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EDITORIALE .GIRO DI SQUILLO A MONTECITORIO .VITTORIO FELTRI MINACCIA GIANFRANCO FINI.

Roma 14 settembre 2009(Corsera.it)

A Vittorio Feltri si può rimproverare soltanto la simpatia,come del resto quella del suo padrone Silvio Berlusconi,averli a cena sarebbe esilarante,sopratutto quando si scadrebbe nei raccontini erotici,dove sembra siano i migliori della classe.Le mignotte sono di casa a Palazzo Grazioli e adesso sembra anche al  Giornale di Vittorio Feltri che pare abbia ...

....individuato un altro dossier a luci rosse,ma questa volta coinvolti sarebbero gli amici di Gianfranco Fini,squillo a Montecitorio,pompini e pecore a ogni ora del giorno e della notte.

Nel suo editoriale dunque Vittorio Feltri minaccia Gianfranco Fini di stare attento perchè luso improprio della maigstratura a fini politici potrebbe rivelarsi un boomerang.

"...(Fini) ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E' sufficiente - per dire - ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme".

La vicenda, risalente al 1999, dovrebbe essere la stessa di cui "Il Giornale" ha già scritto a giugno e riguarderebbe un giro di escort che, secondo l'inchiesta avrebbero avuto accesso a Montecitorio per "soddisfare" alcuni parlamentari o loro amici. Tre mesi fa, però, il quotidiano di Feltri ne parlava solo con riferimento a Cesa (Udc) e a uomini dell'entourage di D'Alema. Per questo era stato querelato dall'ex ministro degli Esteri.


E le iniziative del Giornale sul presidente della Camera vengono commentate, indirettamente, il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Ho già detto e ripeto che Fini ha tutto il diritto di porre problemi e temi di dibattito al Pdl e che non può essere criminalizzato e messo in difficoltà per queste sue iniziative perché il Pdl deve essere un luogo di incontro". Più duro il giudizio del deputato Pdl Benedetti Della Vedova: "Forse devo rileggere bene, ma per come l'ho capito io si passa dal giornalismo ad altro: se si ha una notizia la si scrive, altrimenti no, ma ammonire qualcuno perchè stia zitto non è giornalismo, nè giornalismo di inchiesta: fatico a capire".


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