche in realtà si esaurisce nel cognome. Ebbene, nell’Ump cominciano a trovare eccessiva questa liberalità presidenziale. Contro di lui si mugugnava da un paio di settimane, quando aveva definito l’arresto per stupro di Polanski una operazione «orrenda».

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